Finalmente a casa! Erik Casali, Nps

Finalmente a  casa!
Hanno preso in giro tutti, usando la riforma fiscale come un cavallo di troia, il “finto” sciopero giocato sulla pelle dei lavoratori, con il PSD che a comando aizza il vecchio sindacato e lo spegne solo ad “accordo” raggiunto, erano un trappolone per asfaltare la strada della coalizione DC-PSD-AP.
La riforma fiscale era stata condivisa da noi fino a quando è cambiata dopo le correzioni fatte sui divani della Segreteria Finanze, alla presenza delle menti”comuniste” del PSD e con la regia di AP, la benedizione degli amici vescovili  e l’ok economico dei vertici bancari del paese, ben rappresentato in Consiglio.
Una riforma pensata e iniziata con 4 anni di ritardo ed arrivata a fine corsa quando nessuno nel paese la vuole , quando la maggioranza non è più d’accordo, quando chi la vuole a tutti i costi, usandola come veicolo per restare al potere, vende poltrone di governo in cambio di voti all’impaziente PSD e ai vertici CSU.
Solo dei politici con vocazione suicida,che non parlano con i cittadini, possono pensare di varare una riforma fiscale che non aumenta il gettito nelle casse dello stato, ma impaurisce ed impoverisce ancor di più il paese, senza affiancarlo da un progetto economico che ridia fiducia, senza uscire dalla Blacklist, la vera priorità, dopo la firma.
Tutto questo senza far vedere nessun ritorno economico, senza l’aereoporto, senza il mega-hotel, senza il recupero delle dogane, senza il parco tecnologico,senza certezza per le banche, senza nuove industrie, senza imprese, senza gente che porti soldi in Repubblica.
Nel frattempo però, c’è chi al governo ha piazzato tutti i propri familiari ( pare siano in aumento le richieste di adozione) e siamo ancora in attesa di sapere chi abita accanto a noi, bisognerà fare un censimento per ritrovare i dati? C’è chi vuole tenere tutto sotto la cenere, le inchieste giudiziarie tutte ferme, gli indagati tutti ai loro posti, si paventa che dalla commissione antimafia arrivi chissà cosa, senza spiegare come mai alcuni sanno questo e altri no! Si parla di trasparenza, ma i controllati non sopportano i controllori, si chiede sacrificio al paese ma ad alcuni si aumentano stipendi  e altro ancora. E allora è bene che la parola torni ai cittadini, che stanchi di arroganza, prepotenze e nepotismo mai visto prima, possano mandare a casa chi ha deluso le aspettative di un paese, che non si aspettava una crisi del genere, ed invece di un mare di tasse, chiedeva proposte per uscire dai guai e vivere una vita normale.
Erik Casali

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