Riforma tributaria, partono il 4 settembre le assemblee con tutti i lavoratori e i pensionati. Csu

Riforma tributaria, partono il 4 settembre le assemblee con tutti i lavoratori e i pensionati
La CSU rilancia la mobilitazione contro il tentativo del Governo di scaricare i costi della crisi unicamente sulle classi sociali più deboli
29 agosto 2013 – Parte mercoledì 4 settembre il ciclo di assemblee intercategoriali con i lavoratori di tutti i settori e i pensionati sulla proposta di riforma tributaria predisposta dalla Segreteria di Stato per le Finanze, già presentata alla prima lettura consiliare nella seduta di fine luglio.
Con tale programma la CSU rilancia la mobilitazione per fermare il tentativo del Governo di scaricare solo sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati il costo della crisi e il peso del risanamento del bilancio dello Stato.
La proposta di riforma tributaria del Governo è inaccettabile: è una ricetta a senso unico che calpesta i diritti di equità, solidarietà e giustizia sociale. Arriva a sestuplicare il prelievo per i lavoratori dipendenti, prendendo a riferimento il reddito medio, e colpisce duramente anche i pensionati, anche quelli al minimo, e non introduce nessun nuovo strumento per l’accertamento dei redditi dei lavoratori autonomi e per la lotta alla diffusa elusione ed evasione fiscale.
Infatti, nel progetto di riforma non sono previsti l’obbligo di fatturazione e di emissione dello scontrino fiscale, e non si prevede l’utilizzo della Smac Card come strumento per la tracciabilità dei pagamenti. Il tutto con la scusa di non avere un organismo equivalente alla guardia di finanza, aggiungendo così la beffa alla vergogna.
Anche il quoziente familiare, cos’ come introdotto, non favorisce assolutamente le famiglie a basso reddito, ma agevola invece i redditi più alti
A fronte di oltre 200 milioni di monofase non riscossa dallo Stato, con questa proposta di legge si intende ancora una volta colpire le classi sociali più deboli! Si arriva fino all’assurdità di prevedere, di fatto, il taglio di una mensilità a chi ha una pensione di 1.500 euro al mese, mentre si continua a non fare nulla contro l’evasione fiscale.
Le iniziative di mobilitazione contro questo progetto inizio di riforma saranno intensificate e proseguiranno anche dopo il ciclo di assemblee, affinché dal confronto col Governo, che la CSU continua a rivendicare, esca un testo legislativo che renda giustizia alle sacrosante rivendicazioni dei lavoratori e dei pensionati, per nulla disposti a sacrificare i loro diritti per salvaguardare i poteri forti e il malaffare che hanno imperversato per anni nel nostro Paese.
Nelle assemblee verranno toccati anche altri argomenti, tra cui la Spending review. Per la CSU lo scopo principale deve essere quello di eliminare sprechi e inefficienze, garantire il controllo dei conti pubblici, liberare risorse da utilizzare per rilanciare lo sviluppo, ridare efficienza al settore pubblico. No quindi alla logica dei tagli lineari, a favore invece di un sistema razionale di valutazione e programmazione che ottimizzi le risorse umane e materiali nella Pubblica Amministrazione, colpendo le aree di spreco e inefficienza presenti nella macchina dello Stato.
Non mancherà un riferimento anche alla tassa patrimoniale, che per la CSU non tiene conto non tiene conto delle attuali condizioni socioeconomiche del paese. In particolare mancano tutele per le famiglie con redditi bassi, e per coloro che sono in stato di mobilità e disoccupazione. Le modalità di riscossione, poi, sono caratterizzate da scarsa chiarezza applicativa soprattutto per il calcolo delle  detrazioni generando confusione e difficoltà ai contribuenti.
La CSU rinnova l’appello a tutti i lavoratori e i pensionati a partecipare alle assemblee.
CSU

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