Partiti di opposizione dai Reggenti, per convocazione Consiglio

Questa mattina una delegazione composta dai capigruppo consigliari delle forze di minoranza è salita a Palazzo Pubblico per incontrare l’Eccellentissima Reggenza.
Un incontro, quello richiesto dalle forze di opposizione, mosso dalle naturali ed oggettive preoccupazioni che attanagliano non solo uno dei settori portanti del nostro sistema economico, ma anche per tutti quegli elementi che potrebbero incidere sulla sua stessa stabilità.
Nel corso del colloquio i rappresentanti delle forze di opposizione hanno, nel fermo e pieno rispetto del doveroso ruolo che ha portato gli organismi di vigilanza ad intervenire su un istituto di credito, reiterato la richiesta di vedere convocata tempestivamente una seduta del Consiglio Grande e Generale.
Una seduta assolutamente necessaria per discutere – in modo serio e con argomenti precisi – su quanto sta avvenendo nel settore bancario e sulla valutazione che tali eventi incidono sullo sviluppo dello stesso sistema.
La richiesta delle forze di opposizione è nata in ragione di quanto accaduto in questi ultimi giorni.
A partire dal fatto che dopo due giorni di intenso dibattito sulle condizioni del sistema bancario – aperti peraltro da un generico riferimento da parte del Segretario di Stato alle Finanze – si è solo successivamente scoperta una nuova situazione critica che ha comportato la messa in amministrazione straordinaria di un nuovo istituto di credito.
Il problema – sollevato dai capigruppo nel corso del colloquio – è che il Consiglio Grande e Generale è stato completamente tenuto all’oscuro nonostante, in quelle stesse ore, si discutesse proprio della situazione del settore bancario.
L’organo istituzionale più importante del nostro Stato deve essere messo nella condizione di sapere.
Intervenire per correggere eventuali distorsioni e salvaguardare le imprese e i risparmiatori è un obiettivo sacrosanto.
Ma in un sistema democratico ed evoluto, l’autorità di vigilanza del sistema finanziario dialoga con le istituzioni del Paese, rispettando il principio della “accountability”, ovvero dell’autonomia.
Ed il naturale referente dell’autorità di vigilanza resta lo Stato con le sue istituzioni.
In primo luogo quelle rappresentative l’intera cittadinanza.
I Capigruppo consigliari delle forze di minoranza

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