La Tribuna Sammarinese, Jeffrey Zani. 18 rogatorie su sammarinesi ferme in Tribunale

La Tribuna Sammarinese

 “Si parla addirittura di diciotto rogatorie ferme su personaggi illustri e addirittura qualche politico”

 Pressing sugli ‘inguaiati’, Pedini Amati: il malaffare si è radicato nei posti nevralgici dello Stato

 Il consigliere del Psrs: “Mi unisco al coro di chi alza la testa e combatte in prima fila fatti che gettano fango sul Paese”

Jeffrey Zani

 Il “malaffare, che non significa per forza malavita organizzata, nella nostra piccola Repubblica è un tessuto nascosto, difficile da combattere perché alle volte anche radicato e introdotto nei posti nevralgici delle leve del nostro Stato, dove molti ‘gregari’ hanno sempre operato, dietro un aspetto apparentemente estraneo al politico di riferimento, ma molto più vicino di quanto noi ci immaginiamo, se non addirittura, in molti casi, in simbiosi o in vere e proprie società occulte”. Federico Pedini Amati, in Consiglio grande e generale fra le fila del Psrs, interviene sulla scia dell’appello ‘morale’ lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Pdcs Teodoro Lonfernini, che ha chiesto un “passo indietro” ai politici ‘inguaiati’, citati in vicende giudiziarie o più semplicemente responsabili di un sistema basato su “corrotti e corruttori” che in molti vogliono lasciarsi alla spalle. Fra loro c’è appunto Pedini Amati, che si aggiunge “al coro di quanti, politici e non, con coraggio alzano la testa e soprattutto combattono in prima fila, ognuno nel proprio ambito e ognuno nel proprio ruolo, fatti che quotidianamente vengono riportati su organi di informazione. Che, se veri, gettano fango” sul Paese. “Se è vero” che “ci sono indagini in corso, si parla addirittura di 18 rogatorie ferme su personaggi illustri e addirittura qualche politico, e se ci sono nella sostanza fatti accertati di situazioni legate al malaffare o comunque illecite, è bene una volta per tutte che queste vengano fuori e che chi ha commesso dei reati si assuma le propri responsabilità”, spiega Pedini Amati. Il consigliere precisa di non voler “dare sentenze o fare condanne sommarie”, ma di voler “stimolare coloro i quali da sempre lavorano dall’altra parte della barricata rispetto al malaffare, nel continuare nel proprio operato sempre e comunque facendo emergere i fatti reali, siano essi leciti siano essi illeciti”. Il membro dell’opposizione chiama anche Palazzo Pubblico a un esame di coscienza: “Che il sistema sammarinese abbia fatto acqua e faccia acqua da tutte le parti – valuta – è sotto gli occhi di tutti, ma quel che è più grave è che non tutti gli attori politici sammarinesi vogliano prendere atto di questo. L’impostazione della San Marino retta su alcuni capisaldi del passato – analizza ancora il parlamentare – è completamente saltata, e sotto un certo punto di vista ciò è solamente un bene per la nostra Repubblica, soprattutto per l’onorabilità del popolo sammarinese e per l’imprenditoria sana che oggi cerca di sopravvivere in qualche modo”.   

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