San Marino, 1° aprile 2015. Discorsi ingresso Reggenza Belluzzi Venturini

Repubblica di San Marino. Cerimonia di  insediamento dei nuovi Capitani Reggenti  Andrea Belluzzi e Roberto Venturini. Discorsi

Ecc.mi Capitani Reggenti

Segretario Esteri

Nunzio Apostolico

Segretario Expo

 

Ecc.mi Capitani Reggenti

La Reggenza è profondamente grata a Sua Eccellenza Monsignor Adriano Bernardini, Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato in Repubblica, per l’alto messaggio augurale appena pronunciato, che ben esprime i valori condivisi per la pace tra i popoli e per il progresso delle Nazioni.
Le espressioni richiamate nel Suo monito per la pace, Gentile Eccellenza, trovano nella Suprema Magistratura e nel popolo sammarinese un terreno di condivisione piena; ci spronano e ci incoraggiano nel percorso, presente e futuro, che San Marino ha intrapreso, forte di un patrimonio di valori non negoziabili, che sono parte integrante della sua stessa forma costituzionale e che vivono nel suo popolo.
La Reggenza accoglie l’auspicio di un “mandato di pace e operosità”, per la cui realizzazione sarà costantemente ispirata al più alto senso delle Istituzioni, garante delle regole democratiche e saldamente ancorata alla sua popolazione.
Nella solenne circostanza di questo primo adempimento ufficiale, desideriamo inoltre partecipare all’alto Plenipotenziario della Santa Sede, rinnovati sentimenti di profonda gratitudine per la più recente visita di Stato resa al Santo Padre dai Capitani Reggenti che oggi terminano il mandato; una visita che ha messo in luce la grande disponibilità del Pontefice e il suo interesse per questo Paese, per la sua storia e per la sua cultura, nonché per la particolarità delle sue Istituzioni.
Da Sua Santità anche il positivo rilievo della vicinanza esistente fra la Suprema Magistratura e la cittadinanza; un atteggiamento definito un dovere delle Istituzioni e che connota la Repubblica quale valido esempio di convivenza civile e di partecipazione democratica.
Un saluto particolare e un sentimento di viva riconoscenza è altresì indirizzato a ciascuno di Voi, Illustri Rappresentanti Diplomatici e Consolari, per l’impegno costante che profondete nel favorire e incrementare, in uno spirito di reciproca collaborazione, le relazioni fra i vostri Paesi e le Organizzazioni Internazionali che rappresentate, e l’antica Repubblica di San Marino.
La Vostra presenza oggi in questa Sala richiama l’accresciuta rete di rapporti che San Marino ha intessuto nel corso del tempo, per divenire parte integrante della comunità degli Stati, nonché partner affidabile nello sviluppo di relazioni politiche, economiche e culturali.
Nell’attuale contesto globale in costante e rapida trasformazione, caratterizzato da una crisi congiunturale che ancora frena il passo deciso verso lo sviluppo, individuare e percorrere forme nuove di cooperazione fra Stati non rappresenta soltanto un importante asset di politica estera ma – ad avviso della Reggenza – deve essere sempre più lo strumento essenziale anche di tutta la strategia internazionale della Repubblica di San Marino, in termini di coerenza, di coordinamento e di efficacia delle sue politiche.
Per queste ragioni, siamo e saremo al fianco delle Istituzioni competenti, anche nel sostenere la sfida del cambiamento che passi attraverso l’apertura a una sempre più incisiva cooperazione multilaterale;
San Marino è oggi in grado di esprimere un volto di rinnovata affidabilità e di crescente affermazione e di proporre opportunità di collaborazione alle realtà statuali maggiormente competitive sulla scena internazionale.
Grazie al deciso rinnovamento che ha pervaso l’assetto politico-istituzionale, legislativo e amministrativo, la Repubblica è ora pienamente in condizione di aprirsi a scenari economici internazionali competitivi e di offrire garanzie vantaggiose per attrarre investimenti, capace di accogliere ed esportare cultura, di sviluppare le più evolute forme di turismo sostenibile, di valorizzare le proprie eccellenze, di garantire crescita e innovazione.
È in questo spirito che, con vivo compiacimento, accogliamo oggi a San Marino il professor Giuseppe Sala, Commissario Unico delegato del Governo della Repubblica Italiana per l’Esposizione Universale di Milano 2015, al quale va la gratitudine più sincera per aver accolto l’invito a tenere l’Orazione Ufficiale dell’odierna Cerimonia.
Manca esattamente un mese all’apertura di uno straordinario evento di carattere universale che coinvolgerà oltre 140 Paesi, fra i quali la Repubblica di San Marino, offrendo visibilità alle tradizioni, alla creatività, alle innovazioni nel settore dell’alimentazione, in un contesto globale che pone al centro, nella presente edizione, il diritto a un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta.
Poter oggi ospitare a San Marino colui al quale è stato conferito un così alto incarico organizzativo e di rappresentanza, suggella una volta ancora il rapporto privilegiato e di fiducia che, fin dagli esordi, la Repubblica ha assicurato all’Esposizione universale e al suo Paese ospite.
