Comitate Donne Disoccupate. Documento alla Reggenza, capigruppo, segretari di stato

COMITATO DONNE DISOCCUPATE

 

Eccellentissimi CAPITANI REGGENTI
                                                                                                                          SE Maurizio Rattini

                                                                                                                           SE Italo Righi

 

Alla Cortese attenzione,
Segretari di Stato/ Capi Gruppi
p.c.  Associazioni Sindacali /Associazioni di categoria
p.c. Stampa  e RTV.                                                                                              San Marino 25-04-2012                                                                                                                 
Il 19 Aprile 2012 si è tenuta con successo la prima riunione del neonato Comitato Donne Disoccupate. Assieme alla promotrice Sig.ra Dana Burgagni,  hanno partecipato donne di età diverse che vivono l’attuale periodo di crisi e forte disagio socio-economico  dovuto, nella maggior parte dei casi, ad una mancanza assoluta di  lavoro.  Se esiste lavoro precario e/o a termine, questo non dà  alcuna sicurezza alla donna ed ancor meno, al suo  nucleo famigliare, la possibilità di vivere serenamente il quotidiano.
Noi donne del Comitato siamo ben consapevoli della crisi che ha investito l’economia mondiale ed ancor più la nostra piccola Repubblica dovuta ad una serie di ritardi, mancati accordi, ecc. che non sono certamente  competenza di questo Comitato. Il risultato è il senso di chiusura ed incertezza che opprime ogni individuo e nel caso specifico le donne, che ogni giorno combattono la quotidianità della famiglia unita o allargata che sia. Ci si riferisce quindi alla spesa quotidiana, all’affitto, al mutuo, al pagamento delle varie utenze e carburante sempre più onerosi, agli studi dei figli per affrontare il loro futuro ed essere sempre più specializzati e competitivi nel loro avvenire professionale.
Il Comitato è composto da donne giovani e meno giovani con varie esperienze famigliari e lavorative ancora in grado di dare tanto nel privato, nel sociale e nell’ambiente professionale. Possiamo e vogliamo, anche con grandi sacrifici, metterci in discussione e ricominciare da capo con senso civico e responsabile seppur con tutte le nostre paure ma con voglia di fare, per essere partecipi della nostra ripresa personale e del nostro Paese.
Non è e non sarà facile ma le donne hanno bisogno di certezze e motivazioni che le Istituzioni ed i loro rappresentanti devono cercare di trasferirgli per dargli la possibilità di provare a cambiare lo stato di disagio creatosi negli ultimi anni. Noi donne del Comitato siamo ben consapevoli che non è facile trovare occupazione ma abbiamo, più che mai in questo momento, il bisogno di un qualche segnale di ripresa ed un interessamento tangibile che lo Stato, nella figura delle forze di maggioranza, ci sia e si rendano pienamente disponibile ad ascoltare questa richiesta di aiuto per affrontare insieme il difficile momento.
Alcune di noi hanno già iniziato, chi per un motivo chi per l’altro, a rimboccarsi le maniche. Siamo disposte a fare sacrifici anche nel campo lavorativo ma spesso, dopo varie volte che ti viene sbattuta la porta in faccia per le più svariate motivazioni, si perde lo stimolo di cercare questo fantomatico lavoro perché si pensa “non lo troverò mai”. Si entra perciò in uno stato di demotivazione che, nel tempo, nuoce alla salute della persona creando disagi personali e relazionali.
Questi, in maniera sommaria, sono i punti e le opinioni discusse durante la serata. Per cercare di sopperire fin da subito ad alcune forme di disagio, il Comitato sottopone alcune proposte tra le quali:
•    PRIORITA’ ASSOLUTA: il LAVORO. In caso contrario esigiamo che venga rispettato l’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani: “Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.”
•    Stabilire un reddito minimo garantito per le disoccupate che hanno già usufruito degli esistenti  ammortizzatori sociali.
•    Affinché il nostro debole potere d’acquisto venga migliorato chiediamo un accredito settimanale/mensile  sulla SMAC per sostenere le essenziali spese quotidiane di cibo e carburante.
•    Richiediamo che il Certificato di Credito Sociale, ora erogato a 6 mesi dalla richiesta, venga invece assegnato immediatamente.
•    Agevolare il pagamento delle bollette dei servizi,(Acqua,Gas,Luce,Rette  scolastiche ecc.) con sgravi fiscali e rateizzandolo come avviene per alcune aziende in difficoltà per l’intero periodo in cui si è disoccupate o con reddito sulla soglia della povertà.
    
•    Dare la possibilità a chi ha stipulato un mutuo prima casa (statale o bancario)  o a chi deve far fronte mensilmente all’affitto della propria abitazione di ottenere immediatamente degli aiuti sociali. Si tenga presente che sono molte le persone sole (per scelta o a seguito di separazioni e divorzi) che nell’immediato fanno affidamento sugli aiuti dei famigliari che non potranno per sempre far fronte a tale bisogno.
In attesa di un Vs. riscontro e confidando nel sostegno delle donne che attualmente ricoprono incarichi istituzionali inviamo Distinti Saluti.
Comitato Donne Disoccupate

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