Consiglio Grande e Generale 10-23 dicembre. Mercoledi’ 18 dicembre, pomeriggio

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 10-23 DICEMBRE

MERCOLEDI’ 18 DICEMBRE – Pomeriggio

Il
tema dei costi della politica e, in particolare, del finanziamento ai partiti,
impegnano per larga parte la seduta consiliare pomeridiana.

All’avvio
dei lavori, l’esame del
Bilancio 2014 riparte dall’emendamento aggiuntivo
all’articolo 12 proposto da Cittadinanza attiva, volto ad attivare
“azioni di
responsabilità civile nei confronti degli amministratori e sindaci di società
cessate che hanno debiti tributari nei confronti dello Stato”. L’obiettivo è
quello di
“sollecitare il governo a prendere un impegno formale a
recuperare quei 188 milioni di euro di crediti monofase che lo Stato vanta nei
confronti delle aziende”. L’emendamento viene ritirato, a seguito
dell’impegno preso dal segretario di Stato per le Finanze, Claudio Felici, di
compiere un riferimento in Consiglio sulle procedure da mettere in campo per
possibile recupero delle risorse, una volta conclusa l’indagine amministrativa
e le cui risultanze, ha annunciato il segretario, sono attese a giorni.

All’Articolo 13, “Trasformazione
dell’Azienda autonoma di Stato Filatelica e Numismatica in Ufficio Filatelico e
Numismatica”, Intesa per il Paese presenta un emendamento parzialmente
abrogativo e modificativo, per limitare la proroga del Cda e del Collegio
sindacale dell’Aasfn al 30 giugno. L’emendamento viene ritirato, perché
in parte accolto nel testo emendato dal governo. 

All’Articolo 14, “Programmi
lavori Aaslp”, sono respinti gli emendamenti di Intesa per il Paese
(Ps-Upr)e di Cittadinanza attiva ( C10-Su), perché ci sia un riferimento in
Consiglio dell’elenco degli interventi e delle opere pubbliche in capo
all’Azienda autonoma di Stato per i lavori pubblici e perché, aggiunge
Cittadinanza attiva, le giunte possano avere voce in capitolo nella
deliberazione degli interventi.

All’Articolo15, “Finanziamento
dei partiti e dei movimenti politici” Cittadinanza attiva presenta un
emendamenti per modificare l’articolo 2 della Legge 170 del 2005 in materia di
finanziamento pubblico ai partiti, in modo che il contributo si limiti a
coprire le spese di una sede e di due funzionari. “
Il
finanziamento- è la proposta di C10 e di Su- si compone dei seguenti elementi
in favore di ogni Partito e Movimento che hanno presentato liste elettorali e
sono rappresentati in Consiglio Grande e Generale da almeno tre consiglieri: 1)
una sede 2) la copertura del costo di 2 funzionari 3) l’esenzione totale delle
spese di spedizione all’interno del territorio. Con apposito Decreto Delegato,
da emanarsi entro 2 mesi dall’approvazione della presente legge, verranno
definiti i limiti massimi, le caratteristiche e gli standard dei locali da
adibirsi del Partito o Movimento, analogamente definirà i livelli retributivi e
le condizioni contrattuali dei funzionari. Per i Partiti e Movimenti le cui
liste hanno ottenuto un numero di consiglieri inferiore a tre il contributo
fisso è di 12 mila euro”. Su questo emendamento si apre un lungo dibattito:

Stefano Macina, Psd: “La decisione
non può essere unilaterale, di una sola forza politica o coalizione, sono
regole in cui tutti dobbiamo riconoscerci. Mi sentirei di proporre alle forze
politiche di ritirare gli emendamenti e di arrivare all’impegno di aprire a
gennaio un confronto, darci un mese di tempo e, se non si arriva a una
conclusione, ognuno riprenderà la sua iniziativa politica”.

