Ricevuto Omar Mih, rappresentante per l’Italia del Fronte Polisario,

COMUNICATO STAMPA
IL SEGRETARIO DI STATO PER LA PACE IVAN FOSCHI
RICEVE IL RAPPRESENTANTE PER L’ITALIA DEL FRONTE POLISARIO

Il Segretario di Stato per la Pace, Ivan Foschi, ha ricevuto quest’oggi Omar Mih, rappresentante per l’Italia del Fronte Polisario, il movimento politico che si batte da oltre trent’anni per l’indipendenza del popolo saharawi.

Nel corso dei colloqui, Mih ha illustrato la situazione del suo paese, e chiesto l’appoggio della Repubblica di San Marino nelle sedi internazionali, e in particolare nelle Nazioni Unite, ogni qual volta si discutano risoluzioni che riguardano il popolo saharawi. Mih ha auspicato inoltre il riconoscimento della Repubblica Saharawi da parte della Comunità Internazionale.


Il Segretario Foschi ha assicurato la sensibilità di San Marino alle rivendicazioni del Fronte Polisario, come dimostrano le numerose iniziative di conoscenza e di interscambio che da oltre vent’anni vengono promosse dalle istituzioni e dai cittadini sammarinesi.

I saharawi sono gli abitanti del Sahara Occidentale, un territorio situato tra la Mauritania, il Marocco e l’Algeria, colonia della Spagna fino ai primi anni 70. L’assemblea delle Nazioni Unite ha incluso dal 1963 la nazione saharawi tra i territori in cui il diritto dei popoli all’autodeterminazione dei popoli deve essere applicato. Ciò nonostante, dal 1974, anno del ritiro della Spagna, il Sahara Occidentale è occupato dal Marocco, che, nonostante le numerose risoluzioni adottate nel corso degli anni dalle Nazioni Unite, continua a negare al popolo saharawi il diritto all’autodeterminazione.


Il Fronte Polisario ha proclamato nel 1976 l’indipendenza e la nascita della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), attualmente riconosciuta a livello diplomatico da oltre 80 paesi dell’Africa e dell’America Latina; dal 1982 la RASD è stato membro dell’Organizzazione dell’Unità Africana; ha propri rappresentanti all’ONU e nei principali paesi europei.

Il Polisario chiede da anni – come previsto dalla risoluzione ONU 1754 del 30 aprile 2007 – che possa svolgersi un referendum che sancisca l’indipendenza; referendum che il Marocco rifiuta, proponendo un’autonomia limitata, sulla base di evidenti interessi economici: il Sahara Occidentale è infatti ricchissimo di fosfati e si affaccia su mari molto pescosi.

Attualmente oltre 500.000 saharawi sono profughi e vivono in campi nel deserto algerino.

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