Giornate europee del Patrimonio Unesco a San Marino, la mostra “Altana” di Stefano Arienti dal 17 settembre 2022 al 31 gennaio 2023

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio Unesco, dedicate al Patrimonio sostenibile nella Repubblica di San Marino, il 17 settembre 2022 si inaugurerà, alla presenza dell’artista e delle istituzioni, alle ore 16 alla Galleria Nazionale la mostra “Altana di Stefano Arienti, a cura di Fabio Cavallucci, che si protrarrà fino al 31 gennaio 2023.

Il progetto espositivo, promosso e organizzato dalla segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, degli Istituti Culturali – Musei di Stato – Galleria Nazionale di San Marino, è nato da Claudio Poleschi Arte Contemporanea.

La mostra “Altana” di Stefano Arienti è composta da tre distinti interventi site specific realizzati in importanti sedi pubbliche museali istituzionali per l’arte contemporanea – la Galleria Nazionale, le Cisterne di Palazzo Pubblico e la ex Galleria Ferroviaria Il Montale – e prelude l’esposizione presso la Claudio Poleschi Arte Contemporanea situata sul confine della Repubblica.

Arienti è uno dei maggiori artisti italiani contemporanei che ha caratterizzato la scena artistica italiana degli anni Novanta. Arienti è già parte del percorso e della storia artistica di San Marino nella cui Galleria Nazionale, nel 1995, ha esposto nella mostra Le Mille e una Volta curata da Giacinto Di Pietrantonio e Laura Cherubini.

Alla Galleria Nazionale, che nelle sue sale presenta opere della collezione permanente, Stefano Arienti interviene sulle grandi finestre con una serie di disegni disposti come tende, visibili in controluce. Intitolati Viste, sono vedute di paesaggi osservati dal Titano. Lo sguardo a volo d’uccello ricorda i paesaggi che non lontano da qui, sullo sfondo dei ritratti di Piero dei Duchi di Urbino, aprivano a una cultura nuova, moderna, europea, la cui concezione prospettica avrebbe ben presto unificato le varie visioni locali medievali.

Nelle antiche Cisterne del Palazzo Pubblico, che fino agli anni Sessanta hanno rappresentato la principale fonte di approvvigionamento d’acqua della Repubblica e che da poco hanno ospitato “School of waters – Young Artists Biennial MEDITERRANEA19”, Arienti gioca sugli effetti di luccicanza del vetro costruendo una sagoma d’Europa attraverso l’accostamento di contenitori di forme e riflessi diversi. “Gocce”, vista dall’alto, baluginante nell’oscurità degli antri sotterranei, nel cuore profondo del piccolo stato, sembra suggerire l’anelito di tante diverse individualità che aspirano a riconoscersi come un’unica comunità.

Arienti interviene inoltre nell‘ex Galleria Ferroviaria Il Montale, Nel primo tunnel che venne riaperto per ospitare una delle prime manifestazioni dedicate all’arte pubblica site specific nel 1991 – “Provoc’Arte” a cura di Roberto Daolio – Arienti erige “Castello”, una struttura di pietre e libri, resi coesi da miele e strutto. Nel cuore della terra, in un anfratto da cui si apre un corridoio che consente uno sguardo verso l’esterno, sul paesaggio, la struttura è una sorta di omaggio a Joseph Beuys e raccoglie gli elementi fondamentali di cui il mondo è costituito: il pensiero e la materia, la res cogitans e la res extensa, quasi a rappresentare la base, il cuore pulsante dell’esistenza.

