giovedì 10 settembre 2020 23:20
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

L'informazione di San Marino: la maggioranza punta a sospendere Buriani e ad azzerare il tribunale

La maggioranza punta a sospendere Buriani e ad azzerare il tribunale 

Plenario, dopo una giornata di dibattito ancora non erano venuti a capo dell’insano disegno Prevista anche seduta in notturna e riunione anche oggi

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Si sta consumando l’ulteriore passaggio della prevaricazione della politica sulla magistratura e della “terra da ceci in tribunale”, fatta dalla maggioranza di governo assieme alla minoranza dei magistrati.

Dopo la decisione dei membri di maggioranza della Commissione affari di giustizia, che con un provvedimento di 28 pagine hanno avviato, assieme al Segretario alla Giustizia, l’azione di sindacato nei confronti del Commissario della legge Alberto Buriani, il Presidente della Commissione stessa, Gian Matteo Zeppa, ieri mattina ha riferito al Consiglio giudiziario plenario sulla decisione adottata.

Alla seduta di ieri, presieduta dai Reggenti, erano presenti, oltre a Zeppa, gli altri cinque membri di maggioranza che hanno già votato per l’avvio dell’azione e chiamati a rivotare sulla stessa cosa: Manuel Ciavatta (Dc), Aida Selva (Dc), Mariella Mularoni (Dc), Adele Tonnini (Dc), Carlotta Andruccioli (Motus-Liberi) e il Segretario Massimo Andrea Ugolini. Con loro i cinque membri togati Valeria Pierfelici; Giovanni Belluzzi; Isabella Pasini; Simon Luca Morsiani; Fabio Giovagnoli.

Assenti invece i sei magistrati che hanno segnalato le ingerenze della politica sulla giustizia, la maggioranza dei togati. Presenti, poi, i politici di minoranza: Vladimiro Selva e Luca Boschi di Libera e Nicola Renzi di Repubblica futura. Assente Iro Belluzzi.

Come da ordine del giorno Matteo Zeppa ha dato conto della decisione della Commissione affari di giustizia di avviare l’azione di sindacato. Un provvedimento che riprende i due esposti disciplinari presentati contro Buriani. Uno della presidente Catia Tomasetti che si è fatta affiancare da Bcsm; l’altro da Stefano Ercolani, ex presidente di Asset Banca. Singolare, per inciso, che Bcsm e la sua presidente si trovino gomito a gomito con il “Re Nero”, nei confronti del quale Via del Voltone ha avviato azioni di responsabilità, almeno fino quando non dovesse decidere di ritirarle. Niente di più facile, in questo quadro dove controllore ed ex controllato si trovano dalla stessa parte nella crociata contro l’odiato magistrato che li ha indagati, che anche questo possa accadere.

Ieri nella mattinata, dunque, il riferimento di Zeppa, già pianificato al primo punto dell’Odg del plenario. Subito dopo, come previsto dalla strategia politica, sempre pianificata a tavolino - e profetizzata da Gabriele Gatti parlando di rimozione dei magistrati scomodi del tribunale - era nell’aria la votazione sulla sospensione del Commissario della legge Alberto Buriani. Tra l’altro i legali del giudice hanno depositato una memoria. In serata la votazione sulla sospensione, tuttavia, non era ancora stata fatta, anche se, come presumibile e come voluto da chi tira le fila di questa azione, il voto della maggioranza politica più la minoranza dei giudici per la sospensione di Buriani, doveva essere nell’aria. Sospensione dalle sue funzioni in attesa che si pronunci il Collegio garante di costituzionalità delle norme, cui spetta la decisione sull’azione di sindacato. Comunque la riunione del Consiglio giudiziario plenario era prevista anche in notturna, ieri, e per tutta la giornata di oggi.

A vedere i punti all’ordine del giorno, risulta chiaro che si voglia utilizzare la retroattività della legge qualificata n. 1 del 2020 per resettare il tribunale. Sulla applicazione di detta legge la Reggenza ha chiesto un parere ad un costituzionalista. Nei giorni scorsi era stato fatto il nome di Antonio Baldassare, in passato per guai penali assistito da Stefano Preziosi, il legale di cui si è avvalsa la maggioranza per un parere sull’azione di sindacato. Entrambi, secondo le ricostruzioni dell’opposizione, vicini a Cristiano Cannarsa, marito della presidente di Bcsm Catia Tomasetti.

L’applicazione retroattiva della norma e i successivi punti all’ordine del giorno lasciano presagire che la maggioranza possa decidere di fare fuori anche i giudici di appello Ferdinando Treggiari e Andrea Morrone, oltre al Commissario della legge Massimiliano Simoncini.

Una azione insana per un paese che voglia definirsi democratico.