Rimini. Tragedia Misano: disposta perizia sulla caldaia. La Cronaca NQNews

La Cronaca Nuovo Quotidiano di Rimini: Resta il mistero, le vittime non avevano cenato nè ingurgitato veleno o psicofarmaci / Per il massacro di Misano disposta perizia sulla caldaia

RIMINI – Sul massacro di Misano il mistero si fa sempre più fitto. Con contorni da romanzo noir. Dove la causa di quella strage familiare diventa proprio quella scartata all’inizio delle indagini perché ritenuta la più inverosimile. E cioè il monossido di carbonio. Dall’autopsia sui corpi della 15enne Sophie Annette Stadie, della madre Adriana Andrea Stadie, 44enne argentina, e del suo compagno Alvaro Alonso Cerda Cedeno, ecuadoregno di 35 anni, aiutante cuoco, con impiego precario, non sarebbe emersa, infatti, alcuna traccia di medicinali o veleni che potrebbero essere stati ingurgitati dalle tre vittime. Come del resto il cibo. Secondo quanto relazionato dal medico legale al pm Luca Bertuzzi, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio, infatti, i tre avrebbero avuto lo stomaco vuoto, per cui sarebbero morti prima di cenare o fare merenda. Per questo il magistrato ha disposto una perizia sull’impianto di riscaldamento a metano. Esame tecnico che dovrà stabilire se la caldaia è stata manomessa, verosimilmente dall’ecuadoregno (l’unico ad avere nel sangue tracce minime di gas letale), prima di suicidarsi tagliandosi le vene, oppure se presentava un guasto che nessuno nell’abitazione di via Vanzetti, aveva notato. (…)

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