Riforma tributaria: in parte corretta, ma restano criticità e carenze

Se da un lato la mobilitazione del maggio scorso e il ruolo propositivo della CSU hanno consentito di correggere diverse parti del progetto di legge di riforma tributaria – soprattutto circa il trattamento fiscale del reddito da lavoro dipendente e da pensione, e l’equiparazione del lavoro autonomo a quello delle società – dall’altro, tuttavia, restano molte criticità e carenze, ad iniziare dalla insufficienza delle misure nella lotta all’evasione fiscale. È il giudizio di fondo dell’Attivo Unitario dei delegati sindacali riunitosi per l’intera giornata al teatro Concordia di Borgo, i cui lavori del mattino sono stati dedicati, appunto, al progetto di legge di riforma tributaria.
Mentre nei documenti iniziali del Governo l’aumento del prelievo fiscale sui lavoratori arrivava addirittura  a circa 300 euro al mese su un reddito medio, nel testo portato in prima lettura in settembre, su cui il confronto deve comunque continuare prima della seconda lettura, tale aumento è stato notevolmente ridotto: ad esempio per un lavoratore senza familiari a carico con un reddito di 25.000 euro, l’incremento annuale è di 270 euro.
Su questo piano, è invece inaccettabile che venga stravolto il principio della progressività dell’imposizione; infatti, per i redditi da 80.000 euro in poi, la pressione fiscale viene addirittura diminuita (ad esempio un reddito di 80.000 pagherebbe 1.240,40 euro in meno rispetto ad ora..). Questo è uno dei contenuti che la CSU chiede con forza di modificare nel proseguo del confronto, ripristinando pienamente il principio della progressività delle aliquote, che è alla base di qualunque sistema fiscale equo ed avanzato.
Altro aspetto importante è rappresentato dalla deduzione del 10% per le spese in territorio su tutti i tipi di acquisto, attraverso lo strumento della Smac Card, che al momento è prevista solo per i lavoratori residenti. La CSU chiede che tale deduzione riguardi indistintamente tutti i lavoratori, e quindi sia estesa anche ai lavoratori frontalieri, evitando di creare altre incomprensibili e inaccettabili discriminazioni sulla base del luogo di residenza.
Circa il capitolo degli accertamenti, il progetto di legge è poco coraggioso. Viene sì introdotta la minimum tax per i lavoratori autonomi e le società, ma la cifra è fin troppo bassa. Infatti per i lavoratori autonomi è prevista una tassa di 2.000 euro, che corrisponde ad un reddito presunto di circa 12.000 euro. La CSU chiede che la soglia di reddito minimo presunto sia portata almeno a 30.000 euro. Se da un lato è positivo l’obbligo della fattura e/o dello scontrino fiscale, dall’altro la CSU chiede di dotare ogni esercizio commerciale, artigianale o che offra servizi al pubblico, della Smac Card, al fine di assicurare la tracciabilità di ogni transazione.
Circa gli accertamenti fiscali, è prevista la creazione di un’apposita struttura all’interno dell’Ufficio Tributario. La CSU chiede che tale struttura sia realmente autonoma e dotata dei necessari poteri. Occorre prevedere un numero minimo di controlli da effettuare nell’arco dell’anno. In tal senso, vanno aboliti in maniera definitiva il segreto bancario e i mandati fiduciari. Se l’organo preposto agli accertamenti fiscali ha il sospetto che un contribuente nasconda dei capitali,  deve poter accedere in maniera diretta alle informazioni sui suoi conti bancari. Inoltre è importante realizzare lo scambio automatico di informazioni; si tratta di una necessità vitale anche per San Marino, dato che molti capitali nascosti al fisco sammarinese sono custoditi in istituti di credito fuori territorio.
Circa la limitazione delle spese quali rappresentanza, pubblicità, ecc, e dei costi di beni strumentali, per la CSU tali limitazioni vanno aumentate e la normativa va resa più chiara, dato che ora è piuttosto contraddittoria. Un’altra misura richiesta dalla CSU è la pubblicazione di tutti i redditi, al fine di giungere ad una vera trasparenza.
In generale, restano molte perplessità sulla volontà politica di far funzionare gli accertamenti, elemento basilare per cogliere l’obiettivo di un’efficace azione di lotta l’evasione fiscale. Al contempo, va ricordato che la CSU ha posto da molti anni l’esigenza di completare la riforma del catasto, necessario per attualizzare la tassazione sugli immobili, e la riforma delle imposte indirette, con specifico riferimento all’introduzione del sistema IVA. In definitiva, questa riforma non è in grado di produrre significative risorse in più per sanare il deficit del bilancio pubblico, per potenziare lo stato sociale e per implementare un nuovo modello di sviluppo. Dunque, al Governo non possiamo che chiedere: dove intende trovare queste risorse?
I lavori del pomeriggio stanno proseguendo sui temi dei contratti scaduti, della riforma della PA e del precariato nel settore pubblico, di cui daremo informazione prossimamente.

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