Expo 2015 rappresenta una straordinaria occasione di condivisione e di dialogo internazionale tra i cittadini, i Paesi e le Istituzioni; un palcoscenico mondiale per confrontarsi sull’utilizzo delle risorse e sulla sostenibilità ambientale, ma altresì per accendere e riavviare il motore della crescita di numerosi Paesi partecipanti.
Per affacciarsi a questa sfida è imperativo, oggi più che mai, essere interlocutori affidabili, ancorati a solide Istituzioni e capaci di porsi in continuità nel tempo con le strategie politiche ed economiche intraprese.
Con questa premessa si è determinata una vibrante attesa in Repubblica, che sta accompagnando la capillare fase organizzativa; attraverso la fusione di intenti e di disponibilità tra le Istituzioni e la società economica e produttiva, San Marino saprà imprimere – e la Reggenza esprime il fiducioso auspicio – la singolare connotazione di terra di accoglienza, nel connubio tra storia, cultura e futuro.
Il semestre che da oggi prende formale avvio si è aperto con una pagina internazionale decisamente stimolante sullo scenario europeo, ancora sulla scia di una giornata, quella del 18 marzo appena trascorso, che assume caratteri di “storicità” per la Repubblica.
Alla presenza dell’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, di Autorità istituzionali dell’Unione medesima, nonché dei Ministri degli Affari Esteri di San Marino, Andorra e Monaco, l’apertura ufficiale dei negoziati per uno o più accordi di associazione rappresenta una tappa fondamentale nel cammino verso una maggiore integrazione europea e formalizza un percorso già da tempo avviato con i 28 Paesi membri e i tre piccoli Stati d’Europa.
L’ineludibile esigenza di sostenere forme equilibrate e sostenibili di espansione economica, di incremento dell’occupazione e degli investimenti e di miglioramento del tenore di vita della comunità impegna la Repubblica a operare un salto di qualità politico, mediante il nuovo impulso europeista volto a creare un’integrazione di fatto, di carattere essenzialmente economico-sociale, quale premessa imprescindibile per un graduale e funzionale sviluppo dello Stato ispirato da principi liberisti.
Il progressivo inserimento nel mercato unico europeo sarà inoltre un’ulteriore leva di affermazione della sovranità statuale dell’antica Repubblica, capace di affermare le proprie istanze anche nella definizione delle politiche dell’Unione, previste nel quadro giuridico del futuro Accordo.
In questo percorso, che condurrà San Marino in un rapporto privilegiato con le Istituzioni europee e con i suoi Stati membri, un ruolo particolare per le tante ragioni che sono alla base delle relazioni plurisecolari è svolto dall’amica Nazione Italiana alla quale, per il tramite del Diplomatico accreditato, va un sentimento di rinnovata gratitudine per la vicinanza e per il sostegno concreto, già ampiamente manifestati.
Poter confidare sull’esperienza e sul ruolo che l’Italia riveste in Europa, anche nella difesa dei diritti e delle prerogative degli Stati, pone San Marino in una condizione certamente esclusiva, nella convinzione che l’interesse della piccola Repubblica nella grande Europa sarà direttamente correlato alla progressiva affermazione di questo partner privilegiato che, oltre aver fondato e costruito l’Europa unita, oggi più che mai svolge un ruolo dirimente nelle dinamiche globali dell’Unione.
All’Italia ci unisce l’attuale percorso di integrazione intrapreso dalla Repubblica, ma ci uniscono ancor più antichi legami di solida e fraterna amicizia, di fiducia e di collaborazione interamente riacquisite che, a un anno dall’uscita dalla black list fiscale italiana, sono rientrati ora a un livello di assoluta eccellenza.
Al fianco di questa pagina internazionale, assistiamo con forte preoccupazione e partecipiamo all’unanime condanna degli Stati democratici, alla minaccia terrorista di matrice estremista islamica, che non conoscendo sosta rappresenta oggi un vero e proprio nuovo nemico della civiltà.
A tal riguardo, il monito forte e severo della Reggenza a operare contro ogni forma di violenza e per la pace, a costruire una convivenza civile in cui le ragioni del dialogo fra i popoli nelle differenti culture religiose prevalgano su quelle dell’odio.
Nessuna religione giustifica le barbarie e l’uccisione di innocenti: per questo San Marino, al fianco della comunità degli Stati che si riconosce nei principi del diritto internazionale e umanitario e che lotta per combattere ed estirpare la piaga del terrorismo, è seriamente impegnato nell’offrire il proprio contributo, forte dei suoi valori di libertà e di difesa dei diritti dell’uomo.
A livello multilaterale, la Repubblica sostiene in ogni sede l’adozione di misure urgenti che, in un quadro di legalità internazionale, possano essere adottate, in primis sotto l’egida delle Nazioni Unite, ed è altrettanto convinta che la ferma condanna di ogni forma di terrorismo internazionale e di criminalità organizzata passi attraverso l’adesione agli strumenti internazionali vigenti, che consentano una concreta mobilitazione globale di contrasto verso gli atti in palese violazione dei diritti umani fondamentali.
C’è stato ed è tuttora in corso un lavoro sensibile di adozione dei parametri internazionali in materia, anche su spinta delle maggiori Organizzazioni multilaterali, che ha potenziato la legislazione interna vigente e rafforzato efficacemente la cooperazione internazionale, anche attraverso lo scambio di informazioni, l’affermazione dei principi di trasparenza e la lotta al riciclaggio e all’evasione fiscale.
