Presentazione del presidente della Provincia di Rimini sul Turismo Sostenibile

Quando il 30 giugno 2001 la Conferenza Internazionale sul Turismo Sostenibile ha approvato la carta di Rimini, eravamo consapevoli di essere chiamati alla responsabilità più grande che può ricadere su chi ha ruoli di governo: quella della coerenza. Quella di dare concretezza alle analisi ed alle parole.
Una responsabilità fortemente voluta dall’area riminese che era pienamente avvertita di come porre il tema della sostenibilità in un contesto turistico di massa significava fare uscire da una cultura un po’ “romantica” e minoritaria la riflessione su questi temi e caricarsi del peso di problemi delicati (la tutela del territorio e del paesaggio, l’impatto dei servizi, la preservazione delle risorse ambientali, la sperimentazione di nuove forme di mobilità) che devono convivere con grandi numeri di ospiti e residenti. E del resto gli interrogativi più grandi che riguardano il futuro del nostro pianeta, a partire dalla certezza di quanto occorra dare risposte decise e radicali all’enorme questione dei mutamenti climatici, vanno in primo luogo affrontati nelle aree più sviluppate del mondo.
Nel prepararci ad affrontare la seconda conferenza internazionale è, dunque, obbligatorio porci la domanda: siamo stati coerenti?
Scorro rapidamente i fotogrammi di questi ultimi anni e non ho dubbi di poter affermare con tranquillità che la Provincia di Rimini ha onorato gli impegni.
I Ptcp (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) approvato proprio quest’anno compie scelte nette di carattere qualitativo: un limite drastico alla possibilità di consumare territorio e una forte incentivazione alla ricostruzione, la valorizzazione del paesaggio e dell’identità del territorio, un’attenzione nuova all’uso ed alla preservazione delle più preziose risorse naturali (quali acqua , arie e biodiversità), la riorganizzazione razionale dei servizi come chiave della competitività.
Così come ha preso il via la prima azione nell’ambito del Programma di Gestione integrata delle Zone Costiere (Gizc) che consente di recuperare i valori ambientali di una grande area che interessa la foce del fiume Conca, la spiaggia e la zona di mare antistante; incrementando il verde pubblico,i percorsi pedonali e ciclabili e realizzando un vero e proprio parco marino.
Ma, ancor di più, mi piace ricordare “l’atto madre” di cui abbiamo fatto discendere le nostre scelte più di fondo: l’istituzione dell’assessorato” All’identità della comunità e alla bellezza del paesaggio”. Una scelta anomala nel contesto delle istituzioni italiane ma che ci ha permesso di partire dai valori più preziosi: quelli che tengono assieme e danno prospettiva e futuro ad una comunità. E oggi abbiamo messo in campo una proposta ancora più inusuale, attribuendo al maestro Tonino Guerra il ruolo ufficiale di “tutore della bellezza del paesaggio nella provincia di Rimini”.
Un poeta che ci aiuta a governare meglio e che marca una simpatica analogia con Lanzarote che ha ospitato la prima Conferenza Internazionale sul Turismo Sostenibile e che ha nella sua storia il vanto di avere affidato al pittore Cèsar Manrique il compito di ideare il piano regolatore dell’isola.
Insomma da Lanzarote a Rimini nel segno del turismo sostenibile e nel segno di un’attenzione alla bellezza che trova anche nella risorsa dell’arte e della poesia le ragioni per non dimenticarsi che al centro di tutte le nostre attenzioni alla fine c’è l’uomo, l’uomo e la sua aspirazione a migliorarsi e a migliorare il contesto in cui opera e vive.

Il Presidente della Provincia di Rimini

Ferdinando Fabbri

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