Riforme dette ‘giusto o equo processo’ anche all’esame del Collegio Garante

Le riforme che passano sotto il nome di ‘equo o giusto processo’ ritornano all’esame del Consiglio Grande e Generale, su proposta ancora una volta di
Ivan Foschi, Segretario di Stato alla Giustizia.

Su tale provvedimento era caduto il precedente governo, a causa dei franchi tiratori.
Con allargamento della maggioranza ai Democratici di Centro si pensava che la questione dei voti necessari per approvare le leggi di iniziativa governativa fosse superato. Ma nel caso Re Nero si è visto che pure
i franchi tiratori sono aumentati di numero.

Insomma la maggioranza di governo (Partito dei Socialisti e dei Democratici, Alleanza Popolare, Sinistra Unita e Democratici di Centro) nella Repubblica di San Marino è ritornata instabile per cui ancora una volta il provvedimento di Foschi potrebbe essere a rischio.

Nel frattempo l’ordine degli avvocati e notai
(le prime eclatanti protese risalgono ad anni fa) ha inoltrato un esposto al Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme per tentare in questo modo di modificare alcuni punti della materia penale:

– la segretezza degli atti dell’indagato

– la mancanza di un termine ultimo per la chiusure dei procedimenti

– la non comunicazione delle indagini alle parti indagate

– la mancanza del contradditorio.

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