La Reggenza reputa prioritaria l’azione politica di rafforzamento della legalità e della sicurezza per le numerose ragioni che, se da un lato riconoscono a San Marino lo status di Paese virtuoso e collaborativo, dall’altro accrescono il sentimento di fiducia nei suoi cittadini che, mai come ora, nutrono aspettative legittime di ordine, di trasparenza e di sicurezza nazionale, nel pieno recupero di riferimenti politici e istituzionali.
In questo spirito, la Reggenza è convinta che l’effettivo rilancio della rinnovata immagine della Repubblica passi inevitabilmente attraverso l’affermazione di un dialogo permanente con l’intera società e a tal riguardo si adopererà per assicurare un maggior riavvicinamento tra cittadini e Stato, attraverso un riconoscimento della dignità degli uni e della saggia e ben misurata autorità dell’altro.
Abbiamo a cuore l’interesse della nostra Repubblica quanto la serenità dei nostri cittadini che, a buon diritto, rivendicano una fiducia piena nella politica e nelle Istituzioni; per questa ragione, che avvertiamo anche personalmente, abbiamo il dovere di garantire certezze nel presente e speranze per il futuro.
Dall’alto incarico che oggi ci accingiamo a rivestire, sosteniamo con fermezza che l’impegno politico nell’interesse del Paese è la più alta espressione di responsabilità del cittadino e, in quanto tale, non può e non deve assolutamente prescindere da quei capisaldi di rettitudine e di moralità sui quali abbiamo edificato una storia luminosa che ancor oggi ci connota e ci distingue.
Siamo certi che, nel rispetto del pluralismo dialettico degli organismi istituzionali, del potere giudiziario in primis, e con il conforto dell’azione svolta dalle rappresentanze democratiche parlamentari, anche le attuali vicende che hanno profondamente messo in discussione la solidità etica e morale dell’esercizio della funzione politica e istituzionale possano veder prevalere l’interesse della giustizia e consolidare la cultura della buona condotta.
La Reggenza affiancherà, nel proprio ruolo super partes, all’interno dell’aula parlamentare e nelle sedi istituzionali di competenza, lo svolgimento dei lavori e dei dibattiti aperti su questo tema di fondamentale importanza, richiamando quel senso di continuità che comunque ha consentito ad oggi di lavorare insieme, per trovare risposte affidabili per tutti i cittadini e per gli interlocutori esterni.
Di qui, l’invito a stare dentro le Istituzioni, a cercare nelle ragioni del dialogo, anche quando assume toni di aspra contrapposizione per le dinamiche democratiche di scontro dialettico fra forze di maggioranza e di opposizione, gli strumenti per ricucire lo strappo che certa politica ha determinato e favorire una piena riconciliazione con la cittadinanza.
Dentro e non fuori dalle Istituzioni: un monito, questo, che deve essere accolto nella sua accezione più vasta;
abbiamo bisogno di riportare la maturità dell’agire politico nelle sedi preposte, abbiamo bisogno di ritrovare un equilibrio costante tra Esecutivo e Assemblea consiliare, tra forze di maggioranza e di opposizione, che sia anche il risultato delle più recenti verifiche di sostenibilità tra le forze medesime.
Ogni rappresentante della politica, da qualunque parte esso sieda, ha il dovere di accettare le critiche, anche le più severe che gli vengono mosse, ma ha un dovere superiore di non consentire mai le offese alle nostre Istituzioni; le stesse Istituzioni che, tanto più sono rispettate, quanto più le forze politiche si richiamano, adottando i fondamentali principi di convivenza.
Una delle grandi forze di questo Paese – e la Reggenza nutre un sincero orgoglio nel ribadirlo – è stata, e verosimilmente continuerà ad esserlo, la capacità, nei momenti più difficili che hanno colpito il nostro popolo, di ritrovare al proprio interno una grandissima coesione e un forte spirito unitario di solidarietà.
Il nostro pensiero oggi è tutto rivolto ai cittadini che risentono maggiormente gli effetti di una recessione non ancora superata e che tuttora sono sottoposti a forti sacrifici e a pesanti condizioni economiche e sociali.
Alle fasce più deboli, e in particolare ai tanti giovani oggi disorientati nelle scelte e scoraggiati dalle prospettive di un futuro ancora incerto, va l’invito a cogliere in tutta la sua portata l’ampiezza di un’azione politica che mette al centro l’esigenza dello sviluppo e della crescita occupazionale.
Siamo consapevoli che il disagio perdurante in tanti lavoratori è fonte di forti preoccupazioni sociali e familiari che intaccano, talvolta, lo stesso concetto di dignità e di coscienza della propria identità: per queste ragioni, oltre a richiamare al confronto per una profonda rivisitazione del quadro normativo di riferimento in materia di previdenza e di ammortizzatori sociali, intendiamo riconoscere l’alto valore dell’azione che quotidianamente viene svolta da parte di una fitta rete di protezione e di assistenza offerta dalle associazioni di volontariato, che concorrono con le stesse Istituzioni a offrire risposte adeguate ai bisogni primari di numerose famiglie.

