Fuga dal metano. Rischio chiusura per i distributori

Il prezzo del gas è cresciuto del 580% e nessuno lo vuole. Automobilisti costretti al mini pieno di benzina ogni giorno. Per alcuni lavoratori si prospetta la cassa integrazione.

Andrea Tarroni – Due distributori di metano chiusi. Uno ha smesso di lavorare da poche settimane e ora, disperando sulla possibilità di far ripartire gli impianti a settembre come aveva auspicato, valuta di mettere in cassa integrazione i dipendenti. Un altro sta rinnovando gli impianti, ma si dice ben consapevole del fatto che sarebbe molto difficile, in queste condizioni, tenere una persona pagata per azionare le pompe, quando pochissimi clienti si presentano per fare rifornimento. Messi fuori mercato dall’ascesa incontrollata del prezzo del gas: +580% in un anno, stando ai prezzi di ieri. Vendevano il carburante più economico e popolare, nonché ambientalmente sostenibile. (…)

Articolo tratto dal Corriere di Romagna

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