Nel tribunale di San Marino dopo Buriani, il caso Ceccarini

Non è ancora terminato il
caso Buriani, che già un altro commissario della legge, Vittorio Ceccarini, porta alla luce le difficoltà ad amministrare la giustizia nella Repubblica di San Marino.

Ceccarini ha depositato le motivazioni che lo hanno
indotto ad astenersi
a svolgere il suo ruolo di giudice nel
processo Biagioli.

In particolare Ceccarini denuncia di aver ricevuto ‘condizionamenti tutti rivolti ad una soluzione rapida del processo con sentenza di condanna nei confronti dei due imputati‘, cioè Marcello Biagioli, ex comandante della Gendarmeria della Repubblica di San Marino, ed il figlio Carlo, avvocato notaio, accusati di aver modificato un rapporto di servizio stilato da due gendarmi (ed all’insaputa di questi) al fine di creare un alibi a certo
Stefano Virgili

accusato di una supposta partecipazione al furto al caveau del Palazzo di Giustizia di Roma.
Insomma al giudice sarebbero arrivate sollecitazioni non solo a celebrare per tempo il processo in modo che non si arrivi alla prescrizione, ma anche a condannare tout court i due imputati. Il che francamente sorprende e rappresenta una assoluta novità.

Ne dà notizia La Tribuna Sammarinese.

Ceccarini in particolare punta il dito contro Ivan Foschi, Segretario di Stato alla Giustizia nel precedente governo il quale, poco dopo un mese dalla fine dell’incarico, firma una interrogazione al governo attuale avente per oggetto proprio il processo Biagioli.

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