Rimini. Palas. La sinistra voleva silurare Cagnoni?

Marco Lombardi promette di seguire la
linea del fair play sul caso Palas di Rimini.

A una condizione
pero’, mette in chiaro l’esponente del Pdl: se l’impresa , come
si sente dire, “volesse usare questo ‘incidente’ per rimandare i
pagamenti alle ditte sub-appaltatrici soprattutto se
assolutamente estranee ai fatti contestati, ci troverebbe tutti
compattamente schierati contro di lei”. Dal punto di vista
politico, secondo Lombardi, i dubbi sembrano chiariti.

Ora
rimangono le questioni tecniche. “A questo punto- aggiunge in una
nota- anche le posizioni in campo sono chiare: c’e’ chi ha
legittimamente cavalcato l’aspetto tecnico e burocratico e chi ha
privilegiato la funzionalita’ dell’opera indispensabile al
completamento ed anzi allo sviluppo della nostra offerta
turistica”.

Al di la’ “dei toni usati e delle rappresentazioni
mediatiche emerse, non mi sembra ci sia da scandalizzarsi di
nulla ed a questo punto aspettiamo che tutto si sistemi dal punto
di vista tecnico, speriamo in tempi brevi”.

Lombardi, pero’, non puo’ tacere “su alcuni rumorosi silenzi
di autorevoli esponenti della sinistra che forse speravano di
utilizzare questo ‘incidente’ per far fuori Cagnoni (il
presidente della fiera, ndr) senza colpo ferire e sistemare cosi’
i loro organigrammi interni in previsione delle prossime elezioni
a Rimini”.

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