Pressing su evasione e frodi. IlSole24Ore

Verifiche mirate sul territorio con la Guardia di Finanza e gli uffici delle
entrate. Una circolare esplicativa di imminente emanazione a firma del direttore
dell’agenzia, Attilio Befera, per contrastare il ricorso illecito ai trust.

La strategia del Mininistero. In arrivo verifiche mirate e una circolare delle Entrate sul ricorso illecito agli istituti fiduciari

Pressing su evasione e frodi

Sono queste le direttrici indicate dallo stesso ministro dell’Economia,
Giulio Tremonti, che non si è risparmiato neanche in sede comunitaria di puntare
il dito contro l’uso distorto di questi istituti “fiduciari” al solo fine di
coprire evasione e riciclaggio. E che in una parola ha etichettato come
“trust-zombie”.

Dall’ultimo Ecofin di martedì scorso, in cui sono state
fissate le nuove regole per contrastare l’evasione fiscale internazionale e le
frodi Ue (si veda Il Sole 24ore dell’8 dicembre), il ministro è tornato in
Italia con la soddisfazione di aver incassato il via libera alla stesura di un
rapporto ad hoc per la metà del 2011 con cui Bruxelles attesti le violazioni
alla direttiva sulla fiscalità del risparmio proprio con il ricorso ai trust
illeciti.
Il controllo sui meccanismi di violazione dell’eurodirettiva sulla
cooperazione e lo scambio di informazioni nel campo della tassazione e della
doppia imposizione è sempre stato per il governo italiano un punto
irrinunciabile. Per questo gli eventuali ritocchi da apportare alla direttiva Ue
devono essere preceduti da una verifica del pieno rispetto delle regole
comunitarie sullo scambio di informazioni. Prima dei trust l’evasione
internazionale e il riciclaggio passavano per le società localizzate a Panama.
Dopo si è passati alle polizze assicurative. Ora occorre vedere attentamente
cosa si cela dietro i trust e soprattutto se la direttiva sia più o meno violata
sul passaggio che riguarda l’effettivo beneficiario.
Come dimostra l’azione
svolta sul campo dalle Fiamme Gialle e dall’amministrazione finanziaria, a via
XX Settembre sono dunque sempre più che convinti della necessità di “ricordare”
agli operatori quali sono le regole di trasparenza cui devono uniformarsi nel
ricorrere legittimamente all’istituto del trust.
Così, ad esempio, l’azione
di controllo sarà mirata soprattutto a verificare la “separatezza dei
patrimoni”. In sostanza si dovrà verificare la corretta applicazione della
Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 e resa esecutiva in Italia dal 1992.
Secondo questa convenzione i beni vincolati nel trust sono una massa distinta e
non sono parte del patrimonio del trustee. Quest’ultimo, inoltre, è tenuto ad
amministrare, gestire e disporre dei beni in trust secondo le indicazioni
dettate nell’atto istitutivo del trust stesso e nel rispetto della legge. Da
ultimo, ma non certo per importanza, il trustee deve rendere conto della
gestione.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy