Antonio Fabbri – L’informazione: Insufficienza di prove, assolto

L’informazione

Riciclaggio da 500mila euro

Insufficienza di prove, assolto

Antonio Fabbri 

Deposito era stato fatto in contanti in carte da 500euro. Non è stato sufficientemente provato che i soldi fossero frutto di reato 

SAN MARINO. E’ uno dei pochi casi in tempi recenti che un processo per riciclaggio arriva in aula e termina con una assoluzione. La decisione è stata presa ieri mattina dal giudice Gilberto Felici che ha valutato non sufficientemente provata l’accusa, in particolare in relazione al reato presupposto del riciclaggio, soprattutto perché nel frattempo in un processo penale portoghese è intervenuta l’archiviazione.

Il fatto Tutto nasce da un deposito in contanti di 501mila euro effettuato da Giuseppe Bigotti, commerciante nell’ambito dei preziosi, il 9 aprile del 2010. In quella data aprì un conto presso il Credito Sammarinese, ma il deposito apparve subito anomalo, sia per l’entità dei denari versati in contanti, sia per il taglio delle banconote, quasi tutte in cartamoneta viola: 950 pezzi da 500.

La stessa data 50mila
euro furono investiti in
prodotti finanziari, mentre
450mila Trasferiti
sui conti accesi presso
la banca Millennium, in
Portogallo.
Le operazioni, denominate
in gergo “one
shot” per descrivere il
versamento e trasferimento
dei soldi in
un colpo solo, apparvero
subito anomale e
vennero segnalata dalla
banca all’Agenzia di
informazione finanziaria, che riscontrò a sua
volta l’anomalia e fece
partire la segnalazione
all’autorità giudiziaria.
Si aprì l’indagine giungendo,
dopo rogatorie fino
in Portogallo, al
rinvio a giudizio.

Nel
frattempo proprio in
Portogallo è arrivata
l’archiviazione del caso
“gemello”, come rilevato
nell’udienza di ieri dagli
avvocati difensori di
Giuseppe Bigotti, Caterina
Filippi e Bartolomeo
Malfatto del foro di
Perugia.

Carenza di prove
sul reato presupposto
La difesa ha in particolare
puntato sulla assenza
di prove relativamente
al reato presupposto.
“C’è assenza totale di
ipotesi delittuosa”, ha
detto l’avvocato Caterina
Filippi riferendosi al
reato dal quale sarebbero
derivati i denari, appunto.
Sulla stessa linea
il collega di Perugia.

Dal canto suo il Pro
Fiscale, Giovanni Belluzzi,
aveva sostenuto
che, nonostante l’indeterminatezza
del reato
presupposto, l’anomalia
delle movimentazioni
avrebbe comunque
integrato il reato di
riciclaggio. Richiesta
quindi la condanna da
parte del Pf. Per contro
le difese chiedevano
l’assoluzione.
Al termine dell’istruttoria
dibattimentale il
giudice Gilberto Felici
si è ritirato in camera
di consiglio e, dopo
crica un quarto d’ora,
ha emesso la sentenza,
assolvendo l’imputato
con la formula “perché
non consta abbastanza
che sia colpevole”.

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