I lavori del Consiglio G. e G., seduta odierna pomeridiana

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE
Mercoledì 29 Febbraio 2012
La seduta del Consiglio grande e generale è ripresa questo pomeriggio, proseguendo l’esame delle istanze d’Arengo. Dopo le tre respinte nella serata di ieri, stessa sorte oggi per altre quattro,  mentre tre sono state accolte:  a maggioranza la n.13 in favore della regolamentazione della vendita di tabacchi tramite distributori automatici, e la n.9 sull’anniversario del 28 luglio. All’unanimità la n.17  per il  censimento dei manufatti o immobili con valore di monumento.
L’esame delle istanze prosegue.
Di seguito, una sintesi dei dibattiti.

Istanza 1 affinché il Palazzo dei congressi – Kursaal possa tornare a essere luogo di riferimento per la cittadinanza sammarinese. Respinta con 22 voti favorevoli e 27 contrari.

Fabio Berardi, segretario di Stato per il Turismo: “Il Kursaal, eretto negli anni ’50, per i sammarinesi è un emblema della mondanità e del lusso. È stato la sede del casinò, di importanti manifestazioni e anche di un night club, nell’ottica del turismo come volano di ripresa. E anche dopo la chiusura della sala giochi ci sono stati eventi importanti legati all’arte, al cinema e alla scienza. Negli anni ’70 e ’80 ha ospitato veglioni da dicembre fino a carnevale. Il ritmo degli eventi si è poi interrotto per problemi logistici e nel 1988 è stato chiuso per restauro, anche se i lavori sono iniziati solo 10 anni dopo. E in questo periodo San Marino Rtv ha cominciato a occupare alcune sale. Il restauro è finito nel 2002 ed è costato 20 miliardi di lire. La struttura è stata destinata al turismo congressuale pur continuando a ospitare la tv pubblica e la Gendarmeria, un’occupazione che svilisce la struttura e inficia le possibilità di decollo delle attività. Occorre recuperare quegli spazi come previsto nel piano strategico di rilancio e stabilire il valore turistico del palazzo, la cui vocazione principale rimangono i congressi, ma che potrebbe essere sfruttato per altri scopi.
Sarei per respingere l’istanza, anche se due o tre serate danzanti istituzionali potrebbero essere organizzate di nuovo”.
Massimo Cenci, Nps: “Investire 20 miliardi di lire dell’epoca senza avere presente cosa richiede un turismo congressuale è cercare di fare qualcosa senza nessuno obiettivo finale. Servono molti servizi per il turismo congressuale, dall’interpretariato alle copisterie, dalle legatorie agli addobbi floreali, solo per dirne alcuni. In più, servono servizi accessori, spettacoli, gare sportive, bisogna offrire qualcosa a chi viene qui per un congresso. Non deve essere una cattedrale nel deserto. Con quei soldi si potevano ristrutturare 4 o 5 alberghi. Nella finanziaria c’è una parte che riguarda proprio il turismo e non solo quello congressuale. Mi auguro infine che possano essere recuperati anche gli spazi dedicati ad altre attività”.
Giuseppe Maria Morganti, Psd: “Dobbiamo ricordare che il Palazzo Kursaal è conosciuto come palazzo dei congressi molto più che come casinò. E’ su questo che bisogna concentrarsi, senza dimenticare che per quanto riguarda il turismo congressuale abbiamo un grande concorrente che è la riviera romagnola”.
Nicola Selva, Upr: “In linea di principio il segratario di Stato mi sembra d’accordo con l’istanza. Il Kursaal è stato un punto di riferimento per i sammarinesi con molti eventi, anche per attrarre turisti. Poi ha perso questo ruolo e oggi è un palazzo elegante, ma poco usato. Inoltre le realtà che occupano gran parte degli spazi non avrebbero motivo di stare lì. Le stazioni tv e radio negli altri Paesi non sono inserite in palazzi storici e istituzionali. Dunque, accolgo positivamente quanto dichiarato dal segretario di Stato”.
Paride Andreoli, Psrs: “Il Kursaal è nato come sede del casinò. All’epoca, in un momento di grande difficoltà, la scelta fu di aprire una casa da gioco per maggiori entrate e per potenziare il turismo. Ora mancano edifici e sale nel territorio, e i 10 anni di chiusura della struttura sono stati un passaggio devastante. Ben venga dunque questa istanza e la priorità di trasferire SmTv e Gendarmeria. Il Kursaal ora è riservato in esclusiva ai congressi, anche se nessuna norma vieta di fare serate danzanti”.
Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “E’ un luogo di riferimento per i sammarinesi. Serve dunque una riflessione del governo perché ci sono molte firme a sostegno dell’istanza e delle sue richieste. Occorre trovare una sede più idonea per Smtv e Gendarmeria”.
Istanza 6 perché sia dato corso ai decreti attuativi in materia di contratti di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture e siano riviste le modalità di gestione organizzativa dei diversi enti appaltanti. Respinta con 21 voti favorevoli e 30 contrari.Pasquale Valentini, segretario di Stato per le Finanze: “L’istanza solleva un problema reale già valutato all’interno del bilancio previsionale all’articolo 27. Dunque il suo spirito è condivisibile, a parte la richiesta di accorpamento della gestione degli appalti in un unico organismo”.
Maria Luisa Berti, Ns: “La legge di bilancio ha già recepito i contenuti dell’istanza. E anche il Greco nelle sue direttive invita a fare riforme nelle aree a rischio come quella degli appalti. Da qui la necessità di un testo unico in materia”.
Gian Marco Marcucci, Upr: “L’Upr aveva fatto proposte per una normativa sugli appalti pubblici. Occorre emanare uno strumento nel più breve tempo possibile perché ci sono problemi di economicità e trasparenza nella gestione degli appalti”.
Federico Pedini Amati, Psrs: “Ci sono lacune in questa materia, come evidenziato anche dalle raccomandazioni del Greco. Sugli appalti pubblici serve la massima attenzione”.
Stefano Macina, Psd: “Noi siamo a favore dell’istanza, anche se alcuni impegni sono già stati assunti si tratta di un rafforzativo, di un vincolo a intervenire su una materia che va riorganizzata. Occorre anche riflettere su un unico organismo per la gestione degli appalti pubblici”.
Federico Bartoletti, Pdcs: “Ci possono essere elementi che alimentano sospetti. Con la finanziaria siamo intervenuti ma ora occorre definire meglio la legge sugli appalti. Un unico centro di gestione non è possibile, potrebbe esserlo per la Pa, ma non per le aziende”.
Pasquale Valentini (replica): “Per legge prima di emanare un nuovo regolamento occorre un riferimento in Consiglio grande e generale. Mi impegno su ciò ma per non creare equivoci chiedo di respingere l’istanza, anche perché un unico gestore degli appalti non è realizzabile”.
Istanza 7 per richiedere un coordinamento delle attività di promozione svolte da segreterie di Stato, Camera di commercio e altri enti con l’obiettivo di comunicare a livello internazionale e agli investitori stranieri la realtà e le opportunità economiche sammarinesi, di favorire l’ingresso nel mercato sammarinese di grandi realtà internazionali e di sostenere la crescita e lo sviluppo dell’imprenditoria locale. Respinta con 23 voti a favore e 30 contrari.Marco Arzilli, segretario di Stato per l’Industria: “L’istanza pone una serie di obiettivi condivisibili ma limitanti. Viene richiesto uno strumento difficile da applicare e poco chiaro”.
Massimo Cenci, Nps: “Condivido in pieno la filosofia dell’istanza ma anche quanto sostenuto dal segretario di Stato”.
Giovanni Lonfernini, Upr: “Negli ultimi anni sono state avanzate varie richieste per creare una vera e propria rete e riuscire a comunicare a livello internazionale, ribaltando l’immagine che, in alcuni momenti, ha assunto toni e pratiche negative. L’obiettivo era quello di promuovere un vero e proprio coordinamento per attirare investitori stranieri, trasmettendo un’immagine positiva del sistema San Marino. Serve un coordinamento delle attività di promozione”.
Silvia Cecchetti, Psrs: “Qual è il progetto per il futuro? Quando manca un piano è difficile orientare gli organismi esistenti, come la Camera di commercio, su un determinato filone e
strategia. L’istanza tocca un punto importante, perché definisce opportunamente che il nostro sistema subisce una forte crisi economica, che si riverbera sul bilancio. Il deficit pubblico diventa rilevante e non abbiamo da compensare a questa perdita. Il progetto di sviluppo deve basarsi su come riportare gli investimenti dall’esterno e un’economia sana”.
Fiorenzo Stolfi, Psd: “Non vedo come si possa dire di no a quest’istanza, è un ulteriore comportamento originale da parte del governo. La richiesta è così ovvia e elementare, assolutamente condivisibile, e il segretario di Stato nel suo riferimento non ha fatto presente contro indicazioni. Non vorrei fosse una ripicca perché ci sono critiche alla frammentazione: Camera di commercio, singole segreterie di Stato, agenzie. In una fase in cui le risorse dovrebbero essere concentrate e ottimizzate, il governo fa centri di potere per soddisfare esigenze di qualche singolo o gruppo. I risultati li vediamo sotto gli occhi, l’immagine di San Marino non è messa in evidenza. Anzi, lo è solo quella negativa. Non c’è coordinamento di tutti gli attori che possono essere messi in campo. Abbiamo tanti enti che ci costano, ma il risultato finale non arriva perché ognuno va per conto suo”.
Federico Bartoletti, Pdcs: “La carta di identità di un Paese valutata da investitori esteri è una caratteristica fondante, se non avessimo investito tempo, risorse e tanta pazienza per adeguarci agli standard internazionali imposti in pochissimo tempo, sarebbe stato difficilissimo essere riconosciuti da Ocse, Fmi e Moneyval come Paese appetibile. E gli investitori guardano questi giudizi; poi fondamentale è la riforma tributaria con cui diventiamo appetibili agli investitori esteri. Così come la riforma della Pa. Questi sono i primi passi, poi ogni iniziativa andrà calibrata anno per anno”.
Marzo Arzilli (replica): “Sono stupito da certi toni e parole ma la nota positiva è che siamo tutti d’accordo. Non ci sono due Camere di commercio, ce ne è una che lavora bene e ha una linea chiara di supporto alle imprese. Certo, deve evolvere e la norma è pronta, non ci sono perdite di tempo. Ribadisco che l’istanza ha una filosofia condivisibile, ma per come è scritta non è applicabile”.
Istanza 13 perché sia appositamente regolamentata la vendita di tabacchi tramite distributori automatici. Accolta a maggioranza. Marco Arzilli, segretario di Stato per il Commercio: “Vendere sigarette a minori è grave non solo di fronte al divieto di legge. Perché è un attentato alla salute dei giovani. Chiedo venga accolta l’istanza e che sia fatta un’ulteriore analisi su quanto fatto a San Marino”.
Maria Luisa Berti, Ns: “Intervengo per esprimere sostegno all’istanza d’Arengo perché va nella direzione dello strumento per evitare la vendita di sigarette per minori, previsto dalla legge del 2008 e perché dà la possibilità allo Stato di intervenire a tutela del diritto alla salute. Soprattutto per i soggetti a rischio. Il segretario di Stato ha puntualmente argomentato e ribadisco il nostro sostegno”.
Giovanni Lonfernini, Upr: “In ragione della forte valenza del carattere educativo di questa istanza d’Arengo, il gruppo Upr voterà positivamente”.
Stefano Palmieri, Ap: “A nome di Alleanza popolare ci esprimiamo favorevolmente  all’accoglimento dell’istanza”.
Federico Pedini Amati, Psrs: “Il gruppo si esprime a favore dell’accoglimento dell’istanza, in rispetto alla legge del 2008, ma anche per la tutela della salute di chi non è giusto usufruisca di un prodotto nocivo”.
Mauro Chiaruzzi, Psd: “In Italia si stima che 90 mila morti all’anno siano causate dal fumo. A San Marino le neoplasie sono la seconda causa di morte con i 29,5% dei decessi, e il tumore al polmone è al primo posto. Sono dati che fanno pensare. La legge del 20 marzo 2008 n.52 intende tutelare la salute dei cittadini dall’esposizione al fumo e prevede il divieto della vendita a minori. Siamo consapevoli che  le disposizioni sono facilmente superabili, delegando magari un amico maggiorenne. Gli istanti denunciano poi la mancanza di adeguamento dei distributori automatici sul territorio”.
Daniela Marchetti, Pdcs: “Il provveditorato dello Stato si sta occupando di questa cosa e non è stato facile perché le ditte non sono disposte a mettersi in gioco per un mercato piccolo come quello sammarinese. Una ditta si è resa disponibile e si è allo studio di un modo per rendere riconoscibile il documento sammarinese. L’unico è la carta azzurra. Concordo con gli istanti e confermo l’impegno dell’ufficio e delle segreterie di Stato preposte”.