Andrea Zafferani, C10: “La nostra non è una posizione non demagogica, ma in
questo momento non è possibile aumentare i costi della politica a San Marino”. Tony Margiotta, Su: “Mi associo al
consigliere Zafferani, dato che l’emendamento è stato presentato dalla
coalizione Cittadinanza Attiva. In questo preciso momento la politica deve dare
un segnale importante”. Elena Tonnini,
Rete:
“Appoggiamo questo emendamento in un bilancio in cui si chiedono
grandi sacrifici ai cittadini. Non capisco l’appello del consigliere Macina che
chiede il ritiro dell’emendamento in virtù di un confronto successivo, ma fino
adesso non c’è stato questo auspicato confronto. Se ne discuta adesso in Aula.
Questi interventi possono incidere sui risparmi ottenuti senza chiedere alcun
sacrificio ai cittadini. La politica dia un segnale e faccia sacrifici non
equiparabili a quelli sostenuti dai cittadini”. Paride Andreoli, Ps: “Il finanziamento ai gruppi consiliari
significa allontanare il discorso della corruzione, garantendo anche una grande
trasparenza. Senza finanziamenti trasparenti inizio a dubitare del fatto che la
politica possa rappresentare questo paese. Non bisogna però professionalizzare
la politica”. Roberto Ciavatta, Rete: “Diciamo
le cose come stanno: non si vuole ridurre il finanziamento ai partiti. Un
movimento ha bisogno di una sede, qualche funzionario e della possibilità di
fare spedizioni a costo zero. E questo emendamento li garantisce. Chi non vota
questo emendamento abbia il coraggio di dire che non vuole andare verso una
riduzione dei costi della politica”. Marino
Riccardi, Psd:
“Sostengo la proposta del capogruppo Psd. Ogni anno
affrontiamo proposta di ridurre il finanziamento pubblico ai gruppi consiliari.
Argomento che fa molta presa e si presta a interventi demagogici. Il
finanziamento pubblico era di un milione e 696 mila euro, ora invece è poco più
di un milione: una diminuzione superiore al 40%: Per il resto credo che un
minimo di sostentamento alla politica vada dato, per mettere i consiglieri
nelle condizioni di lavorare. Chi propone questi emendamenti rinunci al suo
contributo e doni il denaro in beneficenza”. Manuel Ciavatta, Pdcs: “Quest’anno abbiamo fatto un’ulteriore
riduzione del 4% (40 mila euro) nel finanziamento pubblico ai partiti. Penso
inoltre che le dimensioni delle forze politiche, in termini di consenso,
contino nell’assegnazione del contributi pubblici”. Mimma Zavoli, C10: “Non sono favorevole a ritirare gli emendamenti
e ad attendere un altro momento per affrontare la questione. E’ dall’anno
scorso che il punto viene continuamente rinviato”. Matteo Zeppa, Rete: “E’ Deprecabile l’invito rivolto a Cittadinanza
Attiva di ritirare gli emendamenti. Il consigliere Riccardi, riferendosi al
finanziamento pubblico ai partiti, parla di riduzione in atto dal 2009, ma
credo che in questi anni sia cambiato il mondo e anche la politica sia tenuta a
fare sacrifici”. Alessandro Cardelli,
Pdcs:
“La gente vuole che questa Finanziaria venga approvata il prima
possibile e invece continuiamo a fare solo chiacchiere. In una forza di 21
consiglieri è evidente che c’è bisogno di più funzionari rispetto a forza
costituita da 4 persone: l’opposizione fa proposte molto facili da fare per sè.
A mio avviso tra 10 anni si può arrivare anche al superamento del finanziamento
pubblico ai partiti, ma in questo momento, in una realtà piccola come la
nostra, è garanzia di trasparenza perché impedisce di lasciare la politica in
mano ai gruppi di potere”. Federico
Pedini Amati, Ps:
“Condivido in larga parte l’intervento del consigliere
Cardelli. Se togliamo il finanziamento pubblico ai partiti comanderebbero le
lobby, perché non si possono gestire i partiti senza soldi. Però una Legge
serve entro breve tempo e non tra dieci anni. Poi c’è un altro problema: allo
stato attuale i consiglieri devono prendere le ferie dal proprio lavoro per
partecipare al Consiglio Grande e Generale. Liberi professionisti e dipendenti
privati ci rimettono lo stipendio, mentre i dipendenti pubblici prendono la
loro paga oraria più 33 euro a sessione. E’ un dato di fatto e da qui nascono
le storture, perciò credo che vada messa mano anche al regolamento consiliare,
perché la differenza tra consiglieri che lavorano nel privato e consiglieri che
lavorano nel pubblico è palese”. William
Giardi, Upr:
“Non creiamo aspetti ostativi alla partecipazione e decidiamo
la strada da intraprendere su questi argomenti complessi. Però non si può dire
che stare in Consiglio a parlare sia una perdita di tempo”. Ivan Foschi, Su: “Credo che se la maggioranza non vede il disagio che
c’è tra la cittadinanza è un problema. Dai cittadini c’è la richiesta di
rivedere i meccanismi di finanziamento della politica. Non è accettabile
inoltre che non ci sia rendicontazione seria su come i partiti utilizzino i
soldi dei cittadini. Servono regole e una maggiore trasparenza”. Denise Bronzetti, Indipendente: “La
politica costa. Tutto è migliorabile e di sicuro certe situazioni vanno
riproporzionate ed, in tal senso, sottolineo che il finanziamento dalle casse
dello Stato è già stato notevolmente tagliato. Ma dobbiamo essere chiari anche
sul fatto che la politica ha comunque dei costi”. Gloria Zafferani, C10: “I partiti si riorganizzino. Rete si è
organizzata mettendo 100 euro a testa per la campagna elettorale e altrettanto
faccia la politica. Chiediamo alle famiglie di riorganizzarsi con quello che
hanno a disposizione e altrettanto facciano i partiti. Mario Venturini, Ap: “Tra proposte che ci sono nella legge di
bilancio e negli emendamenti dell’opposizione, chi è che propone dei tagli
effettivi? Il Governo propone un taglio del 10% rispetto al contributo
dell’anno scorso e in più la diminuzione legata alla diminuzione del bilancio.
Dall’altro c’è la proposta di Rete che prevede l’aumento del 50% e non del
raddoppiamento dei contributi ai partiti solo nell’anno delle elezioni, mentre
le proposte di Cittadinanza Attiva prevedono solo una differente distribuzione
del contributo. Per questo sono d’accordo con la maggioranza e sono d’accordo
anche con Rete per proporre un taglio nell’anno delle elezioni”. La replica di Claudio Felici, segretario di Stato alle
Finanze:
“Abbiamo mantenuto norme già previste dagli anni scorsi. Il
finanziamento ai partiti è indicizzato rispetto al livello dell’entrate, perciò
ha già una sua riduzione automatica aumentata del 10%”. L’emendamento di Cittadinanza
Attiva è respinto.

