Rimini. Disco in rivolta: «Regole assurde, non ci stiamo»

Disco in rivolta: «Regole assurde, non ci stiamo»

I gestori bocciano le indicazioni del Cts «Capienza al 35%, meglio restare chiusi»

«Così non si può riaprire, meglio stare chiusi». Per i gestori dei locali della Riviera, quella arruvata dal Comitato tecnico scientifico doveva essere una bella notizia. Al contrario si è trasformata «nell’ennesima beffa». Secondo gli esperti riaprire i locali da ballo è possibile, ed anzi in pista non servirebbe la mascherina, ma c’è un numero che ha fatto crollare le speranza dei gestori, quello della capienza. Il Cts la fissa al 35%. «Non ci sono le condizioni per aprire», sono le prime parole di Marco Tiraferri del gruppo Villa delle Rose, che nella stagione autunnale avrebbe la possibilità di organizzare serate al Peter Pan. «Con quella percentuale non si coprono nemmeno i costi fissi, è impensabile, e non credo ci sia qualcuno che aprirà. Ci sono regole indicate dal Comitato che non riesco a comprendere, come quella delle mascherine. Nel locale vanno tenute, ma in pista si possono togliere: assurdo. Non ne comprendo il motivo. Inoltre sembra che queste persone non sappiano cosa siano oggi i locali. Ormai si balla ovunque, come potrei dividere le persone dicendo ad alcuni di mettere la mascherina, ad altre di non mettetela?».

Articolo tratto da Resto del Carlino

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