Carburanti a San Marino. La corsa. Il Resto del Carlino, Mario Gradara

Il Resto del Carlino

Carburanti alle stelle: sconti sul Titano, finché duraA giorni i prezzi sammarinesi dovranno essere adeguati all’Italia con un decreto. La rabbia degli automobilisti

Mario Gradara

 Distributori di San Marino presi d’assalto fin da ieri, dopo che il governo Monti ha dato il via – con sorprendente anticipo – ai ‘ritocconi’ di 11 centesimi per il diesel, 8,5 per la benzina. Spingendo i prezzi per litro sempre più vicino a quota 1,7 euro al litro.

«Ma la pacchia per noi durerà poco, forse una settimana — avvertono dallo storico distributore Total-Erg di Murata —. Poi il nostro governo emetterà il decreto di aggiornamento dei prezzi, agganciati con quelli italiani, come da convenzione bilaterale. Per ora va bene: gasolio 1,469 e benzina 1,520, prezzi in media migliori che in Italia. Tanti riminesi fanno il pieno». «Qualche italiano non sapeva dell’aumento — fanno eco da Forcellini Carburanti, ad Acquaviva —. Noi lo diciamo a tutti, così chi voleva 20 euro fa il pieno. Va bene: speriamo che il decreto governativo tardi un poco».
«Parlare di ressa è eccessivo — sorridono dalla Ip di Dogana — ma oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo un bel giro».
«Non sapevo dell’aumento, ho fatto il pieno a Rimini — dice Romano Goldoni, pensionato per 27 anni cameriere a Coventry —. Per fortuna all’Agip del cavalcavia Marecchiese non aumentano fino a venerdì. Manovra pesante del governo, stavo meglio in Inghilterra».
«Se occorrono sacrifici li facciamo — fa eco Davide Corradini, magazziniere —. Naturalmente stangano sulla benzina, della quale non si può fare a meno. L’auto la uso come prima, per lavoro e poco più».
«Cresce il carburante e di conseguenza tutto il resto, anche se magari non subito — ragiona Oberdan Favarelli, settore caseario —. In ditta sanno già che da gennaio aumentaranno latte, formaggi e tutti i prodotti. Purtroppo il commercio italiano è basato sui trasporti su gomma. E quando cresce il costo del gasolio, aumentano tutti i prodotti, giocoforza».
«Io mi sposto solamente ormai con l’auto del lavoro — allarga le braccia Giorgio Pretelli, addetto all’assistenza tecnica di orologi industriali —. La mia auto personale la lascio nel garage, così autiamo anche l’ecologia. Sono preoccupato per il rischio fallimento dello Stato, è ovvio».
«Se il governo vuol far crescere i consumi il costo dei carburanti lo dovrebbe abbassare, non crescere — sostiene Francesco Cavaliere, cuoco ed ex benzinaio —. In questo modo si blocca tutto quanto, e si creano aumenti di prezzi. Io in macchina giro meno possibile, ma vivere oggi se non lavorano sia il marito che la moglie è diventato impossibile, troppo costoso, almeno qui al nord. Sto pensando che se continua così me ne torno in Germania, dove ho dei parenti. Ho vissuto quindici anni a Bielefeld, nel nord. Si stava benissimo, altro che Italia. Comunque, si tassino un po’ i signori politici, coi loro vergognosi privilegi, invece di prendersela sempre con chi lavora».
«Io l’auto la utilizzo per lavorare, non posso certo farne a meno anche se i rincari sono pazzeschi — dice Giulia Genghini, veterinaio, che per arrotondare fa anche l’informatore farmaceutico, in zona Rimini nord —. Se giro nel tempo libero? Veramente con due lavori ne ho ben poco. Sono contenta che se ne sia andato Berlusconi. La manovra mi spaventa, si poteva fare meglio e colpire più i politici, le proprietà della Chiesa utilizzate per fini commerciali, così lo Stato avrebbe incassato somme importanti».

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