Porte aperte sul futuro. Scuola Secondaria Superiore

E’ in programma per domani (venerdì 10 aprile, ore 14.00 – 16.00, presso la sede della Scuola Secondaria Superiore) la prima delle due Giornate dell’Università e delle Professioni.

Le Giornate dell’Università e delle Professioni, che la Scuola Superiore ha organizzato per il secondo anno consecutivo, vogliono offrire un contributo alla problematica riflessione che i giovani studenti stanno affrontando in questo periodo per decidere del loro domani.

Ascoltare ragazzi poco più grandi che già stanno affrontando il mondo universitario, con i suoi problemi e le sue gratificazioni; prendere atto delle esperienze che altri, terminata l’università, stanno facendo – magari all’estero – nell’ambito della ricerca; instaurare un dialogo con chi del mondo del lavoro sta già vivendo le problematiche, le contraddizioni – ma magari anche le soddisfazioni – non sarà risolutivo, ma sicuramente (come possiamo affermare in base alle precedenti esperienze) potrà suggerire ad ognuno qualche indicazione, un aiuto, un incoraggiamento ad immaginare il proprio futuro.

Quando si parla di orientamento capita, negli ultimi tempi, di ascoltare pareri diversi e a volte contrastanti. La voce più ricorrente è negli ultimi tempi quella che invita la scuola a mantenere lo sguardo rivolto al mondo del lavoro, promuovendo stage e finalizzando gli insegnamenti a funzioni sempre più professionalizzanti, “attrezzando” così i ragazzi alle future “occupabilità”.

Alcuni insistono sulla necessità di privilegiare il mondo della scienza, della tecnica, dell’informatica; altri sull’esigenza di insegnare a lavorare in gruppo e sull’importanza di stimolare la creatività e la capacità di pensare fuori dagli schemi.

D’altra parte capita di leggere articoli come quello comparso di recente su La Stampa  (7 Gennaio 2015), che assume un tono “consolatorio” nei confronti di insegnanti ed educatori, affermando che non bisogna vergognarsi se, quando uno studente chiede consigli sul futuro della sua carriera, non si hanno a disposizione risposte perché … “il 65% dei ragazzi che sono oggi a scuola, farà un mestiere che non è ancora stato inventato”!

Quanto ai mestieri di oggi, dall’ingegnere all’avvocato, dal medico al programmatore, resteranno ma cambierà il modo di svolgerli.

La flessibilità, la creatività, la disponibilità a reinventarsi per essere sempre “occupabili”, sono ormai le parole chiave del lessico del mondo del lavoro.

Ma allora cosa può fare la scuola per aiutare un giovane che deve progettare il suo futuro, in un mondo in cui la speranza appare ormai come il pipistrello incarcerato della poesia Spleen di Charles Baudelaire?

Sicuramente la funzione di “Orientare” ogni insegnante la svolge, più o meno consapevolmente, già fra le pareti dell’aula, mentre fa lezione, quando riesce a suscitare nei suoi alunni l’interesse, la passione; quando riesce a far emergere la consapevolezza delle attitudini o meglio ancora la più intima vocazione di ognuno.

Perché alla fine la scuola, oltre e al di là di quella che è la doverosa funzione di informare, deve aiutare ciascuno a trovare la propria strada, nell’ambito di quelle che sono le proprie potenzialità in rapporto alle possibilità offerte dalla società circostante.

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