Franco Cavalli di San Marino Oggi: Tangentopoli sammarinese: sequestri e confisca dei beni della Frisoni

 San Marino Oggi

Analizzati i movimenti su più banche
sammarinesi e anche dall’estero

Tangentopoli sammarinese:
sequestri e confisca dei beni della Frisoni

Per la magistratura esisterebbe un contesto di diffusa illegalità

Franco Cavalli

Le indagini relative alla “Tangentopoli
sammarinese
” scaturite dal “conto
Mazzini
” aperto alla ex Banca
Commerciale Sammarinese
, vedono un’operatività degli indagati che si estende
su più realtà bancarie e finanziarie del Titano. Dall’analisi e ricostruzione
dei percorsi compiuti dalla magistratura nel risalire alle imponenti cifre
contestate alla “associazione criminale”, emergono numerose operazioni fatte
grazie a persone esperte, per cercare di nascondere le attività di riciclaggio,
le tangenti e la spartizione dei proventi tra le persone coinvolte. (…) Ad
esempio, tra le attività rintracciate dalla magistratura relative a Mirella
Frisoni
, ci sono movimentazioni bancarie anche relativamente recenti in cui
dopo aver spostato i fondi precedentemente presenti in Bcs in un’altra banca, vi
sono confluiti poi assegni anche da una terza banca e parte dell’estinzione di
quanto contenuto nel libretto “Stelle”.

Gli accordi tra gli indagati. Ma ci sono altri aspetti
su cui i giudici starebbero ulteriormente indagando, e cioè sul fatto che tra
diversi degli indagati esisterebbe un perdurante collegamento che continuerebbe
tutt’ora, tanto da far paventare il pericolo di inquinamento delle prove, anche
grazie ad “accordi” fra gli indagati tesi a eludere le indagini.

Per i magistrati quindi si sarebbe di fronte ad un contesto di diffusa
illegalità.

Ed è qui ad esempio, che viene
citato l’incontro tra Mirella Frisoni
e Giuseppe Roberti, registrato
da Roberti all’insaputa della
Frisoni e anche di Germano De
Biagi, colui che avrebbe accompagnato
Mirella Frisoni dall’ex
presidente di Bcs.
La confisca
Dopo la ricostruzione delle varie
movimentazioni, per la magistratura
sammarinese, i fondi
movimentati dalla Frisoni costituirebbero
il provento di reati di
riciclaggio, una tesi che sarebbe
supportata anche dall’emissione
e dall’utilizzo di documentazione
fiscale fittizia.
Per questo, anche in ragione
della difficoltà nel rintracciare,
nella sola sfera patrimoniale
dell’indagata, le singole somme
di danaro che hanno costituito il
profitto dell’attività di riciclaggio,
i giudici avrebbero disposto che
tutti i beni facenti parte del patrimonio
di Mirella Frisoni siano
suscettibili di confisca, attraverso
anche la confisca per equivalente,
cioè a prescindere da un
collegamento diretto tra l’oggetto
del sequestro e il reato che
ha generato il provento illecito.
Una disposizione, che quindi
renderebbe irrilevante il momento
di acquisto dei beni che
verrebbero confiscati, facendo
quindi rientrare tutti i beni del
patrimonio di Mirella Frisoni tra
quelli, suscettibili di confisca,
indipendentemente dall’epoca
in cui sono diventati di sua
proprietà. inoltre sarebbe stato
disposto il sequestro preventivo
dei saldi attivi di ogni rapporto
bancario o finanziario della Frisoni,
con banche e finanziarie
sammarinesi.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy