Fondazione San Marino 2020. Sul documento del Consiglio dell’UE

Fondazione San Marino 2020. Sul documento del Consiglio dell’UE

(Da L’Informazione di San Marino)

La Fondazione San Marino 2020 prende atto della relazione del Consiglio dell’Unione Europea avente ad oggetto le Relazioni dell’Unione con il Principato di Andorra, la Repubblica di San Marino e il Principato di Monaco del 14 giugno scorso e sviluppa le seguenti considerazioni. Il Governo di San Marino ha spinto tutti noi ad attendere il pronunciamento che è pervenuto appunto il 14 giugno indicando che esso avrebbe rappresentato una prima proposta da parte delle istituzioni comunitarie sulle modalità di integrazione tra i micro Stati e l’Unione, nel contesto di un percorso condiviso tra San Marino, Andorra e Monaco. Il documento che abbiamo letto dichiara la disponibilità delle istituzioni comunitarie a considerare il desiderio di maggiore integrazione espresso, peraltro con modalità ed aspettative differenti, dai tre Paesi, e prende atto del lavoro di contatto di cui la nostra Segreteria di Stato per gli Affari Esteri ci ha informato nei mesi scorsi . Il Consiglio dichiara la disponibilità a riflettere su un “eventuale nuovo quadro istituzionale per le relazioni con i tre Paesi” prevedendo la configurazione di “raccomandazioni relative a misure ulteriori che possano condurre ad una graduale integrazione di detti Paesi nel mercato interno” prima della fine di giugno 2012. Nulla di più, nessuna concreta proposta. In sintesi, la scelta del Governo di trascinare il Paese in un negoziato in partecipazione con altri due Paesi che hanno profili istituzionali, economie ed interessi totalmente diversi da San Marino porta a dover affrontare procedure che porteranno a decisioni comuni e/o ad hoc che nella migliore delle ipotesi richiederanno anni prima di essere formalizzate. Va sottolineato il passaggio in cui si parla di “graduale integrazione di detti Paesi nel mercato interno” vale a dire che in alcun modo si parla di soluzione di adesione all’Unione, e ovviamente questo è il risultato di un approccio sammarinese che mai ha osato chiedere di più. Ora ci auguriamo che, alla luce di questo risultato, pur sapendo che un cambio di rotta potrebbe non risultare elegante nelle relazioni con i Paesi con i quali si è inteso realizzare una inopportuna cordata, facendo perno sulla questione temporale, il nostro Governo abbia il coraggio di passare all’azione e di avanzare una richiesta di adesione che il Trattato di Lisbona, all’articolo 49, ci autorizza a compiere, mettendo le istituzioni comunitarie nelle condizioni di assegnare maggiore priorità al tema e di aprire un tavolo negoziale specificatamente dedicato a San Marino che ci permetta di perseguire al meglio gli interessi del nostro Paese”.

Fondazione San Marino 2020   

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