martedì 14 ottobre 2014 02:28

Franco Cavalli di San Marino Oggi: Tangentopoli sammarinese: sequestri e confisca dei beni della Frisoni

Franco Cavalli di San Marino Oggi: Tangentopoli sammarinese: sequestri e confisca dei beni della Frisoni

 San Marino Oggi

Analizzati i movimenti su più banche sammarinesi e anche dall'estero

Tangentopoli sammarinese: sequestri e confisca dei beni della Frisoni

Per la magistratura esisterebbe un contesto di diffusa illegalità

Franco Cavalli

Le indagini relative alla "Tangentopoli sammarinese" scaturite dal "conto Mazzini" aperto alla ex Banca Commerciale Sammarinese, vedono un'operatività degli indagati che si estende su più realtà bancarie e finanziarie del Titano. Dall'analisi e ricostruzione dei percorsi compiuti dalla magistratura nel risalire alle imponenti cifre contestate alla "associazione criminale", emergono numerose operazioni fatte grazie a persone esperte, per cercare di nascondere le attività di riciclaggio, le tangenti e la spartizione dei proventi tra le persone coinvolte. (...) Ad esempio, tra le attività rintracciate dalla magistratura relative a Mirella Frisoni, ci sono movimentazioni bancarie anche relativamente recenti in cui dopo aver spostato i fondi precedentemente presenti in Bcs in un'altra banca, vi sono confluiti poi assegni anche da una terza banca e parte dell'estinzione di quanto contenuto nel libretto "Stelle".

Gli accordi tra gli indagati. Ma ci sono altri aspetti su cui i giudici starebbero ulteriormente indagando, e cioè sul fatto che tra diversi degli indagati esisterebbe un perdurante collegamento che continuerebbe tutt'ora, tanto da far paventare il pericolo di inquinamento delle prove, anche grazie ad “accordi” fra gli indagati tesi a eludere le indagini.

Per i magistrati quindi si sarebbe di fronte ad un contesto di diffusa illegalità.

Ed è qui ad esempio, che viene citato l’incontro tra Mirella Frisoni e Giuseppe Roberti, registrato da Roberti all’insaputa della Frisoni e anche di Germano De Biagi, colui che avrebbe accompagnato Mirella Frisoni dall’ex presidente di Bcs.
La confisca Dopo la ricostruzione delle varie movimentazioni, per la magistratura sammarinese, i fondi movimentati dalla Frisoni costituirebbero il provento di reati di riciclaggio, una tesi che sarebbe supportata anche dall’emissione e dall’utilizzo di documentazione fiscale fittizia. Per questo, anche in ragione della difficoltà nel rintracciare, nella sola sfera patrimoniale dell'indagata, le singole somme di danaro che hanno costituito il profitto dell'attività di riciclaggio, i giudici avrebbero disposto che tutti i beni facenti parte del patrimonio di Mirella Frisoni siano suscettibili di confisca, attraverso anche la confisca per equivalente, cioè a prescindere da un collegamento diretto tra l'oggetto del sequestro e il reato che ha generato il provento illecito. Una disposizione, che quindi renderebbe irrilevante il momento di acquisto dei beni che verrebbero confiscati, facendo quindi rientrare tutti i beni del patrimonio di Mirella Frisoni tra quelli, suscettibili di confisca, indipendentemente dall’epoca in cui sono diventati di sua proprietà. inoltre sarebbe stato disposto il sequestro preventivo dei saldi attivi di ogni rapporto bancario o finanziario della Frisoni, con banche e finanziarie sammarinesi.