Rimini. “La Banca Popolare Valconca poteva essere salvata. Dai sindaci lacrime di coccodrillo”

“La banca poteva essere salvata. Dai sindaci lacrime di coccodrillo”. Alessandro Berti, ex consigliere della Popolare Valconca: “La fusione resta la soluzione inevitabile. È stato un errore bocciarla, ma le istituzioni dovevano muoversi prima del commissariamento”

MANUEL SPADAZZI – “Quelle dei sindaci della Valconca sono lacrime di coccodrillo. Ora è tardi per chiedere rassicurazioni sul futuro della Banca Popolare Valconca. Avrebbero dovuto muoversi prima che fallisse il progetto di fusione e l’istituto venisse commissariato”. Non fa sconti Alessandro Berti, docente di tecnica bancaria all’Università di Urbino, e membro del CdA della banca dal 2017 fino al 2019.

I sindaci chiedono ai commissari di non chiudere filiali e tutelare la banca in quanto “patrimonio del territorio”… “Anche se non sono più nel CdA da anni, conosco piuttosto bene la situazione. Il commissariamento da parte di Banca d’Italia, dopo la bocciatura della fusione, non mi ha sorpreso. Sarebbe arrivato comunque a gennaio. Bankitalia ha anticipato i tempi perché molti clienti hanno spostato i loro soldi dai conti della Popolare Valconca in altre banche. C’era un problema di liquidità, e bisognava intervenire subito. Una situazione complicata, che si poteva e doveva evitare. Per questo dico che i sindaci dovevano farsi sentire prima”. (…)

Articolo tratto da Il Resto del Carlino

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