Droga in Valmarecchia, patteggiano ristoratore e macellaio protagonisti dello scandalo “Siviglia 2017”

Un anno e 10 mesi per Danilo Pavani per cui l’accusa aveva già chiesto una archiviazione. Tre anni e 3 mesi e 15.400 euro di multa la pena concordata per Francesco Giannini.

ENRICO CHIAVEGATTI – Con gli ultimi patteggiamenti, un rinvio a giudizio e un non luogo a procedere, la Procura della Repubblica di Rimini ha messo la parola fine su “Siviglia 2017”, l’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Novafeltria che aveva permesso di scoprire un vasto giro di cocaina tra insospettabili in Valmarecchia.

Tra loro il ristoratore Danilo Pavani che ieri mattina ha patteggiato un anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa) e 2mila euro di multa per un unico episodio di cessione in concorso di 25 grammi di cocaina, droga trattata da due degli spacciatori nel locale che aveva preso in gestione a Rivabella. Reato riqualificato dalla Procura in fatto lieve perché consumato nei confronti di un altro coimputato. Lo stesso pubblico ministero aveva invece già chiesto e ottenuto l’archiviazione per le altre accuse di spaccio che secondo le indagini dovevano essere state consumate tra i tavoli del suo storico locale di Novafeltria.

Tre anni e 3 mesi di reclusione e 15.400 euro di multa è stata invece la pena patteggiata da Francesco Giannini, macellaio di Pennabilli, difeso dall’avvocato Roberto Giannini. Tre anni e 10.800 euro di multa è la pena patteggiata dall’avvocato Tiziana Casali per Gerhard Mujka uno dei principali fornitori della cocaina spacciata. (…)

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