Rimini. I giudici dissequestrano hotel e case della famiglia Coppola

I giudici dissequestrano hotel e case di Coppola. L’imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta: secondo gli inquirenti, aveva comprato due alberghi e altri immobili distraendo somme da altre società

MANUEL SPADAZZI – Via i sigilli dagli hotel e dagli appartamenti che vennero sequestrati, due anni fa, alla famiglia Coppola. La Corte d’Appello ha accolto il ricorso presentato dai legali da Christian Coppola, imprenditore riminese che (insieme al fratello Ivan) possiede varie società attive nel ramo alberghiero e in quello immobiliare. Il sequestro era scattato nel 2020 quando la Guardia di finanza, su disposizione della Procura di Ravenna, mise i sigilli a due alberghi a Cesenatico, l’Ancora e l’hotel In, e anche a 26 appartamenti di un residence a Lido di Savio a Ravenna. Beni per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Il sequestro preventivo era stato disposto per le accuse di bancarotta fraudolenta. Alberghi e appartamenti, secondo la ricostruzione della Procura, erano stati acquistati con operazioni finanziare illecite, condotte attraverso prestanome e con distrazioni di somme da altre società di Coppola, poi fallite. Tra queste anche le società con cui la famiglia Coppola aveva gestito in passato alcuni hotel a Rimini, come Mosè, Zodiaco, Maracaibo. (…)

Articolo tratto da Il Resto del Carlino

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