La Reggenza assumerà la suprema carica dello Stato per essere, in via prioritaria, al servizio di queste ragioni, e nelle proprie funzioni di massima espressione di tutela dell’interesse e dell’unita nazionale si adopererà per la piena ed effettiva salvaguardia del bene comune.

 

 

Segretario Esteri

Eccellentissimi Capitani Reggenti,
Signori Segretari di Stato,
Onorevoli Membri del Consiglio Grande e Generale,
Signori Rappresentanti del Corpo Diplomatico e Consolare,
Autorità Civili e Religiose,
Signori Capitani di Castello,
Graditi Ospiti,
adempio con alto onore e con sentimenti del più vivo compiacimento all’incarico di presentare Loro l’Oratore Ufficiale dell’odierna Cerimonia di Insediamento dei nuovi Capitani Reggenti, il Dottor Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato del Governo Italiano per Expo Milano 2015.
Il Dottor Sala vanta una carriera professionale di altissimo livello. Ha ricoperto incarichi dirigenziali in prestigiose aziende italiane e assunto importanti responsabilità amministrative nel settore pubblico. Oggi ci onora della Sua presenza nella veste di Commissario Unico Delegato del Governo Italiano per l’Esposizione Universale, l’evento più significativo e importante che un Paese abbia l’onore e la responsabilità di ospitare e che, precisamente fra trenta giorni, prenderà inizio a Milano: un appuntamento atteso che attirerà l’attenzione e l’interesse del mondo.
Il tema di questa edizione: “Nutrire il Pianeta – Energia per la vita” rappresenta una sfida, un impegno reale per tutti gli Stati, i Governi, i Popoli, chiamati a collaborare per attuare congiuntamente politiche efficaci affinché sia garantito, a tutti indistintamente, il diritto al nutrimento, facendo prevalere uno stile di vita sostenibile e compatibile.
Da Milano partirà un nuovo impulso per indirizzare l’impegno politico, la ricerca e la tecnologia a sostegno di uno sviluppo razionale che, in primis, garantisca risposte consistenti ai bisogni essenziali e vitali di molte popolazioni, salvaguardando le risorse e le diversità biologiche.
L’Expo è una vetrina universale dove anche la Repubblica di San Marino porterà il proprio contributo di esperienze, tradizioni e proposte: un’occasione straordinaria per far conoscere l’innata e radicata vocazione sammarinese all’accoglienza e alla solidarietà.
Sono questi principi che – da sempre – hanno caratterizzato la storia e l’identità del nostro Paese e che intendiamo testimoniare in questo prestigioso contesto internazionale.
“Nutrire il Pianeta – Energia per la vita” esprime essenzialmente la necessità di tendere una mano al prossimo, condividerne i problemi, individuare i rimedi, mettere in campo strategie condivise nell’interesse e nella formazione di ogni soggetto. San Marino, anche in questo ambito, riafferma il proprio impegno e la propria responsabilità, nella certezza che esiste l’obbligo morale di concorrere a preservare il pianeta, garantendo a ogni essere vivente le condizioni a un’alimentazione sufficiente, sana e sicura.
Il cibo è nutrimento, lavoro, prevenzione, educazione e cultura, socialità.
Il cibo è soprattutto dignità.
La Sua presenza, Dottor Sala, all’odierna cerimonia è la testimonianza che Expo 2015 è un appuntamento di notevole spessore, un’opportunità di confronto e collaborazione, uno scambio di conoscenze, patrimoni ed esperienze.
Le Sue apprezzabili capacità professionali rappresentano per tutti noi la garanzia e la certezza che Expo 2015 incontrerà un meritato successo di contenuti, di proposte e di pubblico. I numeri – fin da ora – sono un’indiscutibile conferma di un lavoro eccellente, un apprezzabile sforzo organizzativo.
Nel rinnovare i sentimenti della più viva gratitudine al Dott. Giuseppe Sala per l’alto onore della Sua presenza, ci accingiamo ad ascoltare l’Orazione Ufficiale, che ha per titolo: “Abbastanza piccolo da essere grande”.

