Alberto Ravaioli, sindaco di Rimini, commenta l’arresto dei ragazzi incensurati per tentato omicidio al clochard Andrea Severi: “E’ un’azione che spaventa perchè nasce dal nulla”

L’amministrazione comunale di Rimini si costituirà parte civile nel processo contro i giovani che hanno tentato di uccidere “per noia” Andrea Severi.
Sono ragazzi della porta accanto, giovani e a quanto pare, la loro azione è stata determinata dal nulla ha detto all’Ansa il primo cittadino riminese. E questo spaventa molto di più di ogni altra, seppur allucinata, motivazione. Potrebbero essere i nostri figli”.
All’indomani del fatto avevo accennato all’emergenza educativa: oggi, davanti a quello che appare ormai chiaro, quell’emergenza è ancora più urgente e lacerante. E’ una società intera che deve interrogarsi sul significato di espressioni come rispetto della persona, responsabilità,
civiltà, umanità. Sono i palazzi della politica, è la famiglia, è la scuola che devono prima di tutto riflettere e capire. C’é una frattura sempre più ampia tra il mondo dei giovani e la vita. La colpa ricade su una superficialità
diffusa, apatica ed egoista, su una speranza nel futuro che non é più tale, su chi non sa ascoltare né parlare un linguaggio che non sia quello del fatuo perbenismo o della stanca
ripetizione di un quadro di valori debole. Oggi quella frattura appare ampia, ed è a quel vuoto che la comunità riminese deve guardare per tentare di colmarlo di fatti e parole concrete. Una città forte e solidale come Rimini deve farlo. E lo può fare stando prima di tutto accanto ad Andrea Severi, ma anche ai suoi
aggressori e alle famiglie di questi. Ci sono colpevoli per la giustizia e la giustizia deve
giudicare senza indulgenze di sorta i responsabili di eventi tanto crudeli. Ma ci sono anche le vittime, e in questa vicenda non lo è solo Andrea Severi”.

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