Riforme e Libertà ripropone per San Marino una vecchia tesi di Gatti

Quella tenuta dalla coalizione Riforme e Libertà nella sala di Domagnano ieri sera è stata definita una conferenza ‘ importante‘ da Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino
anche perché fino ad oggi, nonostante il bombardamento di notizie sulla situazione bancaria e finanziaria di San Marino, nessuno – né autorità politiche, né tecnici – ha cercato di spiegare alla cittadinanza, al di là di quanto riportato dai mezzi di informazione, che cosa sta succedendo.

Relatori sono stati Claudio Felici per il Partito dei Socialisti e dei Democratici, Ivan Foschi per Sinistra Unita e Pier Marino Mularoni per Democratici di Centro.

La conferenza è stata tenuta lo stesso giorno in cui è entrata in vigore la specifica risoluzione dell’Agenzia di Informazione Finanziaria sullo scambio di informazioni e a pochi giorni della emanazione della nuova interpretazione del segreto bancario da parte di Banca Centrale.

Riforme e Liberà, in cambio di quanto sopra, suggerisce al governo di chiedere all’Italia una contropartita: ‘noi proponiamo uno scambio di informazioni in condizioni di trasparenza, ma in cambio chiediamo che l’operatore italiano che svolge la sua attività economica a San Marino, non sia poi perseguitato dall’Italia. Per questo occorrerà un adeguato accordo contro le doppie imposizioni fiscali.

In sostanza si chiede di rimettere al centro della trattativa con l’Italia proprio quella convenzione contro le doppie imposizioni (elaborata su un canovaccio internazionale) che troppo frettolosamente e un po’ avventatamente si è abbandonato per imboccare -contro il parere di Gabriele Gatti costantemente espresso negli anni – la strada dell’accordo di cooperazione. Strada rivelatasi negli anni via via più difficoltosa, in quanto basata sul confronto diretto di due Stati di dimensioni troppo diverse.

Leggi sul rapporto fra convenzione contro le doppie imposizioni e accordo di cooperazione .

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