Rimini, Ospedale Infermi . La chirurgia e la gioventu’ fanno il miracolo

Simone Mascia di Corriere Romagna Rimini: Il racconto dei medici.
Il ciclista professionista 19enne vittima di un terribile incidente era stato dato per deceduto. L’equipe: «Caso da manuale, finirà nelle riviste scientifiche» /
Gola tagliata e niente ossigeno per due ore
«Così abbiamo salvato il ciclista “morto”»
/
Il ragazzo aveva aorta e giugulare tranciate. I dottori: «Al minimo errore non ce l’avrebbe fatta»

Finisce in bici con la testa contro il parabrezza
di un’auto. Un urto violentissimo. Il taglio dei
vetri gli ha reciso del tutto giugulare e carotide. Il
sangue non arriva più alla testa, nemmeno l’ossigeno.
La situazione è disperata, c’è chi dà quel ragazzo di
appena 19 anni già per spacciato. Questione di secondi,
che dividono il confine sottile tra la vita e la morte.
Questione di decisioni da prendere al volo, facendo
partire la macchina dei soccorsi in cui tutto deve essere
sincronizzato. Perché Keagan Girdlestone – il ciclista
professionista andato a sbattere contro il vetro
dell’auto ammiraglia il 5 giugno scorso, durante la
Coppa della Pace a Sant’Ermete – è lì riverso sull’asfalto
e sembra esalare gli ultimi respiri.
Sul web la sentenza è già partita: si parla di decesso.
Non per i medici, però, quelli che in gruppo, quel pomeriggio,
hanno vinto nella corsa contro il tempo
spuntandola nella battaglia più difficile. Partendo dai
soccorsi sul posto; partendo da Emiliano Gamberini,
il medico che si trova davanti a un inferno di sangue e
tampona in modo parziale l’emorragia. A lui spetta il
primo bivio, la prima drammatica decisione: niente
elisoccorso come da
protocollo, niente
trasporto aereo
d’urgenza verso l’ospedale
di Cesena.
Il tempo, quindici
minuti, sarebbe
troppo lungo. Sceglie
una strada inusuale:
ambulanza
fino all’ospedale Infermi.
(…)
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