Il turismo perde i colpi

Prima il GP di Formula 1, poi il GP Turismo, entrambi sbandierati come grandissimi appuntamenti funzionali al rilancio del turismo, e poi miseramente cancellati dai calendari internazionali.

Ci sarebbe molto da dire, innanzi tutto sull’opportunità di manifestazioni sicuramente importanti, ma sempre dislocate fuori del territorio, per cui, il turismo, caso mai, se ne va in quelle zone e non a San Marino. Ma a parte questo, la valenza promozionale è sicuramente indiscutibile.

Come è indiscutibile il flop della Segreteria di Stato su questo fronte, e su molti altri.

Basti pensare alla politica congressuale, per la quale era stato fatto un investimento onerosissimo sul Kursaal, naufragato nell’affidamento della gestione a società private e nell’occupazione discrezionalmente concessa al bingo.

Basti pensare all’indifferenza con cui si è assistito al proliferare di centri commerciali fuori confine, che hanno funzionato come una potente calamita anche sul turismo locale dei weekend.

Basti pensare al calendario delle manifestazioni, ormai superato in originalità, organizzazione e promozione da qualsiasi piccolo Comune limitrofo.

Basti pensare alla situazione dei parcheggi, dei bagni pubblici e più in generale di tutte le infrastrutture legate al turismo. E’ tutto così scadente e approssimativo, che ogni anno registriamo un calo progressivo dei flussi, che si cerca continuamente di mascherare con il balletto delle cifre dei vari inutili quanto costosi Osservatori.
Cosa aspettiamo, che dopo l’abbassamento di oltre cento e più serrande, chiudano altri negozi?

Siamo già a marzo, e siamo ancora ai proclami.

Avevamo proposto qualche tempo fa di realizzare “Sistema Turistico d’urgenza” con il concorso di tutte le associazioni di categoria, al fine di creare un organismo unico in grado da fungere da punto di incontro delle esigenze dell’intero comparto economico produttivo e di servizio.

Avevamo suggerito, al fine di risolvere una criticità che non sembra avere mai fine, di mettere a disposizione dei finanziamenti mirati alla promozione del commercio sammarinese nella sua globalità e del commercio turistico in particolare; di ridefinire il ruolo del comparto commerciale, inteso sia come grande distribuzione, sia come piccola attività nelle località periferiche, all’interno della Camera di Commercio, visto e considerato che la questione è stata oggetto di numerose polemiche ma non di risposte esaurienti; di potenziare la cartellonistica pubblicitaria, sotto forma di segnaletica stradale o di informazione di servizio, per promuovere le attività commerciali dislocate nei Castelli e quelle del Centro Storico; di prevedere finanziamenti o altri strumenti di agevolazione per incentivare e favorire l’attività fieristica fuori territorio, nonché la presenza a mostre e mercati, da parte di attività sammarinesi, potenziando quindi sia la valenza economica, sia quella di promozione turistica di questo particolare settore.

E ancora: di cambiare qualcosa nella gestione dei cosiddetti eventi, viste le carenze organizzative e promozionali (vedi le scarsissime presenze a certe costosissime serate); di costruire l’efficacia e l’efficienza della filiera per tutelare il “made in San Marino”, ovvero di prodotti unici che hanno una grande valenza anche dal punto di vista turistico; di predisporre un progetto di rivisitazione architettonica, urbanistica culturale del centro storico perché esso possa competere come un nuovo e assolutamente originale “grande centro commerciale all’aperto” alle sfide lanciate dai mega centri commerciali del circondario; di avviare la programmazione turistica in tempi opportuni e non aspettando il mese di giugno o di luglio, quando si può solo sperare, ma spesso inutilmente, di rimediare al danno; di avviare una nuova politica dei prezzi per ridare competitività all’intero sistema turistico commerciale; di avviare un progetto pluriennale di interventi, in cui siano previste sinergie con il circondario e magari la realizzazione di un forte catalizzatore di attenzione al fine di individuare interventi infrastrutturali, anche con proposte futuristiche, che siano in grado di convogliare quanta più gente possibile verso il centro storico.

Ma per fare tutto questo ci vorrebbe un altro Segretario al Turismo. O no?

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