Corriere Romagna San Marino: «Non conosco Nanna, a Vargiu solo incarichi leciti» / Pierani al Gip: «L’investigatore controllava che gli ex dipendenti non violassero il patto di buona concorrenza»
«Non conosco il finanziere Nanna e a Vargiu ho solo dato mandato di controllare gli ex dipendenti, che non violassero il patto di buona concorrenza: non è reato». Interrogato ieri mattina in tribunale a Pesaro anche Giovanni Pierani, braccio destro in Karnak del patron Marco
Bianchini, tra gli arrestati (Pierani è ai domiciliari) nell’operazione della finanza “Criminal
Minds”. Per gli inquirenti, sarebbe coinvolto nello smistamento di informazioni richieste all’investigatore privato Salvatore Vargiu e al finanziere Enrico
Nanna. Ma Pierani – difeso dai legali Paolo Righi di Rimini, e Filippo Dinacci di Roma – ha precisato «di aver affidato a Vargiu solo incarichi leciti, come il mandato per l’impianto di videosorveglianza in azienda, e di aver letto il nome di Nanna per la prima nell’ordinanza di arresto ». Insomma, chiarisce il legale Righi, «Pierani non era al corrente dell’esistenza del finanziere al quale Vargiu chiedesse favori o fascicoli segretati». Da molto tempo, si è difeso di fronte al gip, Giovanni Pierani ha un ruolo operativo distante dalla base sammarinese dell’azienda: è uomo di fiducia di Bianchini, ma si interessa di più dei rapporti coi ministeri a Roma. Eppure, spiega il suo legale, il gip non gli ha rivolto domande circa il rapporto con Vincenzo
Tavano, colonnello dell’esercito citato nell’ordinanza (ma non indagato), e già conosciuto alle forze dell ’ordine: venne infatti arrestato nel 2006, perché ritenuto la gola profonda di Stefano Ricucci che, secondo l’accusa, avrebbe informato delle perquisizioni della Finanza; per Bianchini, fa il consulente a Roma.
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