martedì 11 febbraio 2020 19:21
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Fatture false per 373mila euro, 38enne a giudizio

Fatture false per 373mila euro

A giudizio Larysa Kulyk legale rappresentante della società

Antonio Fabbri 

Fatture per operazioni inesistenti per 373.000 euro. Di questo deve rispondere Larysa Kulyk, 38enne di origine ucraina residente a Rimini, che sul Titano era legale rappresentante della società Luxury Interni srl, con sede a Dogana in via Cantù e sottoposta a procedura fallimentare dal 2017

La donna è accusata, appunto,  di avere emesso 69 fatture, a fronte di operazioni in tutto o in parte inesistenti, per un importo complessivo di 373000 euro.
Nell'udienza di ieri, davanti al giudice Alberto Buriani sono stati ascoltati i testimoni. In particolare la Direttrice  dell'Ufficio Tributario, Francesca Stradini, e l'ispettore Paolo Francioni del Mucleo Antifrode della Polizia civile, che hanno ricostruito le anomalie. Sentita anche la curatrice fallimentare della Luxory interni, Maria Cristina Lonfernini. E’ emerso come nella società mancasse la documentazione contabile, oltre a materiale relativo all’attività della società stessa. L’azienda, sulla carta, si occupava di progettazione e design di mobili di lusso per il mercato estero, in particolare dell’Est.

La curatrice fallimentare ha riferito di uno stato passivo riscontrato della società di circa un milione di euro, con debiti nei confronti di creditori tra cui lo Stato e l’Esattoria di Bcsm, che ha proceduto al sequestro di alcune pertinenze della società, ma per poche migliaia di euro. C’è da capire anche, visto che dalle movimentazioni bancarie sono stati riscontrati pagamenti a fornitori, chi fossero questi soggetti che risultano nelle transazioni bancarie solo con un numero di codice. Lo scopo è quello di appurare se le operazioni fossero fittizie, come sostiene appunto l’accusa, oppure se vi fossero effettivamente dei rapporti di fornitura e di lavoro, come sostiene, nella sua linea, la difesa. Per appurare questo il Giudice ha disposto che il Nucleo Antifrode effettui una ulteriore verifica con la banca attraverso cui sono state disposte le movimentazioni di denaro. La difesa dal canto suo convocherà un testimone che, secondo quanto sostenuto dai legali, provvedeva al montaggio dei mobili progettati dalla società.

Per questi adempimenti è fissata udienza per il 15 giugno, quando presumibilmente si procederà alle conclusioni e alla sentenza.