Il tema dei costi della politica resta
al centro dei lavori consiliari, con una serie di emendamenti presentati dalle
forze di minoranza, tutti respinti.

Sempre in tema di finanziamento ai
partiti, Roberto Ciavatta di Rete, presenta l’emendamento aggiuntivo articolo
15 bis
per far sì che 
“nell’anno in
cui si svolgono le elezioni per il rinnovo del Consiglio Grande e Generale
il  finanziamento dei partiti, anziché
raddoppiato, venga aumentato del 50%”, per
un risparmio per le case dello stato stimato per 500 mila euro. L’Emendamento
è respinto.

            Rossano Fabbri per il Ps presenta l’emendamento
articolo 15 bis
“Convenzioni, collaborazioni professionali, borse di
studio”, con cui limitare borse di studio, convenzioni e consulenze con
pensionati per l’esercizio 2014.
L’Emendamento è respinto.

            Rete presenta quindi l’emendamento aggiuntivo articolo
15 ter
 con cui delega il governo di
adottare “un Decreto Legge per il riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle
pubbliche amministrazioni”.
“Nostra volontà- spiega Roberto
Ciavatta, Rete- è rendere completamente trasparenti politici e persone con
ruoli apicali nella Pa, è dovere di chi assume posizioni politiche e diritto
dei cittadini di essere informati sulle proprie istituzioni”.

Per Valeria Ciavatta, Ap, alcune cose
proposte sono buone, altre esagerate, come quanto previsto alla lettera F, con
l’obbligo pubblicare tutti gli atti in formato anche aperto, o quando si chiede
alla lettera D di pubblicare la situazione patrimoniale di chi ha la carica, ma
anche dei parenti entro il secondo grado di parentela. Ad ogni modo, non si può
dare alla maggioranza la responsabilità di sistemare emendamenti completamente
da rivedere. Non ci sono le condizioni per dedicare ogni mezz’ora a un
emendamento, lo dico con rammarico”. Rete non ritira l’emendamento che viene
respinto.

            Quindi vengono respinti
anche tre emendamenti
di Cittadinanza attiva, sempre sui costi della politica: il primo, è
l’emendamento aggiuntivo articolo 15 Ter per azzerare interamente il
contributo pubblico ai partiti per la campagna elettorale. Stessa sorte
per l’articolo 15 Ter in subordine, “Finanziamento campagna elettorale”
con cui si chiede di fissare un budget fisso pari a 200 mila euro, da dividere
in parti uguali fra tutte le liste in lizza. “Oggi- osserva Andrea Zafferani,
C10- si parte da un milione di euro”. L’altro emendamento respinto è Articolo
15 Quater
“Pensioni consiglieri” per sopprimere il vitalizio per gli ex
membri del Consiglio grande e generale.

            La seduta si chiude e riprenderà in notturna
dall’articolo 16, “
Disposizioni relative ai fondi destinati al
funzionamento delle Giunte di Castello”.   

San Marino, 18 dicembre 2013/02

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