Per San Marino: ‘Si per salvare le retribuzioni’

SI  PER  SALVARE  LE  RETRIBUZIONI

L’analisi economica, sociale e politica che conduciamo ci porta a sostenere il SI al quesito referendario per salvare le retribuzioni.

Non abbiamo simpatia per gli automatismi e preferiamo la contrattazione e la concertazione al fine di attuare una seria politica dei redditi. Ma i lavoratori dipendenti non possono pagare il prezzo più alto di una crisi nera indotta da una politica dissennata, clientelare e senza traguardo. La gestione recessionista dei governi ha disastrato il sistema finanziario; ha comportato la chiusura di molte imprese; ha messo in difficoltà gli imprenditori e lo stesso Stato nel rinnovo dei contratti di lavoro. Nel contempo ha aumentato la pressione fiscale; ha indebolito lo stato sociale; ha diminuito il potere di acquisto delle famiglie alle prese anche con la disoccupazione e l’aumento dei prezzi. Il risultato di questa politica sgangherata e dannosa per l’intero Paese è il quesito referendario in difesa della busta paga che ne chiede la rivalutazione fino al rinnovo dei contratti di lavoro scaduti per recuperare almeno l’inflazione ufficiale.

Vogliamo però dire con la massima chiarezza che non si possono tutelare solo i lavoratori occupati. Dobbiamo provvedere anche ai cittadini che non trovano lavoro e istituire un SALARIO DI CITTADINANZA che entri in funzione con gradualità e prudenza. Dobbiamo fare pressione per adottare un vero progetto di sviluppo e di crescita per il cambiamento  verso una nuova San Marino del lavoro e del benessere per tutti.

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