 

                                                       Nunzio Apostolico

Eccellentissimi Signori Capitani Reggenti,
Signor Segretario di Stato per gli Affari Esteri,
Signori Ambasciatori e Membri del Corpo Diplomatico e Consolare,
Signore e Signori,
il Corpo Diplomatico e Consolare accreditato presso questa Repubblica è ancora una volta qui riunito per felicitare i Capitani Reggenti nella cerimonia del loro insediamento.
Con l’occasione, poi, di quest’atto, desideriamo salutare indistintamente tutte le Autorità della Serenissima, nonché i suoi abitanti.
Logicamente queste felicitazioni ai nuovi Capitani Reggenti, in quanto formulate dal Corpo Diplomatico e Consolare, non possono che essere per un “mandato di pace ed operosità” in quanto per sua natura il Rappresentante Diplomatico è un “operatore di Pace”.
Pensando al termine “pace” viene subito in mente per contrapposizione quello di “guerra”.
In realtà la pace è frutto di tutti quegli elementi che compongono “un’armonica convivenza umana” e questa va vista come un fatto etico: quale comunicazione di conoscenza nella luce del vero; esercizio di diritti e adempimenti di dovere; impulso e richiamo al bene morale e come nobile comune godimento del bello in tutte le sue legittime espressioni.
Tutti valori questi, nei quali trovano la loro perenne vivificazione e il loro orientamento di fondo le espressioni culturali, il mondo economico, le istituzioni sociali, i movimenti e i regimi politici, gli ordinamenti giuridici e tutti gli altri elementi esteriori in cui si articola e si esprime la convivenza nel suo evolversi incessante.
Inutile dire che di questi valori, che danno origine e realizzano la convivenza, quello della “Vita Umana” emerge fra tutti.
Pace e Vita sono beni supremi nell’ordine civile e sono beni correlativi. Allora: “Vogliamo la Pace? Difendiamo la vita!”.
Il binomio Pace e Vita può apparire uno slogan retorico, ma tale non è. Quante volte, poi, nella drammatica storia dell’umanità questo binomio racchiude uno scontro feroce dei due termini e non un abbraccio fraterno. E’ proprio a seguito di questo scontro che spesse volte la Pace è cercata e conquistata con la morte e non con la Vita e allora la Vita si afferma non con la Pace, ma con la lotta, come un triste fato necessario alla propria difesa.
A questo punto dobbiamo riconoscere che la parentela fra la Pace e la Vita sembra scaturire dalla natura delle cose, ma non sempre, non ancora, dalla logica del pensiero e della condotta degli uomini. Purtroppo esistono ancora troppe obiezioni – formidabili obiezioni – custodite nell’arsenale immenso delle pseudo-convinzioni, dei pregiudizi empirici e utilitaristici delle cosiddette ragioni di Stato… e sembrano ostacoli insormontabili.
Però questa è la tragica conclusione: se Pace e Vita possono illogicamente ma praticamente dissociarsi, si delinea all’orizzonte del futuro una catastrofe che, ai giorni nostri, potrebbe essere senza misura e senza rimedio sia per la Pace che per la Vita. Hiroshima è documento terribilmente eloquente e paradigma spaventosamente profetico a questo riguardo.
Se, per deprecabile ipotesi, la Pace fosse concepita come avulsa dal connaturato rispetto per la Vita, potrebbe imporsi come un triste trionfo della morte. Vengono alla mente le parole di Cornelio Tacito nella “Vita di Agricola” (30) “…ubi solitudinem faciunt, pacem appellant”, che in termini poveri e liberi significano: “dove si crea il deserto, lo chiamano pace”.
Si può, al contrario, esaltare con egoistica e quasi idolatrica preferenza la Vita privilegiata di altri a prezzo dell’altrui oppressione o soppressione, ma questa non è certamente Pace!
Per ritrovare la chiave della verità in questo conflitto, che da teorico ed etico si fa tragicamente reale, e che profana ed insanguina, ancora oggi, tante pagine dell’umana convivenza, bisogna senz’altro riconoscere il primato della Vita, come valore e come condizione della Pace. Ecco la formula: “…se vuoi la Pace, difendi la Vita!”. La Vita è il vertice della Pace. Se la logica del nostro operare parte dalla sacralità della Vita, la guerra come mezzo normale e abituale per l’affermazione del diritto e quindi della Pace è virtualmente squalificata. In definitiva la Pace non è altro che il sopravvento incontestabile del diritto e alla fine la felice celebrazione della Vita.
La Repubblica di San Marino ha la fortuna di vivere questo spirito e situazione concreta di Pace, anche se circostanze concrete di ogni giorno rendono non del tutto perfetta la situazione.
Questo si nota nel suo interno: così il Titano sta facendo passi notevoli verso la creazione di un habitat attraente per le imprese come pure per la cooperazione internazionale. In effetti viene rilevato che le imprese tornano in positivo. La stessa voce “turismo” sta riprendendo quota e lascia ben sperare.
Segni positivi si notano anche nei rapporti con i Paesi più vicini o consimili e con la stessa Europa. Tra gli eventi più recenti da ricordare: la strategia comune con l’Italia per creare sinergia tra le polizie dei due paesi o il progetto sul memorandum d’intesa tra le due Banche principali; la ricerca della Serenissima con Andorra, Monaco e Unione Europea di un metodo di lavoro il più possibile condiviso; la firma a Berlino dell’accordo per lo scambio automatico di informazioni fiscali secondo il modello Ocse.
Signori Capitani Reggenti, da oggi alle loro Eccellenze è riservato il compito e l’onore di proseguire quest’azione di Pace, portata avanti da quanti vi hanno preceduto nel governo della Serenissima. Un processo di Pace, incentrato nella Vita di ogni sammarinese.
L’intero Corpo Diplomatico e Consolare, qui presente, ossequia le più vive felicitazioni per quanto è stato conseguito e augura una pacifica e fruttuosa continuazione.