Infine, alla Claudio Poleschi Arte Contemporanea Arienti espone esempi di gran parte del suo percorso artistico. Diverse sono le tipologie di lavori, dai più recenti, come le immagini stampate su microciniglia o i paesaggi riprodotti su carta poi stropicciata per conferirle una materica tridimensionalità, dalle immagini perforate e mostrate solo dal retro a quelle, di invenzione recentissima, con coaguli di gocce che filtrano vedute fotografiche, fino ai più vecchi, come gli storici poster di celebri dipinti ritoccati con plastilina che sono diventati una sorta di cifra stilistica dell’artista. Arienti non limita la sua presenza nelle sale espositive, ma la espande negli uffici e nei magazzini, invadendo con i suoi lavori gli spazi dove continuano a essere collocate le opere della collezione della galleria, da Licini a Schnabel, da Uncini a Paladino, con le quali entra in dialogo.Il progetto raccoglie dunque una serie di interventi diversi, precisi e meditati, in cui l’artista rivisita tecniche e metodi sviluppati nel corso della sua carriera e rilancia il suo interesse per l’intervento negli spazi pubblici, rinnovando la tradizione italiana che ha visto sempre l’arte nascere in chiese e in palazzi piuttosto che in musei. È un’occupazione discreta quella di Stefano Arienti a San Marino, che l’artista ama pensare come “l’altana d’Europa”, dalla cui altezza, la vista del mondo che cambia si allarga, collocando le vicende della cronaca nella dimensione ampia della storia umana.

Il giorno precedente, venerdì 16 settembre alla Galleria Nazionale si terrà, alla presenza del segretario di Stato per la Cultura, Andrea Belluzzi, e del direttore degli Istituti Culturali, Vito Testaj, una particolare pre-opening in cui Stefano Arienti illustrerà il  suo lavoro artistico agli operatori museali, ai docenti delle scuole sammarinesi di ogni ordine e grado e ai collaboratori della Galleria Nazionale di San Marino finalizzato alla realizzazione di eventuali progetti didattici che potranno essere in programma negli spazi della mostra nei mesi di ottobre, novembre, dicembre e gennaio con il coordinamento della Galleria Nazionale.

La cura del programma dei progetti didattici sarà coordinata dalla Galleria Nazionale di San Marino con la supervisione dell’artista e del dipartimento educativo del Museo MA*GA (www.museomaga.it/educazione/insegnanti).

La Galleria Nazionale mette a disposizione visite guidate alle tre sedi della mostra per le classi di ogni ordine e grado fino al 31 gennaio 2023 dal lunedì al venerdì (indicativamente due turni ore 9 e ore 11).

La durata sarà di due ore circa,  con partenza da Galleria Nazionale. Si affronterà l’esposizione in: Galleria Nazionale, Antiche Cisterne di Palazzo Pubblico, ex Galleria Ferroviaria Il Montale.

Sono aperte le iscrizioni, chiamando al numero telefonico 0549-888244/45/41.

Stefano Arienti è nato ad Asola, in provincia di Mantova, nel 1961. Laureato in agraria, esordisce come artista a metà degli anni Ottanta a Milano, dove oggi vive e lavora.

Tra le numerose rassegne internazionali alle quali ha partecipato si menzionano: Biennale di Istanbul (1992); Biennale di Venezia. Aperto 1990 (1993); Cocido y Crudo, Museo Reina Sofia, Madrid (1994); XII Quadriennale di Roma, 1996; Fatto in Italia, Centre d’Art Contemporain, Ginevra; ICA, Londra (1997); Biennale di Gwangju (2008). Tra gli spazi espositivi in cui ha tenuto le personali di maggior rilievo ricordiamo: MAXXI, Roma (2004); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2005); IsabellaStewart Gardner Museum, Boston (2007); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2008); MAMbo, Bologna (con Cesare Pietroiusti, 2008); Palazzo Ducale, Mantova (2009); Museion, Bolzano (con Massimo Bartolini, 2011); Isabella Stewart Gardner Museum, Boston (2012); Palazzo Te, Mantova (2016); Galleria Civica di Modena (2017); Museo d’arte contemporanea Villa Croce, Genova (2017); Chiostri di Sant’Eustorgio, Milano (2019); Galleria Civica di Trento (2021).

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