San Marino. “Bruciati 340 milioni e il disavanzo non si arresta”

Debito pubblico: Ēlego invita a riflettere sul fatto che “il disavanzo non si arresta”.

“Il debito pubblico aumenta, ma il Governo pare orientato a ricorrere ancora all’emissione di nuovi titoli di Stato Sammarinese. A fronte di un indebitamento estero di 490 milioni di euro, di cui €340 milioni tramite emissione di obbligazioni ed €150 milioni più interessi di prestito Cargill, quest’ultimo da restituire a breve, che porta il totale dell’indebitamento di circa un miliardo e mezzo e di fronte ad un disavanzo di bilancio d’assestamento di 70 milioni, Ēlego non può che esprimere tutta la sua preoccupazione per la situazione contabile ed economica del Paese.
Nonostante si vocifera e si legge di nuove entrate, le voci, più o meno ufficiali, sono quelle che il nostro Governo ritornerà sui mercati internazionali ed emetterà altri titoli di debito pubblico e tutto ciò non fa che aumentare le nostre angosce. Ma al di là della nostra apprensione, a noi di Ēlego sorgono spontanee alcune domande; come quella di come sia stato impiegato il prestito e quali progetti sono in cantiere per favorire la nostra economia e prevedere nuove entrate a bilancio.
Voci ricorrenti affermano che una parte di questo prestito sia stato utilizzato per ripianare il sistema bancario ed in particolare Cassa di Risparmio (di proprietà dello Stato), ma sul resto nulla, silenzio assoluto, infatti non si è ancora visto un provvedimento in favore dell’economia sammarinese. A quanto pare la grana è finita ed il sentore che queste risorse finanziarie siano state adoperate per la spesa corrente si fa sempre più fondato.
Ēlego non è, in linea di principio, contro il debito pubblico, se questo è strutturato in maniera che possa generare benessere nel paese ed altresì possa essere ripagato puntualmente tramite un avanzo di gestione del bilancio dello Stato. Un’iniezione di capitale nel tessuto sociale, specie dopo oltre un decennio di crisi, con interventi ben mirati e lungimiranti sarebbe un toccasana.
Ma tutto questo non c’è stato e tuttora non c’è, ad un anno dal primo indebitamento nulla si intravede per migliorare la condizione dei nostri conti.
Questo, aggiunto ad una crisi di oramai tutti gli apparati dello Stato, si veda il sistema sanitario, quello giuridico e con una burocrazia che la fa da padrona, non può che generare ulteriori incertezze ed indecisione non solo nei cittadini ma anche a coloro che vorrebbero venire ad investire nel nostro paese, ma che queste congiunture non favoriscono.
Quella che manca è soprattutto la politica, ormai con la “p” minuscola, i cui politici si preoccupano più della propria poltrona, che del paese.
Sono cambiati diversi governi in questi anni, ma l’arroganza, la mancanza di confronto ed i personalismi oggi la fanno da padrone. Poi c’è il Paese, e di quello prima o poi qualcuno se ne dovrà preoccupare. Speriamo di non fare la fine di altri Stati….”

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