 

                               Commissario Unico Expo Giuseppe Sala

Cerimonia dei Capitani Reggenti di San Marino
San Marino, 1° aprile 2015
Eccellentissimi Capitani Reggenti,
alle Autorità tutte, Gentili Signore e Signori,
è per me un vero onore intervenire a questa cerimonia che caratterizza la
vicenda politica e sociale della più antica Repubblica del Mondo.
Non so se il mio intervento debba avere un titolo. Ma se così fosse prenderei in
prestito il titolo della partecipazione della Repubblica di San Marino a Expo 2015:
“Abbastanza piccolo da essere grande”. Ma su questo ci torneremo.
Certo è, in ogni caso, che San Marino rappresenta uno dei gioielli che la
tradizione e la storia della nostra penisola offre all’attenzione di tutto il mondo.
“Benché il Vostro dominio sia piccolo nondimeno il Vostro Stato è uno dei più
onorati di tutta la storia”, così disse di San Marino Abramo Lincoln nel 1861.
150 anni dopo, nel 2011, lo stesso Barack Obama ha ricordato il significato della
vostra esperienza: “L’orgogliosa storia di San Marino è stata un esempio dal quale
il Presidente Lincoln ha tratto ispirazione durante uno dei periodi più difficili per
la nostra Nazione. Durante i secoli, gli sforzi da noi profusi per proteggere e
difendere gli ideali tanto cari di libertà e democrazia hanno aiutato a realizzare il
compito del Presidente Lincoln, vale a dire garantire “che un Governo di popolo,
dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra”.
Questi riconoscimenti della più grande nazione del mondo costituiscono
certamente una grande validazione delle vostre tradizioni.
Ancor più fondante di queste relazioni è il senso di profonda identità popolare
che sta alla base della vostra comunità e del vostro modo di concepire lo Stato e
la sua rappresentazione.
E’ questa veridicità che vi ha consentito di superare momenti anche difficili della
vostra storia politica e di mantenere nel tempo quella forza e quell’orgoglio di
popolo che hanno consentito a questo Stato di svolgere un ruolo che le sue
dimensioni non avrebbero mai autorizzato a credere.
La vostra relazione con l’Esposizione Universale ne è una prova significativa.
Per inquadrare al meglio il significato della vostra partecipazione, vorrei darvi uno
sguardo di insieme su Expo 2015.
Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che si svolgerà in Italia quest’anno,
dal 1° maggio al 31 ottobre.
Il tema della manifestazione è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Vi parteciperanno 140 Paesi, di cui 54 (ed è un record) costruiranno un proprio
padiglione con un investimento complessivo di circa un miliardo di euro.
Numerose Organizzazioni internazionali hanno garantito la loro presenza.
Sono attesi 20 milioni di visitatori. Il turismo italiano beneficerà per un volume di
affari di circa 5 miliardi di euro mentre si stimano le ricadute occupazionali
dirette e indirette in circa 60.000 risorse.
Non sono, però, tanto le dimensioni numeriche a costituire la peculiarità di Expo
Milano 2015. Per la prima volta nella sua centenaria vicenda, l’Expo non sarà una
pura esibizione del progresso umano ma l’occasione per aprire un dialogo e una
cooperazione tra nazioni, organizzazioni e aziende per arrivare a strategie
comuni per migliorare la qualità della vita e sostenere l’ambiente.
Questo obiettivo sarà perseguito da un’edizione che saprà offrire al grande
pubblico un’esperienza indimenticabile che coniugherà conoscenza, gusto e
intrattenimento, con particolare attenzione alle famiglie, ai bambini, ai giovani e
alle donne.
Il Sito Espositivo sarà aperto dalle 10.00 alle 23.00, tutti i giorni della settimana,
per garantire al visitatore anche di sera l’offerta culturale e ristorativa presentata
da tutti i Partecipanti e da diversi partner (tra cui Eataly) oltre alla possibilità di
partecipare a diverse tipologie di eventi.
I principali protagonisti di questa operazione saranno i Paesi Partecipanti i quali
presenteranno le loro esperienze e le loro soluzioni nel campo
dell’alimentazione. Da sempre, infatti, l’Esposizione Universale è l’occasione per
mostrare a una platea di milioni di persone provenienti da tutto il mondo il
meglio dei diversi Paesi. Numerosi i prodotti e le tecnologie che hanno visto il
loro esordio in questa manifestazione: dalla mietitrebbiatrice dell’edizione
londinese del 1851 all’ascensore del 1853 a New York, fino alle prime macchine
