MAFIE. ZECHINI ALL’UOMO KARNAK: STO IN DIVISA, MA VEDIAMOCI Agenzia Dire-Torre1

L’INTERCETTAZIONE DELL’EX COMANDANTE NELL’ORDINANZA GIP DI RIMINI
“Io domani sto in divisa, pero’ se vuoi eventualmente ci vediamo lassu'”. “Ahi, scusami se io mi
sono permesso di coinvolgerti ma…”. “Ho capito! Ti avevo detto di si'”. E’ uno stralcio di una conversazione del 21 giugno 2010 tra l’ex comandante della Gendarmeria della Repubblica di San Marino, Achille Zechini (dal 3 gennaio dirigente alla Questura di Rimini) e Riccardo Ricciardi, uno dei due guardaspalle, ora in carcere, ombra di Mario Bianchini. Quello che in compagnia di Bruno Platone non abbandonava mai il presidente del gruppo Bi-Holding-Karnak arrestato ieri nell’ambito dell’indagine “Criminal Minds” della Guardia di finanza di Rimini. Tanto da presenziare sempre alle sedute del cda della finanziaria Fingestus riconducibile a Bianchini. E a difenderlo dal tentativo di estorsione dell’imprenditore anconetano Claudio Vitalucci,
anche attraverso il ricorso a un potente clan della camorra, i Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata.
Nell’ordinanza emessa dal gip riminese Fiorella Casadei, Zechini e Ricciardi sono legati da alcuni intercettazioni telefoniche, di cui una esplicitamente riportata. Non solo.
Secondo le Fiamme gialle riminesi l’ex comandante della Gendarmeria “aggiornava in tempo reale Bianchini” sullo stato dell’indagine, una condotta che se messa in atto in Italia prefigurerebbe alcuni reati, tra cui l’abuso d’ufficio. Cosi’ l’ordinanza, rifacendosi a due telefonate tra Zechini e Ricciardi, mette in luce “i legami assai stretti” tra i due,
“sicuramente non condivisibili e non sempre chiari, in quanto il primo riferisce notizie relative all’ufficio e ad indagini in corso al secondo. Ma di cui non interessa in questa sede
procedere ad approfondimento non incidendo direttamente sulla condotta illecita in esame”.
Piu’ in la’ si legge poi il testo della telefonata del 21 giugno 2010 tra i due, in cui Ricciardi
fa presente a Zechini degli interrogatori in corso alla Guardia di finanza di Rimini” e del tentativo di creare un canale di dialogo con il colonnello Gianfranco Lucignano.
Durante la telefonata l’ex comandante della Gendarmeria chiede: “Senti ma adesso che succede quindi?”.
Risponde Ricciardi: “Non lo so, io sto venendo su, adesso vediamo”; e poi aggiunge: “Ho i bambini con me, li caccio dai suoceri”.
Zechini: “Io domani sto in divisa, pero’ se vuoi eventualmente ci vediamo lassu'”.
Ricciardi: “Ahi’, scusami se io mi sono permesso di coinvolgerti ma…”
Zechini: “Ho capito! Ti avevo detto di si'”.
Ricciardi: “Io l’ho fatto per un motivo, perche’ poi alla fine gli sforzi fatti sono inutili se chi si deve muovere per primo non si muove. Tu fai il tuo lavoro come hai giustamente spiegato,
quell’altro fa il suo lavoro, quell’altro fa il suo lavoro e tutti messi insieme si organizza una cosa. Ma se io faccio a modo mio, quello fa a modo suo… Guarda che se io volevo fare da
matto con Rumi e questi qua… Credi che telefonavo a Achille? Gli ho detto che io li blindo dentro Roma non li blindo fuori…
Io a Roma lo chiamo a Gemma, mo’ vieni su a San Marino con me…
Pero’, io penso che la storia che quelle tre persone abbiano parlato cosi’, giustamente con le amicizie che si hanno e un certo paio di cose… Hai parlato pure di quel pranzo che avevi
organizzato l’altra volta… Ci si puo’ sedere finalmente a tavola con questo cristiano a parlare”.
La telefonata poi finisce con Zechini: “Ascolta Ricca’ ci risentiamo… Ci vediamo domani”. E Ricciardi: “A posto, se hai bisogno di qualcosa chiamami, Qualsiasi cosa lo sai, eh?”.

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