Dissesti bancari a San Marino, Repubblica futura: “Ha preso piede il revisionismo storico”

“Pacta sunt servanda”.

A Repubblica futura verrebbe da commentare così l’uscita recente di una forza politica sammarinese sugli ultimi accadimenti giudiziari.

I patti vanno rispettati verso chi si è speso per la costruzione di questa maggioranza. Infatti, dopo il conseguimento del primo step con la giustizia, ora c’è da raggiungere il secondo obiettivo: ‘sistemare’ il settore finanziario”, dice il partito di opposizione in un comunicato.

Vinto il ricorso amministrativo sul caso Asset, che, lo ricordiamo, è stato perso in modo rocambolesco da Banca Centrale (per inciso, la Banca Centrale di questo governo e di questa maggioranza: sono state accertate le sue responsabilità?), ci sono voci sempre più insistenti sulla re-intronizzazione di alcuni banchieri decaduti. Banchieri con condanne penali in Italia che a San Marino però frequentano i salotti buoni della politica e del potere reale e che, dopo l’acquisto a 1 euro di una banca commissariata qualche anno fa nel silenzio generale, oggi fremono all’idea di tornare a dirigere e, forse, a possedere una banca – rimarca Rf -. Purtroppo, in Repubblica, ha preso piede il revisionismo storico. Conto Mazzini docet, quello, per capirci, in cui un noto politico aveva in casa come ’argent de poche’ un milione di euro. Ora ci si concentra sulle vicende Asset Banca e Banca Cis invocando le scuse. Ma scuse per cosa? Chi ha portato a San Marino Confuorti e gli ha dato accesso alle stanze dei bottoni? Chi ha difeso fino all’ultimo giorno, da membro di governo prima ed esponente di maggioranza poi, il presidente Grais? La cricca, falsamente accostata a Repubblica futura dal racconto mainstream, è arrivata a San Marino spinta da ben altri sponsor politici, miracolosamente spariti nelle relazioni della recente Commissione d’Inchiesta. Ricordiamo agli smemorati che il membro di governo di Ap non si espresse favorevolmente rispetto all’orientamento della maggioranza del tempo sulla nomina di Grais a presidente di Bcsm; e Upr, al tempo all’opposizione, si astenne per perplessità sul metodo scelto e la figura individuata”.

E ancora: “Piccoli dettagli che fanno la differenza, spariti nella narrazione di oggi in cui non si è fatta menzione delle testimonianze rese in Commissione d’Inchiesta da esponenti di Rf e da ex esponenti di governo di Rf relative al periodo storico 2015-2017. Oggi, grazie all’attuale governo, i rapporti fra politica e banche sarebbero tornati sereni, come testimoniano le frequenti paparazzate di esponenti di Rete a pranzo con dirigenti bancari, e con dirigenti bancari a pranzo o a cena con politici grandi debitori del sistema finanziario. Ne prendiamo atto”.

Repubblica futura “auspica che, se ci sono responsabilità penali da parte di chicchessia, la magistratura le accerti celermente, ma non accetta lezioni da chi prima invocava il cambiamento di sistema mentre oggi è diventato strutturale al sistema stesso, rispolverando metodi e frequentazioni degli anni novanta”.

“Se c’è un insegnamento che le crisi bancarie hanno fornito è che lo Stato dovrebbe stare alla larga dalle banche ed esercitare una vigilanza imparziale sul sistema – rincara la dose Repubblica futura -. Una vigilanza che non oscilli come le bandierine segnavento per scendere in politica direttamente come nella scorsa legislatura: mentre parte del sistema veniva messa alla gogna, uno dei principali accusatori poteva tranquillamente incontrare sevizi segreti stranieri e concedere finanziamenti alla vituperata Banca Cis senza subire conseguenze per atti così gravi”.

“Fra qualche anno, ne siamo certi, la verità verrà a galla, così come emergerà il velo di silenzio su quanto sta accadendo ora nel settore finanziario. Emissioni obbligazionarie estere, Bcsm senza direttore generale da quattro anni, presidente di Bcsm che in quattro anni di gestione non ha rimediato uno straccio di accordo con Banca d’Italia, il pastrocchio sulla risoluzione di Banca Cis e, in ultimo, la re-intronizzazione di banchieri caduti in disgrazia per le loro prodezze”, sottolinea Repubblica futura.

“Vedendo cosa è accaduto in Tribunale, siamo certi che il risultato sarà eccellente, tanto alla fine paga Pantalone e la colpa sarà sempre degli altri – chiosa Rf -. Comunque i patti vanno rispettati e per Gatti, Ciavatta & Co. si avvicina la resa dei conti a favore dei grandi sponsor di questo governo”.

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