per cucire dell’edizione parigina del 1855; dal telefono del 1876 a Filadelfia ai
sistemi di illuminazione esterna basati sulla lampadina di Edison nel 1878, fino alla
prima linea di assemblaggio per automobili nel 1915, alla televisione nel 1939 e
così via. Oggi l’accento è spostato da temi più direttamente “hardware” a
problematiche che richiedono approcci più complessi e multidisciplinari. Uguale
resta la tensione a presentare all’Expo il meglio di sé.
L’area espositiva è di oltre un milione di metri quadri e si sviluppa su due assi
ortogonali, chiamati Cardo e Decumano. Il sito è completamente circondato da
un canale e grandi tende sistemate sui percorsi aiuteranno i visitatori a ripararsi
dalla pioggia e a proteggersi dal sole.
Lungo il Cardo (su un asse di circa 400 metri) si distribuirà la partecipazione
italiana: si articolerà in spazi espositivi dedicati alle eccellenze agroalimentari
regionali che trovano massima espressione in Palazzo Italia, luogo di
rappresentanza per incontri istituzionali e governativi, e in aree di intrattenimento
e spettacolo. Sul Cardo troveranno spazio anche due altri importanti padiglioni:
quello della produzione vitivinicola italiana, promosso dal Ministero
dell’Agricoltura, e quello dell’Unione Europea, per la prima volta presente a
un’Esposizione Universale con un’area autonoma.
Il decumano (lungo circa 1,5 km) sarà invece l’affaccio degli Spazi Espositivi dei
Paesi. Ogni Padiglione non sarà più un luogo-contenitore di oggetti, prodotti,
merci, ma un luogo di esposizioni ed eventi connessi al tema di Expo Milano
2015, concepito secondo i principi stabiliti nella Guida al Tema consegnata loro
nell’ottobre 2012.
I Cluster sono la grande novità introdotta da Expo Milano 2015. Sono aree
espositive comuni dedicate ai Paesi che per differenti ragioni di opportunità non
desiderano realizzare un proprio padiglione. Questi “villaggi”, che costelleranno il
sito, permetteranno a questi Paesi di rappresentare la propria storia, cultura e
tradizione agroalimentare che più li caratterizzano. Alcuni Cluster, infatti, saranno
dedicati alla presentazione e alla degustazione di prodotti senza tempo, come il
riso, il caffè, le spezie, il cacao, frutta e legumi, cereali e tuberi. Altri invece
raggrupperanno i Paesi intorno a temi che caratterizzano specifici territori come
il Bio-Mediterraneo, le isole e le zone aride.
E’ in questa realtà che si inserisce la partecipazione di San Marino: una storia che
inizia da lontano, dal 1861, quando la Repubblica di San Marino inviò in rassegna
a Firenze, alla manifestazione denominata “Esposizione Generale Artistica”, alcuni
prodotti caseari e vinicoli di cui da sempre faceva buon mercato col circondario.
La prima Esposizione Universale a cui presenziò fu quella di Parigi del 1878,
dietro insistenza del Duca De Bruc, suo funzionario presso il governo francese,
che mostrò come potesse essere conveniente per San Marino, all’epoca
soprattutto per motivi politici, la presenza all’Esposizione, nonostante la sua
dimensione rispetto agli altri espositori presenti.
Fu proprio a questa Esposizione Universale che vennero inviati per la prima volta i
manufatti in pietra prodotti dai suoi maestri scalpellini, arte di cui da sempre
esiste un’antichissima tradizione presso il vostro Stato.
Nel 1889 la Repubblica venne un’altra volta sollecitata a presenziare
all’Esposizione che si sarebbe svolta a Parigi, in quell’anno da parte del suo
incaricato d’affari in Francia, il quale informò che il governo francese stava
insistendo coll’affermare che non era importante che San Marino presenziasse
con molti oggetti espositivi. Il governo sammarinese accettò l’invito per la datata
amicizia che aveva con la Francia e inviò prodotti agricoli (vino, olio, miele,
formaggio), alcuni manufatti artistici in terra cotta, altri in pietra fatti dagli
scalpellini per l’occasione, ricami e pregiati lavori femminili.
Il Governo francese invitò ufficialmente San Marino anche all’importante
Esposizione Universale di Parigi del 1900, a cui partecipò allestendo questa volta
addirittura un padiglione fatto a immagine del nuovo Palazzo Pubblico
sammarinese che era stato inaugurato nel 1894. Anche per l’occasione vennero
esposti prodotti agricoli ed artigianali come nelle volte precedenti.
Nel dopoguerra San Marino ha partecipato con un proprio Padiglione
