Agenzia Dire Torre1: Lannutti, senatore Idv, contro San Marino dopo la relazione Antimafia

MAFIE. LANNUTTI (IDV): GIRO DI VITE CONTRO PARADISI FISCALI

DOPO RELAZIONE FINCAPITAL

SENATORE SI FA SENTIRE IN PARLAMENTO

La relazione della commissione
d’inchiesta sulla vicenda Fincapital sbarca nel Parlamento
italiano. Il senatore dell’Italia dei Valori, Elio Lannutti,
scrive infatti ai ministri dell’Economia e delle Finanze e
dell’Interno per segnalare la “rete di relazioni sospette
all’ombra del Titano”, emersa dai lavori. E per chiedere una
serie di interventi contro riciclaggio, paradisi fiscali e
prestanome.
In particolare l’esponente del partito dell’ex magistrato
Antonio Di Pietro chiede di sapere “quali iniziative di
competenza il governo intenda intraprendere affinche’ fatti come
quelli esposti cessino di esistere, considerato che la camorra ha
messo le tende nella Repubblica di San Marino per gestire una
serie di affari illeciti, soprattutto legati al riciclaggio di
denaro per conto delle varie mafie italiane, facendo transitare
soldi sporchi, a giudizio dell’interrogante, grazie ad appoggi
politici e istituzionali”.

Il senatore chiede di darsi da fare
anche nelle opportune sedi internazionali per “convincere,
attraverso le autorita’ competenti, gli Stati contrari allo
scambio di informazioni bancarie a fini fiscali a cambiare rotta
entro tempi determinati”. E se ci sia l’intenzione di “promuovere
l’adozione di iniziative legislative volte a rafforzare l’attuale
sistema di vigilanza del settore bancario, al fine di tutelare
gli interessi dei risparmiatori”.

Lannutti si informa inoltre su quali
azioni si intendono intraprendere per combattere la fuga di
capitali all’estero e i paradisi fiscali, “imponendo maggiore
trasparenza e collaborativita’ a queste destinazioni
privilegiate”. E se sia possibile introdurre anche in Italia il
reato di auto-riciclaggio, dato che ora “nel nostro Paese si puo’
perseguire solo chi pulisce i soldi di altri, non chi opera per
muovere i capitali che ha accumulato violando la legge”.
Infine il senatore dell’Idv chiede un giro di vite anche
contro i prestanome, “figure fondamentali che permettono gli
investimenti, visto che adesso ci sono persino i ‘presta-conto’,
che mettono i loro depositi bancari a disposizione dei
criminali”. E di agire nelle “opportune sedi europee”, per
“ottenere leggi omogenee per sequestri e confische anche
all’estero, in maniera che non si creino Stati-rifugio,
aumentando significativamente la cooperazione dei controllori
nazionali e adottando sanzioni nette nei confronti dei paradisi
fiscali”.

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