Problema delle carte tachigrafiche di San Marino ancora irrisolto, monta la rabbia: “Da 4 mesi non posso lavorare”

“Sembrava che la soluzione fosse vicina invece dopo mesi dagli annunci ancora noi, aspiranti camionisti di San Marino, non possiamo lavorare”.

A parlare è un autista del Titano che sfoga a Libertas la propria rabbia per non poter svolgere regolarmente il lavoro per cui ha già pronta la patente e sborsato parecchi soldi.

Il problema è quello della mancanza a San Marino delle carte tachigrafichei dispositivi legati personalmente all’autista che consentono di tracciare il chilometraggio percorso, il tragitto e, soprattutto, di rilevare le ore trascorse alla guida e il rispetto delle pause, oltre a monitorare il rispetto dei limiti di velocità e delle regole stradali.

Uno strumento indispensabile per lavorare fuori dai nostri esigui confini: le multe per chi viene trovato senza carta sono molto salate e prevedono lo stop di patente e mezzo.

L’ente che le rilascia(va) a San Marino è la Camera di Commercio che si approvvigionava delle carte dal competente Ministero italiano grazie ad un apposito accordo. Poi, nell’ottobre 2021, l’Italia ha cambiato sistema e la fornitura a San Marino si è interrotta. 

All’epoca la Camera di Commercio invitò tutti gli interessati ad aggiornare o chiedere la carta entro il 26 ottobre e in tanti lo fecero.

Quindi chi ha fatto in tempo a ritirare quelle che erano rimaste a disposizione entro quella data, è coperto per cinque anni, ma chi non ha fatto in tempo o chi ha conseguito la patente speciale successivamente, è rimasto senza la carta tachigrafica, e quindi non può lavorare.

Nel febbraio di quest’anno il Congresso ha adottato una Delibera per fare sì che la Camera di Commercio si possa approvvigionare di carte tachigrafiche dall’impresa francese In Groupe e poi fornirle agli autisti.

“Confidavamo che il problema si risolvesse in fretta – racconta ancora l’aspirante camionista – ma da allora non è emersa alcuna novità. Sembra che manchi una firma di qualcuno ma a questo punto non so più cosa pensare. So solo che io ho fatto investimenti e pianificato di fare un lavoro che in realtà non posso fare per colpe di altri. È veramente frustrante”.

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