Istanza 8 per richiedere l’abolizione o lo spostamento alla domenica di alcune festività. Respinta con 15 voti favorevoli e 36 contrari. Francesco Mussoni, segretario di Stato per il Lavoro: “L’istanza si muove per la competitività delle imprese è non è la prima volta che questa materia approda in Consiglio. Le festività sono espressione delle nostre peculiarità. La richiesta è da accogliere perché aumenta la produttività e il governo è impegnato su questo fronte. L’orientamento è dunque favorevole dato che anche le festività sono un fattore di competitività”.
Andrea Zafferani, Ap: “Il principio di fondo è condivisibile dato che abbiamo molte feste, ma certo non serve a rilanciare la competitività abolire alcune festività. Chi lo dice sta vendendo fumo. La materia ha una forte rilevanza contrattuale e potrebbere essere oggetto delle trattative di rinnovo dei contratti. Noi però dobbiamo metterci d’accordo su cosa è contrattuale e cosa va trattato tramite legge. E se vogliamo abolire delle festività tramite legge dobbiamo anche trovare delle compensazioni, che l’istanza nega”.
Alberto Selva, Ap: “A nome di Ap dico che siamo favorevoli all’accoglimento dell’istanza. Il consiglio è in pieno diritto a decidere sulle festività: più che abolirle occorerebbe spostarle alla domenica”.
Giancarlo Capicchioni, Psd: “Siamo contrari. La compettitivtà delle aziende non può dipendere dalle festività. Così facendo si cancellano norme a base del rapporto tra datori di lavoro e dipendenti. Siamo in materia contrattuale”.
Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Intervengo perché l’istanza pone un problema che in quest’Aula deve essere di attenta riflessione, un tema che va visto in una prospettiva e in una responsabilità di cui noi dovremmo farci carico da subito. Le difficoltà in ambito economico sono gravi, bisogna essere competitivi. Le festività sono conquiste importanti che il mondo del lavoro ha avuto e le imprese hanno consentito fino ad arrivare ad un mondo che è cambiato, a una competitività che deve essere globalizzata. Non possiamo rimanerne al di fuori. Non è una cosa semplice, perché pur avendo questa facoltà potremmo chiamare in causa situazioni imprenditoriali e sindacali per fare questa trattativa, non ci può limitare all’Aula consiliare. Il tema va affrontato, non può essere limitato solo a quello che stiamo discutendo”.
Francesco Mussoni (replica): “La demagogia può essere elevata su questo tema. Mi fa un po’ specie che il ragionamento sia ridotto ad alcune cose che ho sentito. Se non partiamo da nessuna parte è facile parlarne, ma poi la responsabilità politica non si assume mai, e invece serve farlo. E’ un paniere di cose che può essere completato e questo può essere un inizio. Ci viene richiesto fortemente dalle imprese, non è un tema che si presenta estraneo alla discussione, rientra in un ragionamento più ampio”.
Istanza 9 affinché la festività del 28 luglio possa essere celebrata quale “Anniversario della caduta del fascismo e festa della libertà”. Accolta a maggioranza.Romeo Morri, segretario di Stato per la Cultura: “San Marino ha sempre fatto della libertà il suo ideale e il suo principio. Si propone che il 28 luglio, oltre a essere festiva, sia celebrata con cerimonie e manifestazioni ufficiali, interessando anche gli istituti scolastici. Ringrazio l’associazione Sandro Pertini per questa istanza di Arengo. Questa tematica merita un approfondimento, serve una riflessione. Anche perché certe tematiche non andrebbero sempre affrontate con lo strumento delle istanze, che vanno usate anche per altri argomenti, non per questo”.
Maurizio Rattini, Nps: “Il 28 luglio è una data molto importante della nostra storia, celebrata ancora una volta come ripresa di un processo politico e democratico dopo il ventennio fascista. I cittadini chiedono di valorizzare questa festa perché si avverte sempre di più la necessità di un coinvolgimento sempre più ampio delle istituzioni, per rendere possibile la maggiore partecipazione e farla diventare sempre più una festa di tutti i sammarinesi”.