all’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958 e all’Esposizione Mondiale di
Lisbona del 1998. Nelle Esposizioni di Hannover 2000 e di Saragozza 2008 San
Marino non ha partecipato con un proprio Padiglione, tuttavia in accordo e su
invito del Padiglione Italia, ha organizzato una settimana sammarinese inviando il
gruppo storico della Federazione Balestrieri Sammarinesi.
San Marino ha preso parte infine all’Expo Universale di Shanghai 2010 con un
Padiglione situato nella zona dei Joint Pavilion che nei sei mesi di apertura è
stato visitato da 1,7 milioni di visitatori.
Questa la storia delle precedenti partecipazioni alle Expo della storia.
Ma è con Expo 2015 che questa centenaria relazione fa un salto di qualità.
San Marino è stato fra i primi Paesi ad aderire a Expo Milano 2015 e,
successivamente, il 4 ottobre 2013 è stato firmato il Contratto di Partecipazione
che assegna a San Marino un padiglione (125 mq su due piani) all’interno
del Cluster Bio-Mediterraneo.
A fronte del forte impegno dimostrato in questi anni, a dicembre dello scorso
anno, il Commissario Generale, Mauro Maiani, è entrato a far parte dello Steering
Committee, l’organo di indirizzo per la partecipazione dei Paesi a livello
mondiale.
Ma è soprattutto dal titolo della sua partecipazione che emerge con decisione il
senso della presenza di San Marino a Expo 2015.
Il tema della partecipazione di San Marino sarà infatti, come abbiamo già
sottolineato, “Small Enough to be Big” – “Abbastanza Piccolo da Essere Grande”,
il manifesto, se posso permettermi, di tutta la sua millenaria vicenda storica,
sociale e politica.
E’ un tema di grandissima modernità, che si colloca all’interno di un movimento
che, a livello globale, vuole dimostrare come anche all’interno di aree non estese
si possano sviluppare produzioni locali dall’alto standard qualitativo.
Con la sua partecipazione San Marino vuole raccontare la storia di un territorio
piccolo ma in grado di sviluppare un “sistema Paese” a livello agricolo,
economico e industriale. La valorizzazione delle eccellenze gastronomiche e dei
prodotti tipici, nonché la tutela delle colture tradizionali sono parte dell’impegno
che San Marino sta portando avanti da diversi anni. I visitatori di Expo Milano
2015 avranno modo di scoprire e degustare i risultati di questo impegno durante i
sei mesi dell’evento.
In particolare, saranno presenti all’interno del Padiglione i prodotti delle sei filiere
certificate dal Consorzio Terra di San Marino: il grano, il vino, il miele, l’olio, la
carne, il latte e i suoi derivati.
Ma non ci sarà solo il richiamo alla grande esperienza agricola, bensì forte sarà la
sottolineatura del legame fra tradizione, modernità e innovazione. Tecnologie
all’avanguardia accompagneranno i visitatori, che saranno accolti da un videowall
centrale a risoluzione 4K e da una tavola multimediale, dotata di dieci
schermi touchscreen, che consentiranno di approfondire la conoscenza dei
singoli prodotti ma anche del territorio e delle produzioni artigianali di San
Marino.
Il legame fra innovazione, tecnologia e sostenibilità sarà anche uno dei temi al
centro degli eventi che San Marino organizzerà nel corso del proprio National
Day, che sarà celebrato su tutto il Sito di Expo Milano 2015 il 14 giugno.
E ci sarà spazio anche per il design. Lo stand sarà popolato da centinaia di
forchette appese al soffitto a ricordarci come la tavola sia l’espressione di quella
comunità domestica che è la migliore rappresentazione di quell’accoglienza e di
quella ospitalità che, soprattutto oggi, devono tornare a costituire l’elemento
connettivo della nostra nuova e varia comunità.
Per tutti questi motivi, Eccellentissimi Capitani Reggenti, gentilissime Autorità,
non è certamente una presenza di maniera, la mia di oggi.
E’ invece il senso di una profonda gratitudine per uno Stato, il vostro, che ha
colto fin da subito il significato dell’impegno di Expo 2015 e ne ha sostenuto il
cammino con consapevolezza e lealtà.
Mancano esattamente 31 giorni all’apertura dell’Esposizione Universale. Poi ci
aspettano 184 giorni (6 mesi) di lavoro duro ed entusiasmante.
E sono sicuro che grazie all’impegno di Paesi come il vostro, riusciremo a fare
di Expo 2015 un’esperienza significativa per i destini del nostro futuro comune.
Grazie

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