venerdì 13 maggio 2016 11:30

San Marino. Giuseppe Maiani, tra i fondatore dell'Anpi San Marino, il ricordo di Baldisserri

San Marino. Giuseppe Maiani, tra i fondatore dell'Anpi San Marino, il ricordo di Baldisserri

SAN MARINO. Daniele Baldisserri, ex presidente ANPS, ricorda il coraggio del partigiano Giuseppe Maiani, 'Pippo', (nella foto Maiani con la moglie Marcellina Schiavo, sul Pianello il 28 luglio 2014).

La stagione dell’Associazione Nazionale Partigiani di San Marino, di cui Pippo fu tra i fondatori nel 2006, durò poco al contrario del suo impegno a favore della libertà e della democrazia: una vita. Fin da ragazzo infatti scelse di parteggiare, di stare dalla parte di chi cercava di liberarsi dalla dittatura nazifascista e questa scelta l’accompagnò per tutta la sua esistenza. Evidentemente la neutralità non gli si addiceva. Non fu una scelta senza conseguenze. Durante la Resistenza venne rastrellato, incarcerato fu sottoposto a finta esecuzione e subì violenza.

Al termine del conflitto, per la sua attività a favore dei partigiani del Montefeltro appartenenti alla V Brigata Garibaldi, gli fu riconosciuta la qualifica di “staffetta” e non mancò mai di rinnovare la tessera dell’ANPI, anno dopo anno, sempre presente alle celebrazioni partigiane del circondario. Fu comunista (ebbene sì, qualcuno era comunista), in un’epoca, quella della guerra fredda, nella quale il campo occidentale non poteva tollerare un’isola rossa nella propria zona d’influenza anche se oggi non è importante definirlo politicamente perché da persona perbene qual era, limpida e retta, da vero uomo di stato ha avuto a cuore solo il bene del suo paese: basti pensare che in qualità di Capitano Reggente appose la sua firma alle legge che istituendo l’Istituto si Sicurezza Sociale, pose le basi dell’attuale welfare state.

Ha dialogato con i grande della terra non prima di aver conosciuto la dura esperienza dell’emigrazione quando quelli brutti sporchi e cattivi eravamo noi. Pochi cenni biografici, frammenti di storia contadina e popolare (come modestamente intitolò il proprio libro) per dimostrare quale importante, impegnativo testimone si debba noi ricevere dalla “staffetta” PIPPO: la domanda è, ne saremo degni? Dimostriamolo partecipando, per esempio, in tanti alla celebrazione del prossimo 28 luglio, il primo senza Giuseppe Majani.