Nel Consiglio Grande e Generale si è parlato a lungo dei giochi

Nel
Consiglio Grande e Generale si è parlato a lungo dei giochi

 

LIBERTAS  31/10/2005

TRIBUNA SAMMARINESE
3/11/2005 (Giochi, per una volta i poteri forti
hanno perso
)

Il dibattito sulla Giochi San Marino di giovedì 27 ottobre in
Consiglio  è partito subito male. La subordinazione – più volte denunciata – del
governo agli interessi di detta società ha trovato un’ennesima puntuale e amara
conferma già nell’esordio. Un esordio da Caporetto quello del governo. Una
débâcle. Il governo, infatti, ha dato inizio ai lavori con una  relazione
politicamente devastante. L’ha  letta il Segretario alle Finanze Pier Marino
Mularoni e di seguito è stata perorata dal Segretario all’Industria Claudio
Felici e dal Segretario al Turismo Paride Andreoli. I tre  Segretari, di fatto,
hanno sostenuto che, date le inadempienze dello Stato verso la Giochi San
Marino, allo Stato non rimaneva che fare così o cosà. E tanto che si optasse per
così o per cosà, alla Giochi San Marino sarebbero andati i benefici e allo Stato
… i danni.

Per fortuna subito dopo hanno cominciato ad intervenire, a
difesa dello Stato, i consiglieri dell’opposizione. Con discorsi precisi, mirati
e duri (si è parlato perfino di “consiglieri a libro paga”). Per fortuna dalla
maggioranza non sono mancate voci di aperto dissenso verso la relazione del
governo. Ricordo tre consiglieri: Fausta Morganti, Sante Canducci e Gabriele
Gatti.

A seguito di questi interventi, il  dibattito ha cominciato  a
sterzare. I difensori della  relazione sono stati abbandonati a se stessi. La
maggioranza si  è messa  alla ricerca di una via d’uscita per salvare 
dall’umiliazione il governo e – merito di Gatti? –  la Democrazia Cristiana
finita all’angolo (smarcante, in proposito, l’intervento di Fiorenzo Stolfi a
nome del Partito dei Socialisti e dei Democratici).

Il dibattito si è chiuso con l’approvazione di un ordine del
giorno della maggioranza, letto – significativamente – da Canducci. Di fatto è
stata bocciata la relazione del governo e si è andata  prefigurando, sulla
questione dei giochi, una linea del Piave certamente  di buon auspicio. I poteri
forti – che siamo usi a personificare nell’uomo-bastone-del-pollaio – questa
volta, contrariamente al solito,  non hanno vinto.

Infine una richiesta personale: che almeno uno dei sessanta
consiglieri, per favore, chieda alla Segreteria Istituzionale la trascrizione
del dibattito. Non c’è altro modo per un cittadino per  visionarlo.

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