Asilo di Giuseppe Garibaldi a San Marino, ecco i momenti più emozionanti della commemorazione

Si è tenuta ieri a San Marino la commemorazione dello scampo garibaldino avvenuto il 31 luglio 1849, proprio sul Titano.

Il corteo reggenziale è partito da Palazzo Pubblico per poi raggiunge il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi, l’Eroe dei Due Mondi, nell’omonima piazzetta.

Non è mancato il tradizionale omaggio con la deposizione di una corona di alloro da parte dei Capitani Reggenti, Oscar Mina Paolo Rondelli.

Sempre i capi di Stato sammarinese hanno leggermente toccato il nastro e si sono raccolti davanti al busto di Garibaldi. Eseguiti dalla Banda Militare dalla Repubblica di San Marino gli Inni garibaldino, italiano e sammarinese.

Nel luglio del 1849, alla caduta della Repubblica romana, Giuseppe Garibaldi, con la moglie Anita e un cospicuo gruppo di combattenti, tentò di raggiungere Venezia per mettersi in salvo.

In questa fuga avventurosa, inseguito dall’esercito austriaco, il 31 luglio Garibaldi entrò San Marino, incontrò i Capitani Reggenti e chiese loro “asilo e un po’ di pane”.

Il Titano, dunque, si trovò ad affrontare un compito gravosissimo: nell’arco di un solo giorno, infatti, doveva salvare la propria tradizionale libertà e, al tempo stesso, Garibaldi e le sue truppe.

I sammarinesi prestarono soccorso ai fuggitivi. Il generale sciolse l’esercito sul sagrato della Chiesa dei Cappuccini, fuori dalla città di San Marino.

Nella notte del 31 luglio, accompagnato da una guida locale, Garibaldi provò a raggiungere il mare a Cesenatico con Anita e pochi fedelissimi.
Nel frattempo, dopo la fuga, la diplomazia sammarinese continuò la sua mediazione, riuscendo non solo a sventare il pericolo dell’occupazione della Repubblica da parte degli austriaci ma anche a disarmare e a far fuggire i garibaldini ancora presenti a San Marino.

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