San Marino. Augusto Casali: “Svegliatevi, il letargo è finito”

La bussola della politica sammarinese sembra essere impazzita e ultimamente ne stanno succedendo di tutti i colori. Il Tribunale accoglie ricorsi su ricorsi riferiti alla vicenda Asset Banca; Banca Centrale di San Marino continua per la sua strada come se fosse una entità superiore anche al Tribunale della nostra Repubblica; il Governo assiste immobile, addirittura in alcuni casi acconsenziente per rispettare – dicono loro – l’autonomia di BCSM. La verità mi pare un tantino diversa.

L’Esecutivo si affanna a dichiarare di stare tutti tranquilli perchè saranno tutelati i risparmiatori, i depositanti e gli investitori, senza specificare come, ma il Tribunale nella sua ultima Ordinanza , emanata rispetto al ricorso Asset, afferma che il danno ”e’ passibile di ridondare sull’intero sistema economico-finanziario sammarinese e sull’interesse pubblico generale che l’operato di BCSM deve perseguire” .

La verità è che la politica in questo frangente è assente, il già fragile sistema bancario è in enorme affanno, l’economia del Paese sofferente da tempo è a rischio; e un Governo che si limita ad assistere a tutto questo, mi dispiace dirlo, è un Governo che si sta rivelando inadeguato.

Non so come andrà a finire, lo posso solo immaginare, sta di fatto che le forze politiche sammarinesi, a mio avviso, farebbero meglio a dedicare un po’ del loro tempo alla individuazione di una nuova Legge Elettorale, preparandosi per il futuro, che potrebbe essere anche imminente, e rivedendo le regole del gioco attuali pensate per una situazione bipolare che non trova più riscontro nell’attuale realtà sammarinese.

La vecchia legge abbiamo visto che cosa produce. Era stata pensata per dare stabilità ai governi ma la realtà ha dimostrato che fino ad oggi tutti i governi nati con l’attuale legislazione sono caduti prima della fine della legislatura. D’altronde, dovendo mettere insieme nelle coalizioni quanto di più diverso pur di ottenere un voto in più degli avversari per raggiungere l’agognato premio di governabilità, i rischi di durata sono inevitabili.

Inoltre il Paese ha sperimentato sulla propria pelle che la governabilità non sempre è un valore assoluto. La governabilità è ottimale quando i governi operano al meglio e risolvono i problemi, viceversa quando i governi non funzionano e non risolvono i problemi, la governabilità diventa una gabbia che imprigiona ingiustamente il Paese e i cittadini, creando danni enormi.

Non è possibile andare avanti con una legge che rischia, come nell’ultima tornata elettorale, di far prevalere una coalizione la cui forza, o forse sarebbe meglio dire debolezza, si aggira attorno al 30% e che per governare necessita di un premio di maggioranza di ben 15 seggi, pari ad un quarto del Consiglio Grande e Generale.

E’ una cosa che non si regge da nessuna parte, lo capisce anche un bambino. Perché la coalizione vincente rimane nel Paese una netta minoranza sia pure camuffata con il ricco premio di governabilità, e non si è mai visto al mondo che una minoranza possa governare un paese. Gli manca inevitabilmente la rappresentatività e l’autorevolezza necessarie.

Quindi è ora che le forze politiche sammarinesi si sveglino dal letargo e dal torpore in cui sono sprofondate da un po’ di tempo a questa parte e realisticamente pensino ad una nuova legge elettorale, senza perdere tempo come è successo nella passata legislatura e senza peggiorare lo stato delle cose di per sé già abbastanza compromesso.

Si apra dunque questo versante. E se non lo fanno le forze di Governo lo facciano le forze di opposizione. Si apra il dibattito e si cerchino le convergenze più ampie con le quali riscrivere le regole del gioco. Siano le forze politiche lungimiranti e non si facciano trovare per l’ennesima volta impreparate di fronte all’appuntamento elettorale che, comunque, prima o poi arriverà. Se si sarà in grado di lavorare bene il Paese può trarne solo vantaggio.

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