Rimini. Ancora violenza tra le mura domestiche: per gelosia prende la moglie a testate

Corriere Romagna Rimini: Violenza tra le mura domestiche / Geloso ferisce la moglie a testate. Arrestato per maltrattamenti / I carabinieri sono stati chiamati da una vicina di casa, la stessa che li aveva allertati il 1° luglio.L’aggressore bloccato nel bagno di casa con la cintura dei pantaloni stretta attorno al collo

RIMINI. Lo scorso 1° luglio,
quando per la prima
volta misero piede nell’appartamento
di Cattolica
dove vive con i due
figli piccoli e il marito, lei
non ne volle sapere di
sporgere denuncia nonostante
le botte ricevute
dal consorte le avessero
provocato la frattura di una
costola. Lesione giudicata
guaribile dai medici
del pronto soccorso dell’ospedale
Cervesi in 25
giorni. I carabinieri della
Tenenza di Cattolica, guidati
dal tenente Edgar Pica,
però, quella casa e
quella coppia non hanno
potuto fare a meno di tenerla
sotto controllo. La
giovane mamma, infatti,
per diverse volte è stata
costretta a chiedere il loro
intervento per “bloccare”
quell’uomo che quando
inizia a bere, da un po’
di tempo a questa parte,
l’accusa di continui tradimenti.
In tutte le occasioni,
però, quando i militari
si sono precipitati a casa,
l’hanno trovata sola con i
figlioletti che per fortuna
non avevano assistito a
nulla perchè a dormire, o
confortata da alcuni parenti
subito accorsi alle
sue richieste d’aiuto. Lui,
infatti, capita la malaparata,
aveva girato i tacchi
e se ne era andato da casa,
spesso fino al giorno dopo.
Non è stato così invece
sabato scorso quando
l’ennesima scenata di gelosia,
acuita dai fumi dell’alcol,
è andata in scena
nel cuore della giornata.
Urla e accuse che sono
sfociate con una nuova 
aggressione: un pugno alla
testa. Questa volta la signora,
32enne, con i piccini
si è barricata nella
camera da letto. Le grida,
però, hanno richiamato
l’attenzione di una vicina
di casa, la stessa che già
in passato aveva fatto il
112 e che non ha esitato ha
chiamare i carabinieri.
Una gazzella è così accorsa
e l’ha liberata.
(…)

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