I Popolari sul Commercio: nessun progetto

Dopo aver promosso una serie di controlli sulle esposizioni dei commercianti del centro storico, con conseguente raffica di multe, ora il governo lancia l’allarme sulle contraffazioni. Obiettivo: mettere fine ad un’immagine del commercio tipo caravanserraglio e riqualificare l’offerta.
Peccato che tutto questo nasca da una crociata contro i commercianti e non da serio un progetto per risolvere il vero problema: a San Marino non viene più nessuno.
Prima di questo oscurantismo medievale, quando le strade, i parcheggi e i negozi erano pieni di gente, nessuno ha mai fatto caso che a San Marino si vendevano liquori tarocchi; profumi, borse, cinture e abiti imitati; musicassette e orologi contraffatti. Anzi, è una tipologia di mercato che in qualche modo ha fatto scuola. Basti andare a Rimini, o in una qualsiasi sagra di paese per constatare che più della metà del commercio offre oggi merci contraffatte. A Parigi, sotto l’Arc du Trionphe si vendono borse Louis Witton chiaramente false. A Bangkok è pieno di Rolex e Baume & Mercier fasulli.
Non vogliamo dare giudizi di alcun tipo, ma semplicemente constatare che il commerciante fiuta l’aria e vende quello che la gente compra, altrimenti dovrebbe cambiare mestiere. Il problema, a San Marino, è che ormai non compra più nessuno, perciò si cerca di darla ad intendere con i numeri dell’Osservatorio e, quasi all’inizio di una nuova stagione turistica, non c’è neppure l’idea da dove incominciare per rilanciare questo “dannato” settore.
Fino all’anno scorso c’era la Formula 1 e in quella settimana, bene o male, si vedeva del movimento. E’ stata rimpiazzata con qualcosa? Macché… Invece, per dare un aiutino, è stata data via un’altra zona di commercio al dettaglio a Rovereta.
Per carità, va tutto bene, soprattutto quando ci sono decine e decine di dipendenti, con relative famiglie da tutelare. Ma anche questo dimostra come, negli anni, non una cosa è stata fatta per il commercio turistico del centro storico: da una legge quadro mal concepita e mal applicata, alla sottovalutazione della crescita del circondario, ad una promozione antiquata e non competitiva, alla concentrazione di centri commerciali sulla linea di confine senza legar queste iniziative con la Città, alla ormai cronica carenza di infrastrutture. La recente querelle sui gabinetti sarebbe una comica, se non facesse pena.
Per questi motivi le serrande chiudono. Ormai sono più di cento. Di certo altre si abbasseranno, allargando il numero delle famiglie che vanno chiedere una paga a fine mese invece di guadagnarla autonomamente. Il nostro centro storico, la nostra amata capitale, inesorabilmente muore. A meno che non arrivino, come sono arrivati ovunque, russi, cinesi e indiani. Se è questo che vogliono i Segretari Masi e Andreoli, insistendo sulle contraffazioni e sulla mistificazione dei numeri, sicuramente hanno sbagliato tattica un’altra volta…

Popolari Sammarinesi
San Marino 26 marzo 2007

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