Rimini Yacht. La Guardia di Finanza contesta l’evasione a Lolli. 40 mln sottratti al fisco tramite societa’ di San Marino

Dopo il sequestro, a settembre 2011, dei primi yacht battenti bandiera sammarinese, in quanto utilizzati in contrabbando nel mare territoriale comunitario da parte di cittadini italiani, clienti di fatto della RIMINI YACHT S.p.A., i verificatori del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Rimini, delegati dal P.M. Dott. Davide Ercolani ad indagare, tra l’altro, sui possibili riflessi fiscali scaturenti dalla colossale truffa alle società di leasing perpetrate da Giulio LOLLI, hanno portato a termine la corposa tranche d’indagine concernente l’evasione alle imposte sui redditi ed all’IVA realizzata dall’ex re della nautica riminese mediante due società di comodo a lui riconducibili, aventi la sede legale nella Repubblica di San Marino, ma operanti di fatto in Italia, presso gli uffici e le strutture (oltre che mediante il personale) della RIMINI YACHT S.p.A..
Si tratta della “RIMINI YACHTS SAN MARINO S.r.l.” e della “TRADE & RENT S.r.l.”, entrambe amministrate e gestite in prima persona da LOLLI Giulio, pur avendo come amministratore unico la solita “testa di legno” sammarinese, selezionata ad hoc dal commercialista di Falciano (RSM) che per conto di Lolli seguiva la contabilità delle due società.
Più in particolare, la prima, interposta in maniera sistematica nelle operazioni di compravendita di imbarcazioni tra la RIMINI YACHT S.p.A. (effettivo venditore) e le società finanziarie sammarinesi (effettive acquirenti), serviva a  veicolare a San Marino i guadagni realizzati dalla vendita di ciascuna delle imbarcazioni cedute ai predetti leasing di San Marino. Attraverso la triangolazione con la RIMINI YACHTS SAN MARINO S.r.l., Giulio LOLLI ha così potuto occultare al Fisco italiano, negli anni tra il 2007 ed il 2009, circa 27 milioni di euro di ricavi, con un’evasione all’IRES calcolata in più di 1 milione di euro, oltre all’IRAP.
La TRADE & RENT S.r.l., invece, esercente l’attività di noleggio imbarcazioni da diporto (disponendo, a San Marino, di una semplice stanza, completamente vuota, adiacente allo studio del predetto commercialista sammarinese, che certamente non può considerarsi idonea al rimessaggio di imbarcazioni lunghe fino a 24 metri), era di fatto utilizzata per evadere sia l’IVA che le imposte dirette sui canoni di noleggio delle imbarcazioni da diporto locate a diversi clienti italiani, facendo figurare l’operazione come avvenuta a San Marino, pur avendo gestito il tutto presso la RIMINI YACHT S.p.A..
Negli anni tra il 2007 ed il 2009, l’IVA evasa attraverso la TRADE & RENT S.r.l. è stata quantificata in più di 850.000 euro mentre è di circa 11 milioni di euro l’ammontare dei ricavi sottratti alla tassazione IRES ed IRAP.
Spesso, per garantire il più completo anonimato ai reali utilizzatori dei lussuosi yacht, che evidentemente non erano in grado di giustificare con i propri redditi così elevati canoni di noleggio (dai 2 ai 35 mila euro al mese, a seconda dell’imbarcazione), era lo stesso Lolli ad apparire quale conduttore delle imbarcazioni noleggiate, incassando personalmente i canoni dai clienti effettivi che poi andava a versare nei conti bancari della società sammarinese. Nel 2009 la TRADE & RENT S.r.l. aveva addirittura emesso nei suoi confronti una unica fattura di noleggio di imbarcazioni varie di oltre 7,7 milioni di euro.
Non sono, poi, mancate anche le imbarcazioni fantasma, vale a dire una serie di yacht mai prodotti nella realtà, ma che LOLLI era comunque riuscito a piazzare alle società di leasing sammarinesi, ottenendone addirittura l’immatricolazione nel Registro nautico di San Marino. Si tratta di costosissime imbarcazioni che la RIMINI YACHT S.p.A. vendeva cartolarmente alla RIMINI YACHTS SAN MARINO S.r.l. che, a sua volta, le rivendeva alle predette società finanziare perché venissero concesse in leasing alla TRADE & RENT S.r.l., vale a dire, allo stesso LOLLI da cui erano state appena acquistate.  
A tutela del credito vantato dal Fisco, l’Autorità Giudiziaria, su proposta della stessa Guardia di Finanza riminese, ha già disposto il sequestro c.d. “per equivalente” di proprietà immobiliari riconducibili al LOLLI per un valore di 2 milioni di euro.

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