Antonio Fabbri – L’informazione di San Marino: Tangente per la sede di BCSM, l’interrogatorio di Moretti

L’informazione di San Marino

L’architetto, tra i rinviati a giudizio del Conto Mazzini, davanti agli inquirenti si dichiara innocente

Tangente per la sede di BCSM, l’interrogatorio di Moretti

Perizia gratis ripagata coi lavori successivi e i 38mila euro? “Prestazione professionale per Roberti su un immobile a Montefiore”

SAN MARINO. Secondo la tesi dell’accusa, ormai è noto, per l’acquisto della sede di Bcsm fu pagata una tangente. Per i magistrati, insomma, una dazione illecita ci fu. La convinzione deriva dal fatto che l’operazione immobiliare fu trattata in maniera personale, senza investire il Cda di Bcsm, dal presidente Antonio Valentini, sentito in qualità di testimone, il quale oltre ad essere il Presidente di Banca Centrale era pure il commercialista di Penta Immobiliare, tra i soggetti giuridici rinviati a giudizio nel maxi-processo e per l’accusa “veicolo” dei passaggi di denaro finiti ai politici.
Anomalo anche il pagamento
del perito, Luigi Moretti, fatto
dal venditore – Sam Marina
Arte della Ceramica – quando
questi era stato invece incaricato
dall’acquirente, Bcsm.
Circostanza, questa, che Moretti
tuttavia nega. A provare
ulteriormente l’illiceità della
dazione, secondo i magiastrati,
c’è il confluire del denaro nei
libretti di “Mazzini”. Per questi
passaggi di denaro, però, non
si è proceduto per corruzione,
perché prescritta. E’ per questo
– hanno spiegato i Commissari
della legge proprio in un
interrogatorio – che i vari attori
della vicenda non sono stati
indagati per questa contestazione
che configura, però, il reato
presupposto del riciclaggio.
Reato, quest’ultimo, per cui
invece si è proceduto e di cui
è accusato un altro protagonista
della compravendita della
sede di Bcsm, l’architetto Luigi
Moretti (foto).
L’interrogatorio di Moretti
Il riciclaggio è stato contestato,
a vario titolo, alle persone
rinviate a giudizio. Tra queste
Luigi Moretti, tra gli imputati
del processo che si aprirà il
prossimo 19 ottobre, a giudizio
con la contestazione di associazione
a delinquere -in quanto
ritenuto membro del gruppo di poter ricostruito dai magistrati- e appunto riciclaggio.
Accuse che, tuttavia, nell’interrogatorio
del 12 giugno 2014,
Moretti, assistito dagli avvocati
Alfredo Nicolini e Moreno
Maresi, aveva rigettato.
Infatti, alla prima domanda
dei Commissari della Legge
Alberto Buriani e Simon Luca
Morsiani, ha risposto: “Mi
dichiaro innocente rispetto alle
accuse che mi sono state mosse
e intendo rispondere alle domande
per fare chiarezza sulla
mia posizione”.
La perizia e i lavori per Bcsm
L’interrogatorio dell’architetto
ha riguardato diversi argomenti
di indagine. In particolare,
sulla compravendita della sede
di Bcsm, Moretti ha ricostruito
la trattativa.
“Venni incaricato da Antonio
Valentini di operare una stima
dell’immobile che costituisce
l’attuale sede di Banca Centrale.
Feci una stima e evidenziai
alcune problematiche dell’immobile
per le quali reputai
congruo un prezzo inferiore ai
6 milioni di euro. L’incarico di
stimare l’immobile mi venne
conferito da Antonio Valentini.
Non so se me lo diede sulla
base di una deliberazione del
consiglio direttivo degli altri
organi della Banca Centrale”.
La perizia gratis con
l’impegno dei lavori successiv
i
Anche Moretti, rispondendo ai
magistrati, parla di una stima
dell’immobile fatta gratuitamente
in virtù di una intesa per
i lavori successivi.
“Fin da subito dissi che non
volevo essere pagato e che il compenso lo avrei ricevuto tramite
l’affidamento dei lavori di
progettazione della successiva
ristrutturazione”.
Ma l’impegno per la progettazione
successiva, fu mantenuto?
“I lavori di progettazione di
Banca Centrale effettivamente
mi vennero affidati e per essi
venni retribuito – risponde
Moretti – Banca Centrale mi
affidò anche la stima dell’edificio
dove si trova il Panoramic.
Ciò è successo un paio di anni
fa ed anche in questo caso ho
effettuato la stima gratuitamente
in vista del possibile affidamento
dei lavori di ristrutturazione”.
Mentre sul fatto che
i magistrati contestino che il
pagamento ci fu e venne fatto
dal venditore “in nero”, Moretti
risponde: “Non sono mai
stato pagato dal venditore”.

Quei 38mila euro che non
tornano ai magistrati

Il pagamento, secondo i magistrati,
ci fu e l’accusa indica a
Moretti una precisa transazione.
Transazione che l’architetto
giustifica con un’altra prestazione
professionale per conto
di Giuseppe Roberti. “Prendo
atto – risponde – che una quota
del prezzo servì ad alimentare
un assegno circolare emesso
a mio favore da Roberti per
l’importo di 38mila euro.
Ricordo questo assegno, ma si
trattava del pagamento di una
prestazione professionale che
avevo reso a favore di Roberti,
progettando l’edificazione di
un edificio a Montefiore”, dice
Moretti.
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