Enzo Colombini, Su: “Concordo con l’intervento di Rattini. E’ una data fondamentale per il nostro Paese, rappresenta un riferimento solido. Sono d’accordo con i firmatari che chiedono di riconoscere questa data non solo come festività, ma come festa della ritrovata democrazia. Il nostro compito non è tanto promuovere riflessioni culturali, ma va detto che il dibattito su una riflessione seria sulla libertà è assente nel Paese, non solo qui dentro. Polemizzo con il governo. Per sfuggire alla facile retorica e demagogia ricordo che quest’aula ha negato libertà riconosciute nelle democrazie più evolute. Ad esempio la legge del 2010 sul permesso di soggiorno e le residenze, in cui c’è la negazione del ricongiungimento coniugale a chi non dimostra di avere le possibilità economiche per mantenersi. Questa è libertà negata. Condividiamo l’istanza e la sosteniamo”.
Iro Belluzzi, Psd: “Faccio parte dell’associazione Sandro Pertini e comunico all’Aula qual
è stato il ragionamento che ci ha portato a questa scelta. Il concetto risiede nel fatto che devono essere abbattute tutte quelle forme che in una società possano arrecare diminuzione di diritti.
Libertà è combattere il lavoro nero, tutte le forme di sfruttamento, dare a tutti i cittadini gli strumenti per la conoscenza, libertà è libertà dalla povertà, soprattutto in questi tempi di crisi
internazionale, che purtroppo sta pervadendo anche la nostra Repubblica. Io spero che San Marino riesca, valorizzando il concetto di libertà, di democrazia, a divenire capace in tutti i contesti di affermare quanto questo valore sia imprescindibile e legato al genoma dei sammarinesi”.
Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “La libertà è un ideale di vita per San Marino e recuperare il ricordo è molto importante. Dunque faccio miei gli ideali ispiratori dell’istanza e la sostengo”.
Romeo Morri (replica): “La memoria storica è fondamentale ribadisco l’invito del governo a votare favorevolmente”.
Istanza 17 affinché venga effettuato il censimento dei manufatti o immobili con valore di monumento di cui alla legge n.147/2005 ai fini della loro salvaguardia e valorizzazione. Accolta all’unanimità.Gian Carlo Venturini, segretario di Stato per il Territorio: “Molte delle opere previste dall’istanza sono già in programma”.
Nicola Selva, Upr: “L’obiettivo dell’istanza è fare non solo un censimento ma promuovere la tutela dei luoghi storici. Serve, infatti, maggiore salvaguardia”.
Assunta Meloni, Ap: “Questa istanza genera grande interesse”.
Francesca Michelotti, Su: “L’istanza non si limita alla conservazione, propone anche un censimento dei manufatti in non buone condizioni. Voto a favore perché ci pone l’obiettivo di conoscere le priorità negli interventi”.
Silvia Cecchetti, Psrs: “L’istanza è profondamente concreta e tecnica, non si limita a richiedere generici intendimenti su una posizione condivisibile di tutelare il patrimonio artistico e immobiliare del Paese, ma di dare prove concrete in questa direzione. Si segnalano i siti su cui intervenire, naturalmente è apprezzabile questo approccio”.
Marino Riccardi, Psd: “L’Aula deve prendersi l’impegno di fare questo censimento e dare il messaggio che su alcuni comportamenti non si transige. Abbiamo gioito quando, nel 2008, siamo stati inseriti come monte Titano nei Paesi facenti parte del  patrimonio Unesco. Quindi è importantissimo che i cittadini segnalino situazioni su cui si può dare un contributo positivo assieme alla politica. Come Psd esprimiamo voto favorevole”.
Federico Bartoletti, Pdcs: “E’ necessario che questi manufatti siano poi curati negli anni dalle associazioni a costi bassi,  e la segreteria di Stato e le associazioni si sono dette disponibili, affinché questi edifici non rimangano in abbandono”.
Gian Carlo Venturini (replica): “Troppo spesso ci riempiamo la bocca di belle parole, è giusto quindi chiarire. Ho già detto che sono estremamente favorevole all’istanza per tanti motivi, perché parte degli interventi sono stati già fatti, poi perché l’atto a tutela di questi resti del nostro patrimonio è stato fatto dal sottoscritto. Mi si deve dare atto di questo impegno. Confermo la posizione favorevole dell’esecutivo per questa istanza perché siamo in favore degli interventi di tutela del nostro patrimonio storico”.

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