Dibattito sulla Banca Centrale

I Democratici di Centro al termine del dibattito a seguito del riferimento del Governo circa la situazione di Banca Centrale hanno presentato un Ordine del Giorno teso a sottolineare il ruolo che Banca Centrale riveste a garanzia dell’intero sistema bancario e finanziario, attraverso la necessità di riavviare il processo di consolidamento di Banca Centrale avviato nel 2005 ed interrotto ad inizio 2010.

I DdC ritengono infatti che la nomina del Presidente di Banca Centrale – peraltro sollecitata dallo stesso Consiglio Direttivo di Banca Centrale – rappresenti uno snodo rilevante rispetto alle criticità che attanagliano il nostro sistema bancario e finanziario.

Proprio per questo abbiamo – tramite l’Ordine del Giorno presentato – invitato il Segretario di Stato per le Finanze ad avviare celermente un tavolo di confronto aperto a tutte le forze consiliari, al fine di ad divenire ad una nomina condivisa con un profilo adeguato a sostenere l’intero sistema ad affrontare le difficoltà del momento.

Si trattava di una proposta all’insegna della responsabilità’ e del buon senso che purtroppo, come in altri casi, e’ stata rigettata dalla maggioranza sempre più afflitta dall’esigenza di trovare conferme per dimostrare a se stessa di essere tale.

Con questo episodio si allunga l’elenco delle occasioni perse in cui la politica avrebbe potuto trovare soluzioni condivise e che – stando sempre alle parole del Segretario di Stato Valentini
– rappresenta un passaggio che con pio’ essere slegato rispetto alle vicende relative al contenzioso aperto con la Repubblica d’Italia.

Il timore é che una rilevante istituzione del nostro Paese rimanga senza guida per le pastoie interne alla maggioranza, ancora ferma a ragionare su i profili, mentre il settore finanziario é in grave difficoltà e Banca Centrale si appresta, stando a quanto detto ieri da Valentini, a varare la riforma della governance senza avere un presidente.

Dopo una presidenza “lampo” ora si apre un vuoto istituzionale che è già oggi superiore alla durata delle presidenza Reggia.

Cosa ci attende è difficile dirlo.

E’ imbarazzante per uno Stato essere esposto al pubblico ludibrio a causa dell’incapacità del governo e della maggioranza che lo sorregge a prendere una decisione.

I DdC intendono manifestare pubblicamente il proprio sconcerto per un dibattito che si è chiuso senza un nulla di fatto, con l’unilaterale ammissione del Governo, del Segretario di Stato
per le Finanze di non riuscire a trovare un rapporto con il governo italiano e con le autorità di vigilanza italiane.

San Marino, 29 giugno 2010

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